Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Dare ossigeno all'economia", di Massimo Riva

Salvata l´Italia di oggi con il decreto d´emergenza, ora si tratta di salvare quella di domani con provvedimenti che prendano di petto la malattia più insidiosa del Paese. Quella bassa o nulla crescita che rischia di vanificare i pesanti sacrifici richiesti dal governo. Sacrifici indispensabili per riportare il Paese a testa alta in Europa e nel concerto internazionale. Questo, in estrema sintesi, il succo dell´intervento che Mario Monti ha fatto ieri in Senato a conclusione dell´iter parlamentare della sua prima manovra. Con il suo discorso, insomma, il presidente del Consiglio s´è assunto in prima persona l´impegno a compiere presto l´esercizio, fra tutti, più difficile: quello di ridare ossigeno e vitalità a un sistema economico da troppi anni languente e adagiato su se stesso. Monti non ha indicato dettagli su come intenda operare in proposito, ma ha richiamato obiettivi che fanno intuire le possibili linee d´intervento. Ha parlato di «agevolazioni fiscali per famiglie ed imprese» ed ha richiamato l´esigenza di recuperi di «produttività e competitività». Sul primo punto si deve dedurre che il governo voglia affrontare …

"Ricostruire la politica", di Guido Crainz

Appena l´emergenza più drammatica si è placata, i partiti hanno rimosso un paradosso inquietante: ancora una volta nel giro di pochi anni il nostro Paese sembra capace di esprimere governi di qualità, capaci di operare quando la politica viene travolta dalla crisi. Così fu fra il 1992 e il 1994 quando, in condizioni difficilissime, Amato e Ciampi avviarono il risanamento proseguito poi dal primo governo Prodi: cioè dal governo di centrosinistra della “seconda Repubblica” che è stato meno prigioniero dei partiti. Nel 1992 il sistema politico crollò all´improvviso, oggi è giunta alle estreme conseguenze una corrosione del centrodestra che ha lasciato solo macerie e che si è svolta nella sostanziale assenza di un´opposizione credibile, capace di idee e progetti alternativi. Oggi come allora nel momento della verità i partiti sono stati più un peso che una risorsa, più un intralcio che uno stimolo. È un nodo centrale del dramma di oggi. Per questa via si è lacerato sempre più, lo ha sottolineato benissimo Gustavo Zagrebelski, quel rapporto essenziale fra società e stato che è compito …

"Tutti colpevoli nessun colpevole", di Francesco Cundari

Pochi giornali, oltre l’Unità, hanno deciso ieri di mettere in prima pagina la notizia dello scandaloso voto con cui Pdl e Lega, nella giunta per le elezioni del Senato, hanno consentito a due loro parlamentari di mantenere contemporaneamente anche il ruolo di sindaco nei rispettivi comuni, nonostante la Corte costituzionale abbia sancito con una sentenza l’incompatibilità tra i due incarichi. Tra i pochi giornali che ieri hanno messo la notizia in prima c’è il Fatto quotidiano, che però l’ha titolata così: «La casta si ribella pure alla Consulta». Chiaro? Non Pdl e Lega, non Berlusconi e Bossi, ma «la casta». Nemmeno nel lungo catenaccio si fa la minima distinzione di responsabilità: «La Giunta per le elezioni del Senato se ne infischia della sentenza della Corte costituzionale sull’incompatibilità e salva i parlamentari col doppio incarico». Come fosse una decisione assunta da tutti i senatori di comune accordo, e non da una parte contro l’altra. E pensare che Partito democratico e Italia dei valori hanno persino abbandonato la commissione – compreso il suo presidente, Marco Follini – …

Famiglie con stranieri a rischio povertà: guadagnano il 56% in meno degli italiani

Rapporto Istat – ministero del Lavoro: gli stranieri lavorano di più ma guadagnano di meno: il 52,5% tra i 15 e i 24 anni ha un reddito da lavoro, contro il 32,1% degli italiani. Ma solo 47,5% delle donne straniere con figli lavora, contro il 57,3% delle italiane. Gli stranieri lavorano prima, vivono del proprio lavoro ma guadagnano meno degli italiani. E’ questo, in sintesi, il quadro che emerge dall’indagine Istat “I redditi delle famiglie con stranieri”, presentato stamattina dall’Istituto di statistica, congiuntamente con il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. La quota di stranieri che tra i 15 e i 64 anni percepiscono un reddito da lavoro è infatti più elevata di quella degli italiani: una differenza che si manifesta soprattutto tra i più giovani, visto che il 52,5% degli stranieri tra i 15 e i 24 anni percepisce un reddito, contro il 32,1% degli italiani. Differenza significativa anche tra i più anziani: il 67,8% degli stranieri tra i 55 e i 64 anni ha un reddito da lavoro, contro il 47,3% dei …

"Effetto-Napolitano: le liti sull’articolo 18 si sgonfiano", di Mariantonietta Colimberti

Tanto rumore per nulla. Giorni di polemiche, parole durissime e sindacalisti uniti in piazza, allarme rosso nel Partito democratico vittima designata delle riforme con difficili risvolti sociali, addirittura il presidente della repubblica che intima che «si blocchi sul nascere ogni esasperazione polemica». Tutto senza motivo, perché in realtà la ministro Fornero non ha in mente «nulla di particolare che riguardi l’articolo 18». È «caduta in trappola nell’intervista» rilasciata al Corriere della Sera, «a causa della mia inesperienza e ingenuità». Poi l’immancabile stoccatina ai giornalisti, che «sono bravissimi a tendere trappole». La colpa, quindi, di questi quattro giorni di nervi a fior di pelle è di Enrico Marro, che domenica ha intervistato la ministro. Se si sia trattato di marcia indietro suggerita da Mario Monti («è un falso problema», aveva mandato a dire), dalle reazioni dei sindacati, dalla moral suasion di sotterranee diplomazie partitiche, da tutti questi elementi insieme o davvero soltanto dal sincero rammarico per non essersi ancora dotata di un astuto addetto stampa, non è dato saperlo. Certo che le parole della Fornero a …

Bersani: “Il problema dell’Italia non è licenziare, ma far lavorare le persone"

“La riforma del mercato del lavoro ci vuole ma oggi il problema dell’Italia non è buttar fuori la gente, il problema è come si entra nel mondo del lavoro, come si crea lavoro, come si rende il lavoro meno precario, servono ammortizzatori sociali moderni, perciò bisogna partire da lì e poi fare la sintesi, non discutendo sui giornali. Il governo e le forze sociali si parlino”. Questa la posizione del PD, chiarita dal Segretario nazionale Pier Luigi Bersani. Riguardo la discussione sull’articolo 18, Bersani ha spiegato: “Nel PD la sintesi c’è, è nei documenti approvati in Assemblea, se nel PD si discute, non significa che ci si divida, questa tesi è destituita di fondamento. Il PD quando è ora c’è ed è solido”. La strada maestra è dunque quella del dialogo. “La querelle sull’articolo 18 è un falso problema”, come dice anche il presidente del Consiglio Mario Monti. “Il PD è unito sul fatto che l’articolo 18 non è l’elemento che non fa crescere l’economia”, ha detto il vicesegretario del Partito Democratico, Enrico Letta, intervenendo …

"Consumi, redditi e investimenti ecco gli effetti della recessione", di Luisa Grion

I dati Istat: -0,2% il Pil del terzo trimestre. La contrazione più forte da spesa pubblica e infrastrutture, ma anche le imprese faticano, resiste chi esporta. Secondo le stime dell’Associazione bancaria, il prossimo anno segnerà un rallentamento dello 0,7%. Le previsioni restano negative per tutto il 2012. E’ recessione: lo ha detto la Confindustria, lo ha predetto l’Abi. Manca solo il “sì” definito dell’Istat che, pur parlando di un Pil in declino, non ha ancora pronunciato “l’orrido” vocabolo per il semplice motivo che – ad essere precisi – per definire una recessione bisogna certificare un arretramento economico per sei mesi di fila. I primi tre sono già ufficiali: nel periodo luglio-agosto-settembre – segnala l’istituto di statistica – il Pil è diminuito dello 0,2 per cento rispetto al trimestre precedente: non accadeva dalla fine del 2009. Ma tutto lascia pensare che non sia finita qui. Ne è sicura la Confindustria, che stima per il 2012 un prodotto interno lordo in calo dell’1,6 per cento (“ma la caduta potrebbe essere peggiore” ha detto la Marcegaglia). Lo teme …