Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Berlino salverà l´Europa?", di Barbara Spinelli

Da quando s´è inasprito l´attacco alla zona euro, il sociologo Ulrich Beck accusa la Germania di un peccato grave: l´euronazionalismo. Dimentica delle regole democratiche, spesso arrogante, Angela Merkel incarnerebbe «una versione europea del nazionalismo della Deutsche Mark», elevando a dogma continentale la propria cultura della stabilità. Per sua colpa i tecnocrati avrebbero soppiantato i politici europei. Il veto opposto al referendum sull´austerità, annunciato e poi abbandonato dall´ex Premier Papandreou, testimonierebbe il divario apertosi fra Europa e democrazia. Sono molti gli indizi che sembrano dar ragione a Beck. La Merkel s´ostina a scartare proposte su un sostegno più attivo della Bce ai paesi in difficoltà, nonostante le obiezioni mosse nel suo stesso partito, nell´opposizione, perfino nel Comitato dei cinque Saggi (il Sachverständigenrat) incaricato di guidare i governi tedeschi nelle scelte economiche. Almeno due di loro, Peter Bofinger e Bert Rürup, si battono per una Bce più dinamica e per gli eurobond (non solo al fine di arginare la speculazione; anche per piani di rilancio che gli Stati non possono permettersi ma l´Unione sì). Romano Prodi ha …

PD 3 e 4 dicembre a Roma: Stati generali della Cultura

Sabato 3 e domenica 4 dicembre si terranno a Roma gli Stati generali della Cultura. Un appuntamento, organizzato dal PD dopo i lavori di oltre settanta assemblee svoltesi in tutta Italia, nel corso del quale professionisti e operatori della cultura e dello spettacolo, esperti, studiosi, associazioni e forze sociali si confronteranno sulle prospettive del settore affinché l’Italia torni ad essere fabbrica di cultura, laboratorio di innovazione e creatività. La due giorni democratica, che si svolgerà alle ex Officine Marconi (via Biagio Petrocelli, 147), si aprirà sabato alle ore 9.30 con la relazione di Matteo Orfini, responsabile Cultura e informazione del Pd, e si concluderà, domenica 4 dicembre, con l’intervento del segretario, Pier Luigi Bersani. Agli Stati generali parteciperanno il ministro dei Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi e il sottosegretario, Roberto Cecchi. Interverranno, inoltre, Walter Veltroni, Stefano Fassina, i parlamentari del Pd delle commissioni Cultura di Camera e Senato. Saranno presenti, tra gli altri, Silvia Ballestra, Ettore Bernabei, Michela Borsari, Gianrico Carofiglio, Vincenzo Cerami, Stefano Di Battista, Roberto Esposito, Carlo Freccero, Massimo Ghini, Pietro Guzzo, Adriano La …

"Licenziamenti, i lacci che non esistono", di Mario Fezzi

Si parla tanto in questi giorni di superamento dell’attuale sistema di tutela contro i licenziamenti e di passaggio, in nome dell’Europa che lo impone, a un sistema che consenta i licenziamenti e la cui eventuale illegittimità determini solo un costo per l’azienda e non la reintegrazione, che resterebbe solo per i licenziamenti discriminatori. In proposito bisogna dire subito che tutto l’impianto è fondato su premesse false, posto che il licenziamento per motivi economici in Italia esiste già da tempo, sia a livello collettivo che individuale. Per ridurre la forza lavoro, basta attivare un’apposita procedura, prevista dalla L. 223/91, e all’esito si mettono in mobilità (cioè si licenziano) tutte le persone che si ritiene. Che le cose stiano così è confermato dal fatto che, dati alla mano, negli ultimi cinque anni in Italia hanno perso il posto di lavoro quasi un milione di persone attraverso procedure di questo genere. Ed anche un singolo lavoratore può essere licenziato, per giustificato motivo oggettivo (art. 3 L. 604/66); basta sopprimere (davvero, non per finta) un posto di lavoro e …

"Stop ai vitalizi parlamentari, passaggio contributivo", di Davide Colombo e Marco Rogari

I vitalizi dei parlamentari assumono una fisionomia più vicina alla pensione tradizionale: dal 1° gennaio 2012 saranno calcolati con il metodo contributivo pro rata. E non potranno neppure più essere concessi prima del compimento del sessantesimo anni di età, nel caso di più mandati, e dei 65 anni previsti con un solo passaggio alla Camera o al Senato. L`annuncio è stato dato ieri dai presidenti dei due rami del Parlamento, Gianfranco Fini e Renato Schifani, al termine di un incontro con il ministro del Lavoro, Elsa Fornero e i Collegi dei questori di Montecitorio e Palazzo Madama. Con questa decisione, che sarà messa nero su bianco nelle prossime settimane anche attraverso il via libera degli uffici di presidenza e delle stesse Assemblee, il Parlamento manda così “in pensione” il metodo retributivo e sancisce il primo atto “anti-Casta” dopo l`insediamento del governo-Monti. Il premier fin dal momento in cui ha ricevuto l`incarico ha sempre puntato sulla fine dei privilegi, oltre che su equità, rigore e crescita. E la stessa Fornero è da sempre una convinta sostenitrice …

"Per un cambio di mentalità", di Arnaldo Sciarelli

L’altra sera ascoltando l’orazione di uno straordinario Albertazzi, agile in scena come un ventenne, ho identificato Cesare con l’Italia e, perché no, con l’Europa. Tradite da gran parte dei loro politici, spesso inefficaci ed inefficienti, per averle consegnate nelle mani della speculazione finanziaria che agisce con criteri criminali. Alla quale si sono aggregati, purtroppo, anche loro figli, in maniera evidente o sotterranea, ovviamente possessori di informazioni asimmetriche che producono mercati incontrollabili. Plusvalenze quotidiane in danno delle comunità socio-economiche e svilimento dei mercati industriali ed immobiliari per poi fare shopping sono l’obiettivo di questi egregi signori. Unitamente all’indebolimento dell’Europa ed alla cancellazione dell’euro. La situazione è certamente complessa e, per essere risolta va, come prassi, suddivisa in problemi singoli senza dimenticare la complessità dell’insieme. Senza eurobbligazioni ed una confederazione di stati europea sarà difficile salvare l’euro. È impensabile sostenere l’unità – eliminando comunque chi realisticamente non può e senza pensare ad altri ingressi assurdi – e non prevedere un regime fiscale identico, una banca europea di riferimento a protezione della moneta, stipendi e salari simili. In …

"Le donne in piazza per un New Deal rosa" di Mariella Gramaglia

Anche in politica esiste il tempo dell’attesa. Nel nostro caso italiano attesa di misure economiche che presto verranno. Imporranno sacrifici? Torneranno a farci crescere e sperare? Saranno eque? Oppure soltanto severe? E’ finito il tempo dell’urlo di rabbia contro la dignità femminile calpestata. Le donne di «Se non ora quando» lo sanno e, al prossimo appuntamento dell’11 dicembre, in Piazza del Popolo a Roma e in tante altre città italiane, vogliono dare una coloritura nuova: quella del dialogo, della proposta, dell’impegno ragionato. La considerano la prima manifestazione nazionale dell’era post-berlusconiana. Se non le donne, chi? – dicono, contando sulla potenza dell’enorme manifestazione del 13 febbraio scorso, sul colpo energico che hanno saputo assestare alla vecchia rotta della nave. Questa volta c’è anche il caso che il governo le ascolti e questo le grava di una responsabilità in più: di essere forti e chiare, di essere in molte e soprattutto di farsi capire da molte. C’è il caso che le ascolti, ma non è detto. Dopo l’entusiasmo per tre ministre in ruoli chiave, la nomina dei …

"Il decennio perduto delle grandi opere realizzato il 10% del piano-Berlusconi", di Roberto Mania

La spesa per infrastrutture è scesa del 34% in tre anni. L´Ance denuncia siamo ai minimi dagli anni ‘90. Monti e il neoministro Passera puntano a coinvolgere maggiormente i capitali privati per velocizzare le realizzazioni Strade, ferrovie, porti, banda larga: i cantieri sono da sempre un caposaldo di tutti i programmi di governo. In realtà si aggrava il ritardo con l´Europa perché i progetti rimangono sulla carta. Era il 18 dicembre del 2000, quando Silvio Berlusconi, allora leader dell´opposizione e con qualche capello in meno rispetto ad oggi, si alzò dalla sua poltroncina di Porta a Porta e su una lavagnetta tracciò le linee dell´Italia che voleva. Corridoi europei, ponti avveniristici, ferrovie super veloci, autostrade american style, mega porti. Un´Italia che correva, inarrestabile. Sulla carta, però. Perché in questo decennio nel quale il Cavaliere è sempre stato a Palazzo Chigi, salvo la biennale parentesi di Romano Prodi, la penisola è rimasta ferma. Come il Pil, e non casualmente. Un paese immobile, mentre gli annunci si sono moltiplicati e più di una volta la posa della …