"Eurozona senza crescita – L'illusione del rigore sostenibile", di Alberto Quadrio Curzio da Il Sole 24 Ore 14.08.14
L’Europa non avrà un ferragosto economico buono perché deluderanno i dati sul Pil dell’Eurozona (Uem) di oggi. È infatti (quasi) certo che crescita del Pil nel secondo trimestre del 2014 subisca una frenata sino a passare in territorio negativo. La settimana scorsa l’Italia ha registrato un calo del Pil trimestrale (congiunturale e tendenziale) che ha preoccupato anche con qualche eccesso di enfasi. Adesso il ribasso toccherà anche la Germania (e non solo per la crisi Russia-Ucraina) accentuando le preoccupazioni per la non ripresa dell’Uem. L’Italia non deve però consolarsi né porre troppa enfasi sulla nostra produzione industriale di giugno che è andata meglio di quella della Uem e della Germania. Dell’Eurozona sono responsabili infatti tutti i 18 Paesi ed in particolare i tre maggiori (Germania, Francia e Italia) ciascuno dei quali deve contribuire a rilanciare una crescita sostenibile. È importante che ciò avvenga con quella pari dignità da conquistare con diuturna fatica avendo però chiaro un disegno strategico. Confidiamo che anche di questo Matteo Renzi abbia trattato nei suoi recenti incontri con Mario Draghi e …
