Tutti gli articoli relativi a: attualità

"La maggioranza in incognito", di Ilvo Diamanti

Sorprendono non poco le acrobazie dei partiti che sostengono il “governo tecnico” per dissimulare ogni confronto. Così si racconta di incontri notturni tra i segretari di Pd, Pdl e Terzo Polo insieme a Monti. A Palazzo Grazioli, dove i convitati convergerebbero clandestinamente, per vie segrete. Per negare l´evidenza. Che Pd, Pdl e Terzo Polo costituiscono i riferimenti di una “maggioranza” parlamentare. Anche la composizione della “squadra” dei viceministri e dei sottosegretari è ancora in sospeso. Saranno tutti tecnici. Ci mancherebbe. Per ribadire il carattere transitorio e im-politico di questo governo. Difficile non sorridere di fronte a tanta reticenza. Non fosse che si tratta di cose fin troppo serie. Eppure, è difficile negare che questo governo è altamente (lo dico non a caso) “politico”. Come ogni governo che governi, d´altronde. a) È politico: perché è stato votato dal Parlamento con una maggioranza larghissima, la più ampia nella storia della Repubblica. Sostenuto dai principali partiti presenti e “rappresentati” in Parlamento. In una Repubblica la cui “forma” di governo, almeno dal punto di vista “formale”, è ancora “parlamentare”. …

Bersani tra le piccole imprese: "con noi equità e sviluppo", di Luigina Venturelli

Non ce la giocheremo per un punto in più o in meno. Il nostro approccio è quello della ricerca comune di tutto ciò che può fare bene al Paese». Prima di entrare nel merito delle proposte concrete anti-crisi presentate dal Pd, prima di pronunciarsi sulle misure salva-bilancio attese dall’esecutivo, e prima di accennare alle polemiche politiche di vario genere sorte nelle ultime ore, Pierluigi Bersani chiarisce una volta per tutte la natura del sostegno suo e di tutti i democraticial governo Monti. Perchè questa è la chiave di lettura che permette di spiegare le scelte del partito e di sciogliere i dubbi tra le posizioni anche diverse che vi si possono rintracciare in campo economico. ASSUNZIONE DI RESPONSABILITÀ «Il governo Monti è un governo di impegno nazionale, un governo di forte profilo tecnico sostenuto dall’assunzione di responsabilità delle forze politiche» spiega il leader Pd dal palco del convegno nazionale organizzato ieri a Monza sul lavoro autonomo e la micro e piccola impresa. Ne parla come dell’«unica soluzione possibile» per affrontare il «serio problema» che l’Italia …

"Incerti in politica, realisti in economia", di Roberto D'Alimonte

Con il governo Monti è iniziata una nuova fase della politica italiana caratterizzata da grande incertezza e fluidità degli orientamenti politici. Cresce l’area dell’astensionismo e della indecisione. Molti elettori, soprattutto nel centrodestra, sono disorientati. Ma sulla politica economica e sull’Europa il nuovo governo può contare su alcuni punti fermi. Gli italiani non vogliono l’uscita dall’Euro e sono disponibili ad accettare nuove regole su fisco, mercato del lavoro e liberalizzazioni. I sondaggi sono strumenti imperfetti. Soprattutto in tempi di grandi cambiamenti vanno presi con molta cautela. Detto ciò, fa comunque impressione vedere che solo il 22% degli elettori che oggi esprimono una preferenza per un partito voterebbero per il Pdl. Questo è il risultato più sorprendente dell’indagine demoscopica Cise-Il Sole 24 Ore effettuata nei giorni immediatamente successivi all’insediamento del governo Monti. Non è un dato del tutto nuovo perché sono mesi che tutti i sondaggi registrano il declino elettorale del Pdl ma un valore così basso non si era ancora visto. Rispetto ai tempi d’oro il partito di Berlusconi ha perso più di un terzo del …

"Monti usi il suo coraggio in casa e fuori", di Giuliano Amato

Non è solo il New York Times a dirci che fra i maggiori istituti bancari e finanziari del mondo circolano da giorni rapporti dedicati alla disintegrazione dell’euro e alle sue conseguenze. C’è di più, al lavoro sul tema, oltre agli analisti, sono stati messi gli studi legali, che già predispongono la conversione in valute nazionali dei contratti oggi in euro. Per molti la domanda non è più se accadrà, ma come accadrà: se – come scrive l’Economist – per il fallimento di una banca o invece per il fiasco di un’asta di titoli pubblici. Ma quale che sia l’occasione, essa è destinata inevitabilmente a scaturire dal progressivo esaurimento della liquidità sui mercati europei. Insomma, quella che si era manifestata (ed è tuttora trattata) come una crisi dei debiti sovrani è ormai diventata una crisi di liquidità dell’intera Eurozona. È questa la conclusione a cui in tanti sono già giunti, fornendo come prova ben difficile da confutare gli spread che hanno preso ad alzarsi anche per paesi che non hanno problemi di debito, come l’Austria e …

"Italiani per scelta", di Andrea Giorgis

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha sollecitato le forze politiche e il Parlamento a riconsiderare le norme che disciplinano la cittadinanza e, in particolare, quelle norme che non consentono a molti bambini e a molti ragazzi che sono nati e vivono nel nostro Paese di essere (anche formalmente) cittadini. Si tratta di una questione molto seria, anche dal punto di vista costituzionale, che riguarda, oltre ai bambini, un numero significativo di persone che nel tempo non è affatto destinato a diminuire, ma semmai a crescere. L’esplosione del fenomeno migratorio ha riproposto in una nuova e inedita versione, pressoché in tutti i Paesi dell’Europa continentale, una situazione che era tipica dell’ordinamento feudale e cetuale pre-rivoluzione francese: persone che stabilmente convivono e lavorano nello stesso contesto materiale e sociale sono sottoposte a regimi giuridici differenziati, sono diverse di fronte alla legge e non godono degli stessi diritti fondamentali. Un privilegio di status. Oggi la cittadinanza dei paesi ricchi rappresenta, infatti, per molti aspetti, un vero e proprio “nuovo” privilegio di status: è fattore di esclusione e …

"Bollette salatissime e le tredicesime toccano il minimo", di Marco Tedeschi

Nuvole scure si addensano sul futuro prossimo delle famiglie e dei consumatori. È vero sì che il governo ha annunciato equità per la manovra che sta studiando allo scopo di evitare il deragliamento del Paese, ma intanto arrivano notizie inquietanti sul fronte di tredicesime e bollette: le gratifiche di fine anno sono in brusco calo, mentre si sono impennati i costi energetici, con il risultato complessivo di alleggerire ulteriormente le giù magre tasche degli italiani. A lanciare l’allarme è uno studio congiunto delle associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori, secondo il quale negli ultimi venti anni «diminuisce di 0,8 miliardi di euro, con un calo del 2,2%, il monte tredicesime 2011». Lo studio calcola che il complesso delle gratifiche di fine anno si attesterà a quota 35 miliardi di euro. «Quasi l’80 per cento delle tredicesime – sottolineano i presidenti di Adusbef, Elio Lannutti, e Federconsumatori, Rosario Trefiletti – verrà “mangiato” da tasse, mutui, bolli, canoni, rimborso di debiti pregressi». Solo il 20,2 per cento, dunque appena un quinto, sarà «destinato a risparmi, regali, viaggi, …

«Sì alla flex security ma con stipendi più alti», intervista a Chiara Saraceno di Vladimiro Fruletti

Gli stiamo costruendo un futuro da poveri». La sociologa Chiara Saraceno non è sorpresa dalle allarmate parole con cui il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nell’intervista a l’Unità ha descritto la situazione dei giovani in Italia. «Il suo grido d’allarme è condivisibile -dice -. Purtroppo, il tema non è nuovo». La diagnosi del governatore Visco è chiara, ma la terapia c’è? «È tanto che si sente questo grido di dolore, il problema è che si è fatto pochissimo. Visco centra la questione: i bassi salari di ingresso dei nostri giovani laureati. Qui la contraddizione è fortissima, perché non solo sono costretti a lavorare e a vivere in modo precario, non solo sono quelli su cui si scaricano le rigidità del nostro mercato del lavoro e a cui viene applicato il meccanismo contributivo per le pensioni, ma sono anche pagati meno. Subiscono tutti gli svantaggi,ma non hanno in cambio neppure un minimo vantaggio salariale. Se non ci fossero le famiglie a sostenerli non potrebbero certo reggere». Un presente da poveri e futuro peggiore. Il direttore …