Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Tv, quel regalo da 16 miliardi", di Giovanni Valentini

Vi sembrano pochi, in questi tempi di vacche magre o magrissime, 16 miliardi di euro? Sono più di quelli – soltanto 11, si fa per dire – dell´ultima manovra d´emergenza chiesta dall´Unione europea al nostro Paese. Eppure, lo Stato italiano non appare tanto interessato a sfruttare un cespite di sua proprietà, stimato appunto intorno ai 16 miliardi, come se fosse incedibile al pari del Colosseo o della Torre di Pisa. E invece, questo è orientativamente il valore delle frequenze che il governo Monti potrebbe ancora ricavare dalla banda televisiva superstite (Uhf), in aggiunta ai 3,5 già incamerati, se revocasse o correggesse la decisione di “regalarle” agli operatori tv – in primis Rai e Mediaset – ratificata dal fu governo Berlusconi, contro cui s´è schierata ora Sky ritirandosi polemicamente dalla gara. Se noi, poveri cittadini e contribuenti, dobbiamo accettare la reintroduzione dell´Ici sulla prima casa e l´aumento degli estimi catastali per salvare la Patria, non sarebbe il caso allora di rivalutare anche le frequenze televisive che appartengono allo Stato e sono quindi un bene comune? Posto …

"L´ossigeno della Bce", di Eugenio Scalfari

Nell´intervento di ieri, parlando della crisi attuale dinanzi all´Europarlamento, Mario Draghi così ha concluso: «La Bce può fare il prestatore di ultima istanza solo per le banche solventi. È in corso in Europa una stretta del credito che stringe soprattutto le piccole e medie imprese e per questo serve riparare il circuito del credito che ora non circola». Questa è una frase-chiave per capire le prossime mosse della Banca centrale europea. Cerchiamo anzitutto di decifrarne il senso perché il linguaggio del banchiere è alquanto gergale e quindi oscuro per i non iniziati. La Bce si può muovere solo all´interno dei limiti previsti dal suo statuto. Tra questi limiti c´è il divieto di finanziare direttamente i governi. Gli interventi che fa fin dallo scorso agosto sul mercato secondario acquistando titoli pubblici sono limitati nelle dimensioni e nella durata. Difficilmente servono a mantenere liquido il mercato. In realtà servono a contenere il rendimento dei titoli affinché non superi troppo la soglia del 7 per cento che è già alla lunga insostenibile per l´equilibrio dei conti pubblici. Le …

La Giornata Mondiale contro l’Aids

Centinaia di manifestazioni. Gli esperti: serve informazione, donne più esposte degli uomini. Tutto il mondo scende oggi in campo per celebrare la Giornata Mondiale contro l’Aids, la malattia che ancora oggi miete molte vittime e colpisce milioni di persone. A fronte delle iniziative sul territorio nazionale, un convegno sul tema, al Senato, mette in luce un dato inquietante: troppe donne scoprono tardi di essere sieropositive e “sono più vulnerabili degli uomini di fronte al virus”. Quasi il 40% delle donne HIV positive scopre tardi di essere stato colpito dal virus, spesso quando l’AIDS è già in fase conclamata. È il fenomeno dei cosiddetti “late presenter” (persone che giungono tardivamente alla diagnosi), in crescita e particolarmente preoccupante. Inoltre le donne presentano condizioni biologiche che le rendono più esposte al virus: sono due volte più a rischio di contagio in un rapporto non protetto rispetto all’uomo. Da qui l’importanza della diagnosi precoce, anche rendendo più facile l’accesso al test. Tutto il mondo scende oggi in campo per celebrare la Giornata Mondiale contro l’Aids, la malattia che ancora …

"Predoni dell'arte, impuniti per legge", di Gian Antonio Stella

«Italia, saccheggio del paradiso dell’arte». Il nuovo ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi si stampi in testa questo titolo del Mundo. E cambi finalmente, subito, una legge infame. Quella che consente di arrestare un pensionato che ruba scatolette di tonno al supermercato ma non il trafficante che ha in mano il Cratere di Eufronio o altri pezzi da milioni di euro. Per l’Ufficio delle Nazioni Unite di Vienna che se ne occupa, il traffico illegale di opere d’arte è il quarto business del crimine mondiale dopo i traffici di droga, armi e denaro riciclato. E l’Italia è il Paese in assoluto più colpito. «Il sacco di Roma dei Lanzichenecchi nel 1527 e le spoliazioni napoleoniche dell’Ottocento sono eventi che impallidiscono se messi a confronto al volume dei furti del giorno d’oggi, sempre più “sponsorizzati” dalla criminalità organizzata», ha scritto Avvenire riprendendo il Rapporto sulle Archeomafie redatto dai carabinieri del Comando tutela patrimonio artistico, che insieme coi cugini della Guardia di Finanza tentano da anni di arginare come possono l’emorragia. Mettono a segno spesso colpi formidabili. …

"Quella destra non moderata", di Michele Prospero

Quali scenari si aprono nella destra italiana dopo la caduta di Silvio Berlusconi? Una lettura un po’ sbrigativa del ciclo nuovo apertosi con il governo tecnico tende a ritenere che con la rottura della gabbia d’acciaio del partito azienda sia già avviata la rapida ridislocazione delle forze per vent’anni attratte dalle simbologie della destra. Che il sistema politico nel 2013 avrà caratteri molto diversi da quelli appena consumati con la frantumazione della destra al governo è indubbio. Ma occorre guardarsi da certe letture troppo rassicuranti e quindi, se non aggiustate in tempo, propedeutiche alla sconfitta. Ancora non c’è la percezione chiara del significato politico del berlusconismo. In tanti continuano a relegarlo entro una fenomenologia del folclore. La destra sarebbe stata insomma solo una bizzarra commedia della dismisura, legata alla oscura fascinazione di un capo estroso. Pertanto, con l’appannamento del suo carisma ferito, il destino della rapida deflagrazione del blocco sociale del Pdl è un percorso inevitabile. Questa credenza nel riallineamento del sistema lungo i binari della più matura democrazia dell’alternanza copre però solo una delle …

"La maschera caduta", di Roberto Saviano

È una rivoluzione per chi si occupa di mafie. La sentenza del Tribunale di Milano del 19 novembre, con le 110 condanne al processo sulla ‘ndrangheta al Nord, e l´inchiesta che ha portato all´arresto di un giudice cambiano la storia del potere – non solo criminale – del nostro Paese. La sentenza e questa inchiesta sono di carattere epocale perché mostrano una volta per tutte che le mafie comandano anche e soprattutto nell´economia del Nord Italia. Al Sud agiscono nelle modalità più violente, sia militari sia di accaparramento degli appalti. Considerano il Mezzogiorno come un territorio a loro completa disposizione. Il Nord, invece, è il luogo del silenzio facile, degli affari redditizi, dell´inesistente cultura dell´antimafia nelle istituzioni e di una robusta omertà da parte di tutti. Un luogo perfetto. Il meccanismo di insediamento è capillare. L´imprenditoria del Nord Italia ha un canale di approvvigionamento di capitali attraverso il narcotraffico. L´economia italiana che già da anni subisce una progressiva crisi ha trovato nel territorio dell´illegalità capitali freschi. Soprattutto liquidi. L´insegnamento che emerge dalle carte dell´inchiesta porta …

"Peggiora la disoccupazione oltre 2 milioni senza lavoro", di Barbara Corrao

Sale, ancora, la disoccupazione in ottobre, l’occupazione è ferma e l’inflazione dà qualche timido segnale di raffreddamento in novembre (-0,1%) ma rimane alta su base annua (+3,3%). E’ questa la terna dei dati diffusi ieri dall’Istat insieme all’Eurostat. Il tasso di disoccupazione italiano si porta all’8,5% rispetto all’8,3% di settembre, con una tendenza al peggioramento di livello europeo. L’occupazione è di poco conforto e l’incremento dello 0,2% su base annua è a beneficio esclusivo delle donne (+1,2%). Per gli uomini, purtroppo, anche questo dato è negativo (-0,4%). In Europa sono ormai 23,55 milioni i disoccupati, 130 mila in più (10,3%) rispetto a settembre. Solo nell’Eurozona siamo a 16,9 milioni. In Italia, per quanto grave sia il dato di ottobre, è comunque inferiore alla media europea dove l’apice è rappresentato da Spagna e Grecia (22,8 e 18,3 per cento) mentre Austria, Lussemburgo e Olanda sono a livelli inferiori al 5%. La Germania, la sola ad essere in controtendenza, ha annunciato in novembre un dato migliore delle attese, scendendo sotto quota 7%. Insomma se l’inflazione dà segni …