"Chi risolve l’eurorebus?", di Franco Mosconi
Di fronte alla gravissima crisi che stiamo vivendo, sono tre le questioni aperte sui tavoli delle istituzioni europee, in quelle sopranazionali così come negli stati membri: il ruolo della Bce, gli eurobond, l’unione fiscale. Sono esse destinate a viaggiare su binari paralleli, quasi che la soluzione di una delle tre debba escludere le altre due, oppure è nel novero delle cose possibili una riforma più complessiva? Una crisi che sembra non aver mai fine ha posto in risalto tutta l’inadeguatezza della governance economica europea negli anni dell’euro. La «zoppia» – per dirla con le parole del presidente Ciampi – di un’unione monetaria non controbilanciata da una politica di bilancio comune era stata da tempo denunciata. Certo, la crisi esplosa nell’autunno del 2008 ha aggravato questo stato di cose, ma la necessità di completare con ragionevolezza la costruzione europea non la scopriamo certo oggi. Riaffiorano così le tre questioni di cui si diceva all’inizio, che possiamo porre nei seguenti termini. Primo: la Bce deve continuare ad agire in base al suo attuale statuto – ove l’imperativo …
