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"Chi risolve l’eurorebus?", di Franco Mosconi

Di fronte alla gravissima crisi che stiamo vivendo, sono tre le questioni aperte sui tavoli delle istituzioni europee, in quelle sopranazionali così come negli stati membri: il ruolo della Bce, gli eurobond, l’unione fiscale. Sono esse destinate a viaggiare su binari paralleli, quasi che la soluzione di una delle tre debba escludere le altre due, oppure è nel novero delle cose possibili una riforma più complessiva? Una crisi che sembra non aver mai fine ha posto in risalto tutta l’inadeguatezza della governance economica europea negli anni dell’euro. La «zoppia» – per dirla con le parole del presidente Ciampi – di un’unione monetaria non controbilanciata da una politica di bilancio comune era stata da tempo denunciata. Certo, la crisi esplosa nell’autunno del 2008 ha aggravato questo stato di cose, ma la necessità di completare con ragionevolezza la costruzione europea non la scopriamo certo oggi. Riaffiorano così le tre questioni di cui si diceva all’inizio, che possiamo porre nei seguenti termini. Primo: la Bce deve continuare ad agire in base al suo attuale statuto – ove l’imperativo …

Governo, ecco i sottosegretari: lista "tecnica", da www.unita.it

Nomine di tecnici. Con il nuovo ministro (Patroni Griffi alla Pubblica amministrazione e semplificazione, i ministri diventano 18) la squadra dell’esecutivo Monti arriva a un totale di 47 persone. Sono 23 i sottosegretari (di cui 4 alla presidenza) e 3 i viceministri. Nel secondo governo Prodi la squadra alla fine del mandato era composta da 102 persone fra ministri e sottosegretari, l’ultimo governo Berlusconi aveva toccato il picco di 65 componenti con 40 sottosegretari. I sottosegretari giurano domattina (martedì 29) alle 10 a Palazzo Chigi. C’è già una prima grana. Prima Gasparri e poi dei senatori Pdl contestano la nomina di D’Andrea e minacciano di non appoggiare l’esecutivo. Gasparri: «No a D’Andrea, è politico» Le nomine di Monti rispondono a criteri essenzialmente tecnici, ma le scelte non sono state semplicissime, se il consiglio dei ministri convocato per le 19 si è riunito in realtà alle 20.25. Il premier avrebbe incontrato ostacoli soprattutto nella nomina del nuovo ministro alla Pubblica amministrazione, Patroni Griffi. E ha voluto procedere con autonomia rispetto ai partiti, anche se avrebbe ascoltato …

"Professori e tecnici il cavaliere scopre i nuovi bolscevichi", di Michele Prospero

Berlusconi lascia, anzi no, raddoppia gli sforzi, così dice lui, per rianimare l’esercito sbandato. Dopo l’eclisse parziale, il grande condottiero ritrova la parola. E marcia intrepido in vista della suprema battaglia. Oltre alla parola, anche il nemico è stato presto ritrovato. Sono i comunisti, come sempre, a turbarlo e a ridare un senso alla sua vita. Quali comunisti, però? Saranno mica gli undici giudici della Consulta (gli altri quattro possono dormire tranquilli perché sono stati censiti dal Cavaliere e arruolati nei fidati ranghi della destra)? Ma dalla Corte costituzionale non si attendono imminenti pronunciamenti sulle norme ad personam e sui conflitti di attribuzione. Non è perciò in quei paraggi che il Cavaliere vede rosso. E allora a tremare dinanzi al vendicativo del Cavaliere saranno forse le toghe di Milano dove volgono al termine processi scottanti. Ma lì, però, i magistrati civili o penali sono addirittura oltre il bersaglio di fuoco di Berlusconi. In Procura, si sa, oltre ai giudici strani, smascherati dalle telecamere mentre indossano calzini turchesi, si annida anche una sanguinolenta protesi del terrorismo, …

"Il vergognoso ritorno delle dimissioni in bianco", di Maria Grazia Gatti

Nonostante la crisi aumenta il numero delle donne italiane che abbandonano “volontariamente” il lavoro a seguito della nascita di un figlio. I dati ufficiali sono inequivocabili: nel 2009 le dimissioni per maternità erano state 17.878, nel 2010 sono arrivate a 19.017. Quindi, negli anni più pesanti di una crisi epocale dagli esiti imprevedibili, 36.895 donne “decidono» di abbandonare il lavoro alla nascita del figlio, ufficialmente per carenze dei servizi all’infanzia o per il loro costo elevato. Quante di queste donne avevano firmato una lettera di dimissioni in bianco all’atto dell`assunzione? Uno dei primi atti del precedente governo fu la cancellazione della legge sul divieto delle “dimissioni in bianco”. L’Italia avrebbe proprio bisogno che nascessero più bambini, invece, è in costante aumento il fenomeno della povertà femminile e infantile e si prospetta un futuro demografico drammatico. Gli ultimi dati dello Svimez parlano di uno tsunami demografico soprattutto nel Meridione: nei prossimi 20 anni il Sud perderà circa un giovane su quattro e al Nord un giovane su cinque sarà straniero. L’esperienza del Nord Europa ci dice …

"Affondano le ammiraglie della tv", di Paolo Festuccia

In due anni le emittenti generaliste di Rai e Mediaset hanno perso 10 punti di share, male anche i tg. Dieci punti in due anni. Tanto hanno lasciato sul terreno degli ascolti le sei tv generaliste italiane: le tre pubbliche (Rai), le tre private (Mediaset). Ma nonostante il calo, l’offerta generalista resta predominante: infatti, i due grandi competitor, Rai e Mediaset totalizzato insieme ancora il 78,36 per cento dello share. «Ma è chiaro», osserva un dirigente Rai, «se da un lato l’erosione degli ascolti c’è, sia per la Rai che per Mediaset dall’altro i due operatori recuperano una larga fetta (circa il 7%) sul digitale». E già, il digitale, ma non solo, anche le satellitari: è in questo contesto che si gioca la sfida. Stime alla mano, infatti, dal novembre 2010 a oggi il segno più compare solo davanti a Raitre (0,12),e La7 (+1,60%), Tvsat (+1,13), Altre (+0,19) per un totale di quasi tre punti percentuali. Si dirà, pochino. Ma se si osserva il dato, invece, oltre la percentuale di incremento si nota che pay-tv …

"La laicità del Pd e i religiosi del maggioritario", di Cristoforo Boni-

Il Pd è un partito che può vivere con qualunque sistema elettorale: non ha bisogno del maggioritario per definire la propria identità. Per aver detto queste cose, che rappresentano peraltro un atto di fiducia verso il futuro del Pd, Dario Franceschini è stato bersaglio di critiche: per qualcuno in casa democratica l’implicita apertura a una riforma di tipo proporzionale è quasi una bestemmia (contro la religione del maggioritario, s’intende). Nell’emergenza economica, parlare di legge elettorale può apparire un diversivo. Ovviamente, altre sono oggi le priorità. Tuttavia il tema è di grande rilievo. Almeno per due ragioni. La prima riguarda, appunto, la natura del Pd. Contestare le affermazioni di Franceschini vuol dire avventurarsi nel territorio più ostile al Pd, abbracciando di fatto la tesi in base alla quale la sua fondazione è figlia di uno stato di necessità, indotto dalla costrizione del maggioritario. Il Pd non sarebbe nato dunque da un incontro di culture riformatrici, o dal proposito di dare un orizzonte “democratico” al centrosinistra cresciuto con l’Ulivo, ma dalla gabbia maggioritaria imposta nella (fallita) transizione …

"Fermi davanti alla morte", di Luigi Manconi

La linea che traccia il perimetro del nostro territorio mai è apparsa così incerta e permeabile e mai è stata tanto rigida ed escludente. Dall’una e dall’altra parte di quel confine, lo scialo di morte non necessaria (se mai una morte può dirsi necessaria) grida vendetta. Grida vendetta davanti a Dio e agli uomini. Morte non necessaria: e proprio perché balza agli occhi così inequivocabilmente e oscenamente il legame inestricabile tra tanti lutti e le responsabilità umane. Al di qua del muro che cinge la Fortezza-Europa e la Fortezza-Italia, si contano migliaia e migliaia di morti e feriti e invalidi per incidenti sul lavoro: quasi tre che perdono la vita ogni giorno, per limitarci all’Italia. Al di là di quello stesso muro, nel Mar Mediterraneo, quello che fu nostrum e che ora è di pochi e potentissimi, sono quasi sette quotidianamente i morti e i dispersi. Come non chiamare strage una simile tragedia? Eppure ci abbiamo messo decenni perché la percezione di quanto fosse scandalosa quella lunga teoria di «morti bianche» (così chiamate una volta) …