Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Eurozona senza crescita – L'illusione del rigore sostenibile", di Alberto Quadrio Curzio da Il Sole 24 Ore 14.08.14

L’Europa non avrà un ferragosto economico buono perché deluderanno i dati sul Pil dell’Eurozona (Uem) di oggi. È infatti (quasi) certo che crescita del Pil nel secondo trimestre del 2014 subisca una frenata sino a passare in territorio negativo. La settimana scorsa l’Italia ha registrato un calo del Pil trimestrale (congiunturale e tendenziale) che ha preoccupato anche con qualche eccesso di enfasi. Adesso il ribasso toccherà anche la Germania (e non solo per la crisi Russia-Ucraina) accentuando le preoccupazioni per la non ripresa dell’Uem. L’Italia non deve però consolarsi né porre troppa enfasi sulla nostra produzione industriale di giugno che è andata meglio di quella della Uem e della Germania. Dell’Eurozona sono responsabili infatti tutti i 18 Paesi ed in particolare i tre maggiori (Germania, Francia e Italia) ciascuno dei quali deve contribuire a rilanciare una crescita sostenibile. È importante che ciò avvenga con quella pari dignità da conquistare con diuturna fatica avendo però chiaro un disegno strategico. Confidiamo che anche di questo Matteo Renzi abbia trattato nei suoi recenti incontri con Mario Draghi e …

Innovazione 30 anni dopo – Manuela Ghizzoni

Anche se è Ferragosto, o forse proprio per questo, ho scelto un articolo di Francesco Clementi apparso oggi sul Sole 24 ore che mi dà lo spunto per qualche riflessione. Il tema sono ancora le riforme costituzionali, un processo che si è avviato verso una strada di rinnovamento delle istituzioni che sembra finalmente condivisa e attuabile. Ma anche in questo caso ci arriviamo dopo almeno trent’anni di dibattito, come sempre succede quando i cambiamenti si attorcigliano in una sorta di avvitamento inerziale. Nell’anno in cui celebriamo i trent’anni dalla scomparsa di Enrico Berlinguer basti pensare che nel 1983 la sua relazione al congresso del PC parlava di “proposte innovative, come il superamento del bicameralismo, della efficienza e dei poteri dell’esecutivo, dei criteri di nomina negli enti pubblici in modo da dare spazio alle competenze e porre fine alle lottizzazioni”. Sono parole (riprese oggi sempre sul Sole 24 ore da una lettera di Emanuele Macaluso) che definiscono chiaramente quello slancio riformatore che oggi sembra riemergere, dopo 30 anni di involuzione e dispersione. Vale la pena ricordarle, …

"Lettera Ue bacchetta l’Italia “Non avete una strategia” a rischio 40 miliardi di fondi", di Valentina Conte da La Repubblica del 13.08.14

Indispensabile per sbloccare i singoli programmi, nazionali e regionali. Senza l’assenso di Bruxelles su questo particolare Accordo si ferma tutto, non arrivano i soldi e non si inizia a spendere. Una partita che vale per l’Italia 41 miliardi e mezzo in sette anni. Cifra che raddoppia con il cofinanziamento nazionale. E che ora dunque si congela. Con lo svantaggio per l’Italia di partire male e in ritardo sui fondi strutturali, pure stavolta. Ma Bruxelles è categorica. Senza un piano e una strategia chiari ed efficaci, appunto, l’assenso non c’è. Anche perché – ed è questa la critica più forte – l’Italia ha gravi problemi di governance. La sua pubblica amministrazione non è efficiente e ben funzionante. E quando il motore è inceppato, non si può sperare che la linfa europea contribuisca a rivitalizzare il paese. Anzi i fondi rischiano di imboccare di nuovo la via, biasimata, degli incentivi a pioggia. Se non è una bocciatura, poco ci manca. CAPACITÀ ISTITUZIONALE In 249 punti e 37 pagine, la Commissione europea analizza passaggio per passaggio tutto il …

"Né congedi né aiuti ecco perché l’Italia non è un paese per mamme precarie", di Maria Novella De Luca da La Repubblica del 13.08.14

Siamo un paese ostile alla maternità e sempre più refrattario ai bambini. Le desolanti statistiche dell’Istat lo testimoniano ad ogni rapporto annuale, fotografando la nostra progressiva discesa agli ultimi posti nella classifica demografica mondiale. Puntualmente ogni volta ci chiediamo perché. Eppure basta leggere la lettera pubblicata ieri su “Repubblica”, per rendersi contro di quanto l’Italia sia diventata ormai un luogo inospitale per chiunque decida di rischiare l’avventura della famiglia. Soprattutto se si è una lavoratrice precaria, ma che nonostante tutto si “azzarda” a mettere al mondo dei figli, ben tre in questo caso. Perché non solo il nostro non è un paese per mamme, ma in particolare non è un paese per mamme “atipiche”, quelle cioè che in assenza di un contratto di lavoro definito, non hanno diritto praticamente a nulla. Né prima della nascita, né dopo. Un’incredibile mancanza di tutele e di sostegni che Belinda Malfetti, giornalista freelance, ben descrive nella sua lettera “La mia odissea di mamma precaria alla ricerca del sussidio negato”. In Italia infatti le leggi ci sono, ma valgono soltanto …

"Eterologa, la politica che diserta: decreto mancato e i rischi del fai da te", di Isabella Bossi Fedrigotti

Il ministero della Sanità ha sospeso il decreto che avrebbe autorizzato la fecondazione eterologa. Tutto rimandato al Parlamento che dovrà legiferare, ma chissà quando Sarà colpa dell’agosto e del desiderio di chiudere per ferie o della materia complessa e delicata? Probabilmente un po’ di tutte e due. Fatto sta che il decreto del ministro della Sanità concernente l’autorizzazione della tanto discussa fecondazione eterologa è stato sospeso, perché, come ha scritto Beatrice Lorenzin ai gruppi parlamentari, siano le Camere ad affrontare gli «evidenti profili etici che attingono la materia», oltre che, come sembra, per la richiesta di compatibilità di colori e gruppo sanguigno tra genitori e figlio avanzata dai medici e dalle associazioni di aspiranti padri e madri tramite inseminazione. Richiesta sulla quale la stessa Lorenzin, e non soltanto lei, si è pronunciata in disaccordo. Sul tema, è perciò stato deciso all’unanimità, dovrà legiferare il Parlamento, chissà quando, però. Giusto che si discuta, ancora e ancora, e che, eventualmente, non si proceda per decreti, poiché l’argomento – se così si può dire – del contendere è …

"Le conseguenze per l’America del nuovo intervento militare", di Roberto Toscano

Per due volte, giovedì sera e nella giornata di ieri, il presidente Obama si è rivolto alla nazione americana prima per annunciare la decisione di autorizzare l’impiego in Iraq dell’aviazione americana, e poi per chiarire finalità e limiti dell’intervento. Lo ha fatto insistendo sulla duplice natura della missione: proteggere gli americani presenti in Iraq sia come diplomatici (il riferimento alla tragedia di Bengasi è apparso evidente) che come consiglieri militari, nonché i civili iracheni minacciati dall’offensiva dello Stato Islamico e fare loro arrivare urgentemente cibo e acqua per poi poterne garantire l’evacuazione sottraendoli alla minaccia dei jihadisti che ora li circondano. Il momento è per Obama particolarmente difficile, ed è risultato evidente il suo sforzo di calibrare attentamente ogni parola, consapevole com’è di quanto sia problematica questa decisione di tornare a coinvolgersi militarmente nella sempre più inquietante vicenda irachena. Non è certo facile, infatti, spiegare agli americani che non si tratta di un «ritorno in Iraq» dopo che il Presidente aveva fatto della chiusura della disgraziata avventura militare di George W. Bush un elemento essenziale …

"Più vicini all'Europa, il nodo delle Regioni", di Roberto D'Alimonte

I festeggiamenti sono ancora prematuri. L’approvazione del disegno di legge di riforma costituzionale in prima lettura al Senato è solo la prima tappa di un percorso ancora lungo. Ma da ieri si può dire che l’Italia ha fatto un primo importante passo verso l’Europa. Le polemiche – spesso pretestuose – che hanno accompagnato l’iniziativa del governo non hanno permesso di valutare con serenità la portata delle innovazioni introdotte. L’opinione pubblica è ancora confusa. Le accuse di autoritarismo hanno seminato dubbi e impedito una attenta valutazione dei fatti. In realtà, la riforma proposta razionalizza molti aspetti del nostro assetto costituzionale in tema di rapporti tra esecutivo e legislativo, tra cittadini e istituzioni rappresentative, tra Stato e Regioni. Il Senato perderà i poteri che ha oggi e non sarà più eletto direttamente dai cittadini. Non darà la fiducia e non avrà un potere di veto su gran parte della legislazione. Ma questo è quello che avviene nella grande maggioranza dei Paesi europei in cui da anni il processo legislativo è imperniato sulla supremazia della camera bassa. Ma …