Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Rivoluzione domestica per le donne e i nonni", di Maria Novella De Luca

La rivoluzione sarà soprattutto domestica e riscriverà, non poco, i rapporti tra i sessi. Anzi, dice il sociologo Marzio Barbagli, saranno le donne a tracciare i confini di questa “nuova età”, in cui il lavoro si allunga e la vecchiaia si allontana, si restringe il tempo del riposo ma si allarga quello del reddito. Per il resto, però, niente paura: i nonni continueranno a fare i nonni, «è ben difficile con gli attuali tassi demografici che un nipotino arrivi prima degli anni della pensione», i giardinetti non andranno deserti, «ma molto dovrà cambiare – aggiunge Marzio Barbagli – nei rapporti tra genitori e figli, e tra mogli e mariti». Un mutamento di pelle. Invisibile all´inizio. Ma radicale e non indolore. «Perché questa manciata di anni in più in cui le donne dovranno lavorare, erano quelli in cui invece le donne italiane alla fine della loro stagione produttiva, tornavano a casa. Per dedicarsi integralmente ai figli e ai mariti, e in seguito ai nipoti. Adesso senza di loro le famiglie si dovranno riorganizzare – spiega Barbagli …

"Libera concorrenza in libero stato", di Luca Landò

A pensar male ci si azzecca sempre, diceva Andreotti. E i cattivi pensieri hanno cominciato a decollare dopo la frase pronunciata ieri da Silvio Berlusconi commentando la possibilità di vendere all’asta le frequenze liberate nel passaggio dall’analogico al digitale: «Non ho un’opinione – ha detto in margine al vertice Ppe di Marsiglia – ma temo che se ci fosse una gara sulle frequenze potrebbe essere disertata da molti». Che è poi lo stesso messaggio lanciato, sempre ieri, da Gina Nieri, numero due di Mediaset, che in una lettera a Il Fatto si chiedeva: «Siamo sicuri che arriverebbero a frotte contendenti disposti a pagare miliardi nel caso di un’asta per le tv?». Il sospetto è che la “non opinione” di Berlusconi sia in realtà la strategia offensiva di Mediaset: indebolire l’ipotesi dell’asta prima che questa venga presa in considerazione dal governo come misura per alleggerire il peso sociale della manovra. Che è poi quello che stanno chiedendo da giorni Pd, Idv e Fli. Lo ha ribadito ieri il Democratico Paolo Baretta a proposito della possibilità di …

"Pendolari, i treni della vergogna", di Fabio Tonacci e Corrado Zunino

Per andare in treno da Matera a Potenza, 102 chilometri, un´ora e ventinove minuti in auto, servono sette ore e due cambi. Bisogna transitare in Puglia, cambiare a Bari, quindi a Foggia e rientrare in Basilicata. Si sale e scende tra regionali e nazionali. La velocità media del trasferimento è di 14,5 chilometri orari. Un fondista con tempi da Olimpiade, correndo tra i due capoluoghi, impiegherebbe un´ora in meno. L´alternativa per il Matera-Potenza è un regionale su binario unico con cambio ad Altamura: impiega dalle tre ore alle quattro e quaranta, ma in “orario da pendolare” ne passa soltanto uno al giorno. Da Cosenza a Crotone (110 chilometri tutti in Calabria e un cambio) si impiegano tre ore. Per coprire Ragusa-Palermo (250 chilometri tutti in Sicilia, tre cambi) i convogli regionali di Trenitalia hanno bisogno di sei ore e dieci minuti. L´orario invernale prevede due treni, tutti e due a ridosso dell´ora di pranzo. O a Ragusa becchi questi o cerchi un pullman o fai l´autostop. La littorina è così lenta, poi, perché non è …

"I cinque nodi dell´equità", di Tito Boeri

La prima manovra del Governo Monti deve passare nel Paese prima ancora che in Parlamento. Solo in questo modo il nuovo esecutivo avrà il tempo di occuparsi davvero delle misure per la crescita, di cui sin qui non si ha traccia o quasi. Sono fondamentali per portarci fuori dal baratro perché con questa manovra, la pressione fiscale salirà ben oltre il 46 per cento e il peso delle entrate sul totale del reddito generato in Italia supererà il 50 per cento. Roba da uccidere un canguro di media stazza. Figuriamoci una lumaca come è stato il nostro paese in questi anni. Perché la manovra sia accettata dagli italiani deve apparire equa, deve richiedere sacrifici ben distribuiti. Diverse critiche mosse alla manovra in nome dell´equità non sono affatto eque, nel senso che sono sbagliate o superficiali il che distoglie dal trovare correttivi adeguati. Ma è indubbio che l´equità della manovra può essere molto migliorata nel passaggio parlamentare. Cominciamo dalle tre aree fondamentali su cui si gioca la distribuzione dei sacrifici – casa, pensioni ed evasione fiscale …

"Un governo per la nuova Europa", di David Sassoli

Giuliano Amato e Romano Prodi nel loro articolo sul Sole 24 Ore di martedì 6 dicembre sollecitano i deputati italiani al Parlamento europeo ad assumere un ruolo attivo nel promuovere la costruzione di un vero e democratico governo economico dell’eurozona. Questa sollecitazione non cade nel vuoto, perché da mesi la delegazione italiana del Pd è in prima fila su questo fronte e sta offrendo un ricco contributo di idee e di proposte all’iniziativa del gruppo dei Socialisti e dei Democratici e all’azione più complessiva di un più largo fronte europeista presente all’interno del Parlamento europeo. Anche noi, come Amato e Prodi, riteniamo che dal Consiglio europeo del 9 dicembre debbano uscire risposte forti, che puntino, in primo luogo, a una piena attuazione delle possibilità offerte dal Trattato di Lisbona in linea con il metodo comunitario. Ciò consentirebbe già da ora di rafforzare in modo sostanziale la convergenza delle politiche fiscali. Su questi punti abbiamo elaborato proposte puntuali che consentirebbero di evitare la strada insidiosa di una lunga e controversa riforma dei trattati per introdurre innovazioni …

"Le parentele pericolose di Cosentino. I fratelli sposati con le figlie dei boss", di Stella Cervasio

Nicola Cosentino e i suoi fratelli. Presi singolarmente non hanno commesso reati. Ma pare abbiano puntato quasi tutti su nozze “eccellenti”, in qualche modo inscritte nella gerarchia dei clan. Parlano chiaro le carte dell´operazione “Il Principe e la (scheda) ballerina” che ha portato a 57 arresti e alla richiesta di autorizzazione a procedere inoltrata dal gip alla Camera dei deputati nei confronti di Nicola Cosentino, già sotto processo a Santa Maria Capua Vetere per concorso esterno in associazione camorristica, e del presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro. Il giorno della cattura del superlatitante dei casalesi Zagaria, l´ex sottosegretario all´Economia non ha voluto far mancare il suo commento: «È un segnale tangibile di come possiamo estirpare la camorra e ridare ai nostri territori martoriati coraggio e dignità. Mi complimento con le forze dell´ordine e in nome della fiducia nella magistratura ho deciso di rimanere in silenzio dinanzi all´ennesimo colpo. È necessario uscire dal circo mediatico a causa di una parte minoritaria e risibile della magistratura che cerca fama attraverso la mia persona e la posizione …

"Storia simbolo per il Governo", di Roberto Saviano

Vorrei che questa storia fosse letta dal premier Mario Monti, dal ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera e dal ministro dell´Interno Annamaria Cancellieri. So che la loro sensibilità non rimarrebbe muta se approfondissero questi temi. La storia che racconto è stata scritta dalla procura antimafia. Dai pubblici ministeri Federico Cafiero De Raho, Antonello Ardituro, Catello Maresca, Raffaello Falcone, Franco Roberti e Raffaele Cantone. Dalla polizia, dai carabinieri, dalla Guardia di finanza. E soprattutto è una storia che riguarda non la mia sfortunata terra, non semplicemente Casal di Principe, il comune più sciolto nella storia d´Italia, ma riguarda l´intero paese e l´economia di questo paese. Michele Zagaria era un imprenditore, è un imprenditore. È un imprenditore camorrista, non un camorrista imprenditore. Sembra uno scioglilingua, ma non lo è. Non è un camorrista che ha fatto soldi e quindi si è messo a fare impresa con denaro sporco. Al contrario è un casalese e precisamente di Casapesenna – un piccolo paese vicino a Casal di Principe e San Cipriano d´Aversa, i tre paesi dell´Agro Aversano con i …