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"Si riparte con il piano per la crescita", di Raffaella Cascioli

La crisi colpisce duramente i consumi: di fronte alla recessione il governo prova ad accelerare sulle liberalizzazioni e le riforme Quello che è appena trascorso è stato il peggior Natale degli ultimi dieci anni, quanto a crollo dei consumi. E il futuro è tutt’altro che roseo, visto che sono in molti a scommettere che i prossimi saldi saranno un flop. E così, se prima delle festività natalizie il premier ha incassato il via libera a una manovra che consentirà all’Italia di affrontare la crisi a testa alta, tra santo Stefano e san Silvestro il governo è chiamato agli straordinari per la messa a punto di un piano per la crescita che consenta di ridare ossigeno a un’economia strangolata dalla recessione. Per oggi il premier Monti ha già in programma un giro d’incontri in vista del consiglio dei ministri di domani, quando i Prof si riuniranno per la messa a punto di proposte per la crescita a cominciare da un provvedimento sulle liberalizzazioni e sulla sburocratizzazione. A fronte dei sacrifici richiesti per l’immediato, Monti & Co. …

"Prigioni disumane, chi esce è condannato a delinquere ancora", di Giacomo Galeazzi

A«Regina Coeli» non esistono più biblioteche, aule scolastiche, «ambienti di socializzazione». Ovunque materassi a terra e brande ammassate ad inventare celle per quattrocento detenuti «oltre il limite». Ieri, nel carcere sovraffollato della capitale (1200 carcerati rispetto a una capienza di 800), il pranzo della comunità Sant’Egidio è diventato grido d’allarme. Nella rotonda centrale gli agenti penitenziari hanno l’ordine di sciogliere i capannelli ma «radio carcere» svela una realtà da incubo. Franco, 50 anni, per «reati contro il patrimonio» è da due anni «in questo inferno». Appena inizia a raccontare ai cronisti una storia di traumi in cella e diritti calpestati viene allontanato da un funzionario in borghese. Neppure al conduttore Flavio Insinna è consentito molto altro che qualche stretta di mano. Poche ore prima del pranzo dell’«Onu di Trastevere» era toccato alla delegazione radicale guidata da Marco Pannella visitare l’istituto e denunciare: «In Italia la democrazia è negata, nemmeno le bestie vivono così, è una bomba che può esplodere in ogni momento». Per più della metà «Regina Coeli» parla straniero e, senza i mediatori culturali …

"Nel paese dell'eolico servono regole", di Vittorio Emiliani

«L’incentivazione agli impianti eolici in Italia è stata fino ad oggi la più alta del mondo. Soltanto per questa ragione è stato conveniente impiantare oltre 5.000 torri per una potenza complessiva di 6.000 megawatt, non certo per la loro produttività. Infatti la ventosità in Italia si attesta in media sulle 1.500 ore/anno, ben al di sotto delle 2.000 ore/anno ritenute utili per una produzione competitiva». È soltanto un passo della lunga e argomentata lettera indirizzata in questi giorni ai ministri competenti (Clini, Ornaghi, Passera, ecc.) da associazioni come Italia Nostra, Lipu, Mountain Wilderness, VAS, Comitato per la Bellezza. Comitato Nazionale del Paesaggio, Amici della Terra, Altura, Movimento Azzurro, Terra Celeste e da decine e decine di Comitati nati nelle zone appenniniche. Iniziativa che si deve soprattutto alla passione di Carlo Alberto Pinelli, regista di storici documentari per la Rai, alpinista e ambientalista. Il documento, giustamente critico nei confronti della politica di incentivi, caotica e costosa, del governo Berlusconi, cerca di inquadrare il problema delle fonti energetiche rinnovabili con un approccio «freddo»: per razionalizzare una materia …

"Binario morto", di Mario Lavia

La lunga stagione di Mauro Moretti alla guida delle Ferrovie dello stato è arrivata ad uno snodo cruciale. I treni sono una grande metafora della vicenda italiana: il loro arrivo puntuale fu il simbolo di una dittatura che per queste cose funzionava, e pazienza per il resto – cioè tutto. La caoticità del sistema divenne poi il simbolo di una crescita disordinata ma impetuosa, seppure fra cattive gestioni e tecnologie balbettanti. Il mandato di Moretti era quello della modernizzazione, dell’apertura al mercato, della velocità. Cosa resta oggi di quelle evocazioni? Una realtà dura, d’altri tempi. La scena dei viaggiatori infreddoliti che salgono a Bologna e si stipano come deportati in carrozze stracolme, pagano pure un sovrapprezzo e se ne stanno schiacciati col naso sul finestrino per ore verso una lontanissima Lecce, è una scena pietosa. Sui nuovi Frecciarossa chi sceglie la classe Standard (la più economica) sappia che, per quasi tutta la durata del viaggio (Milano-Roma, Roma-Napoli), dal suo vagone potrà accedere solo agli altri tre riservati a chi ha pagato la tariffa più bassa: …

"Evasione fiscale caccia al tesoro da 150 miliardi", di Alessandro Penati

Il risanamento delle finanze pubbliche italiane è un problema non solo di numeri, di saldi tra entrate e uscite, ma anche di credibilità. Un Btp è una promessa di pagamento dello Stato fra 10, 15, perfino 30 anni: se la promessa non è credibile, gli investitori non comprano. Ed è credibile solo se lo Stato si dimostra capace di far rispettare le proprie regole. Per questo, oltre che per questioni di equità, indispensabile nel momento in cui si chiedono sacrifici al Paese, oggi, abbattere l´evasione fiscale è una priorità assoluta. L´elevato tasso di evasione è l´indice di quanto in basso sia caduto il livello di legalità in Italia. Ancora più preoccupante che venga quasi percepito, soprattutto all´estero, come un tratto endemico della nostra società, con un senso di indignata rassegnazione per uno Stato incapace di far rispettare le regole che sforna a getto continuo. Abbattere l´evasione è quindi la strada per elevare il senso di legalità, perché è anche il modo più efficace di combattere criminalità organizzata, corruzione, reati finanziari, affarismo, abusi. E ricostruire quindi …

"Le facce di questo 25 dicembre", di Pierluigi Castagnetti

Gli attentati islamici contro i cristiani in Nigeria nel giorno di Natale lasciano veramente senza parole. Alla violenza fondamentalista siamo preparati e, in particolare, a quella contro i cristiani, in Pakistan, India, Iraq, Somalia, Nigeria. Ma questi ultimi colpiscono per la scelta del giorno, importante per i cristiani ma privo di significato ostile per i musulmani. Oramai i cristiani, nel mondo globalizzato che li ha resi relativamente più minoranza, rappresentano un bersaglio prevedibile e facile. Prevedibile perché evocano simbolicamente la fede maggioritaria in un passato che si vorrebbe cancellare, facile perché trattasi di un bersaglio indifeso ed inerme. Per loro il sacrificio e il martirio tornano a essere il prezzo e lo stigma di una scelta sicuramente esigente. La domanda che allora si pone per i cristiani che abitano nei paesi tutto sommato tranquilli dell’occidente attiene la loro responsabilità, i loro comportamenti, le scelte, le iniziative che anche non intenzionalmente possono aggravare o alleviare la condizione dei loro fratelli più esposti nel “nuovo mondo”. E, per chi non lo è, si pone la necessità anche …

"Le maniche corte di una bimba agitano Israele", di Elisabetta Rosaspina

Nemmeno le critiche di Hillary Clinton, segretario di Stato americano, poco più di tre settimane fa a Washington, sulla condizione femminile in Israele, avevano suscitato un tale putiferio: a poco più di 7 anni, Na’ama Margolese ha messo in questi giorni israeliani contro israeliani. Zeloti ortodossi contro laici, ma anche religiosi contro religiosi, polizia e troupe televisive contro integerrimi tutori della Torah, la legge ebraica. Non c’era riuscita dieci giorni fa nemmeno la 28enne Tanya Rosenblit, subito soprannominata la Rosa Parks israeliana e promossa a paladina dei diritti civili per aver rifiutato di sedersi in fondo a un autobus «mehadrin», quelli dove tuttora gli uomini viaggiano seduti nella metà anteriore e le donne in quella posteriore. Sebbene il 6 gennaio scorso l’Alta Corte israeliana abbia stabilito che la segregazione è illegale, dando un anno di tempo alle società di trasporti per mescolare i passeggeri. Il posto delle donne, non solamente sui mezzi pubblici, ma nella società israeliana più tradizionale e osservante, è una questione ricorrente e non troppo stuzzicata dal governo conservatore di Benjamin Netanyahu, …