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"Fenomenologia di Bossi Né lingua, né popolo, la Padania è un’invenzione", di Giuliano Procacci

L’analisi: Giuliano Procacci, scomparso tre anni fa, esaminò in un saggio del 2004 il programma leghista e dimostrò come l’idea di una nazione padana non abbia alcun fondamento. «C’è un uso disinvolto della storia che produce solo una certa evanescenza» Quali interessi economici e quali pulsioni costituiscano il sostrato sul quale si è sviluppato il movimento leghista è cosa che chiunque sia vissuto in Italia settentrionale o ne conosca la realtà non fatica a comprendere. Sin dall’infanzia mi sono sentito ripetere che i meridionali erano degli scansafatiche che vivono alle spalle degli operosi settentrionali e che la burocrazia romana era inefficiente e parassitaria. Il fatto sta che tali discorsi si facevano in famiglia o nelle osterie e non, come accade ora, nelle piazze e in Parlamento. Su questa base consuetudinaria si è sviluppato un movimento politico che rivendica una propria identità sino a reclamare l’indipendenza per la sua terra e la sua patria, la Padania. Ma di quale terra e di quale patria si tratta? E anzitutto quale è il suo ambito geografico e quali …

«Ascoltiamo quell'urlo in piazza», di Francesco Guerrera *

Una ragazza bionda urla, disperata, mentre due poliziotti la buttano sul ruvido asfalto newyorchese ed un terzo prepara le manette. Il momento – catturato da un fotografo del Daily News questa settimana – non è una delle solite scene di piccola criminalità che punteggiano la vita quotidiana di New York. Il «reato» della giovane era quello di aver protestato contro Wall Street – la stradina di Manhattan che per lei e centinaia di altri manifestanti contiene tutti i mali del capitalismo moderno. L’urlo muto della foto, che ricorda il famoso dipinto di Munch, sta riecheggiando in altre piazze del mondo. Dagli indignados madrileni che hanno occupato Puerta del Sol alle barricate sanguinose dei disoccupati greci, fino alla violenza cieca e truffaldina dei saccheggiatori di Londra, la crisi economica sta alienando e marginalizzando una parte della popolazione mondiale. Le proteste europee sono forse meno epocali della «primavera araba» che ha ribaltato i regimi di Tunisia, Egitto e Libia e meno aggressivi dei metodi Gandiani di Anna Hazare – il guru anti-corruzione indiano. Ma qualcosa in comune …

1.210.406 firme

Il referendum contro il Porcellum totalizza numeri da record Il referendum contro il Porcellum totalizza numeri da record: 1.210.406 firme. Nella storia delle consultazioni referendarie ha fatto meglio solo la campagna del 1993, quando vennero raccolte 1.370mila firme, ma nel doppio del tempo. «Un trionfo», commenta l’ex premier Romano Prodi, che, accompagnato da Parisi, è stato fra i primi a firmare, in comune a Bologna. Partito in salita nel cuore del caldo agostano, con poche risorse, poco tempo e molto ottimismo della volontà, il referendum è passato in un mese e mezzo dalla speranza di arrivare almeno a 560mila firme a qualcosa di più del raddoppio: «Un miracolo popolare», dice il presidente del comitato Andrea Morrone. A Santi Apostoli esultano: «Questa cifra è lo specchio della rabbia e della speranza dei cittadini, che hanno così sottoscritto una domanda – dice Parisi – chi deve dare risposte è bene che le dia, sono sei anni che le aspettiamo». da Europa Quotidiano ****** “Il Pd fa i conti con la valanga”, di Rudy Francesco Calvo A destra, …

PD: "Confronto subito con imprese e forze sociali"

Marcegaglia presenta “Progetto imprese per l’Italia”. Bersani: “Alcuni punti vanno in direzione delle nostre proposte, come quella sul fisco”. Letta: “E’ chiaro che non è l’attuale governo ad essere in grado di affrontare le priorità”. “Con le imprese siamo pronti a confrontarci già nei prossimi giorni con il nostro progetto”, ha detto il Segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, durante la riunione con i segretari provinciali del partito, in risposta al “Progetto delle imprese per l’Italia”, presentato dalla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. “Alcuni dei punti che hanno esposto oggi, a partire da quello sul fisco, vanno nella stessa direzione di quanto abbiamo presentato anche nei nostri emendamenti”. “Bene il manifesto delle imprese. E’ un testo in larga parte condivisibile che indica obiettivi ambiziosi e parte da una giusta analisi dei problemi dell’Italia e delle risorse a cui attingere per ripartire”: Così il vicesegretario del PD Enrico Letta. “E’ chiaro – ha continuato – che non è l’attuale governo ad essere in grado di affrontare quelle priorità. Noi siamo pronti al confronto e alla sinergia …

"Amari Inganni", di Michele Ainis

In Italia capita che l’ovvio suoni come una bestemmia in chiesa. O perlomeno nella chiesa in cui dice messa la politica, certa politica. Quella che a sua volta contrabbanda come verità lapalissiane il diritto a battersi per il libero Stato di Padania (Bossi) o le virtù mirabolanti d’una legge elettorale definita addirittura Porcellum. Ha fatto male il capo dello Stato a smascherare questo doppio inganno? No, ha fatto bene: a lungo andare il silenzio si trasforma in connivenza. Costituzione alla mano, l’inganno vale innanzitutto per la presunta secessione del presunto popolo padano. Perché l’Italia è «indivisibile», dice l’articolo 5; e quindi l’unità del nostro territorio rappresenta un limite assoluto alla revisione costituzionale. Significa che non possiamo cambiare la Costituzione per dividere il Paese in due come una mela, nemmeno usando le procedure dettate dalla Costituzione. A meno che non decidessimo di gettare nel cestino dei rifiuti l’intera Carta del 1947, sostituendovi delle cartoline, tante quanti gli staterelli che precedettero l’Unità. Ma allora servirebbe una guerra, una rivoluzione. E soprattutto servirebbe il responso della storia, l’unica …

"Un fossato tra il Paese e il governo", di Luigi La Spina

Ancora una volta, la grande sensibilità ed esperienza politica del Capo dello Stato ha individuato il problema più grave dell’Italia d’oggi: il distacco e la profonda sfiducia dei cittadini nei confronti di chi li governa. Così va intesa la sollecitazione di Giorgio Napolitano a una riforma elettorale che restituisca al popolo il giudizio sui propri rappresentanti alle Camere e tolga alle segreterie dei partiti il potere assoluto di nominarli in Parlamento. Ma anche la sua nuova, durissima condanna di chi, di fronte ai veri problemi del nostro mondo globalizzato, favoleggia soluzioni fuori dalla realtà, come quella della secessione padana. Quest’estate che sembra non voler più finire ha acuito l’impressione dell’assoluta solitudine degli italiani rispetto alla loro classe politica. Preoccupati per la sorte dei loro risparmi, per il futuro dei loro figli, per il clima di disorientamento che si diffonde, tra annunci di imminenti catastrofi e rassicurazioni assai poco credibili, avvertono la sconcertante sordità del loro governo e la desolante impotenza della loro opposizione. La sensazione è quella di un Paese abbandonato a se stesso, aggrappato …

"La coscienza dello Stato", di Ezio Mauro

Ieri Giorgio Napolitano ha rotto un pezzo dell´incantesimo che blocca il Paese in questa lunga agonia del berlusconismo. Spazzando via false credenze, mitologie e leggende politiche che pure hanno imprigionato e condizionato l´attività di questo governo, il Capo dello Stato ha detto chiaramente quel che la politica (anche di opposizione) non riesce a spiegare: non esiste un popolo padano, pensare ad uno Stato lombardo-veneto che competa nella sfida della globalizzazione mondiale è semplicemente grottesco, e una via democratica alla secessione è fuori dalla realtà. Dopo queste parole, vivere nella finzione non sarà più possibile. Ci vuole coraggio istituzionale – quindi responsabilità – nel pronunciarle, perché l´Italia politica ha accettato per anni che crescesse dentro la cultura della destra berlusconiana questa leggenda nera della secessione possibile, della Padania immaginaria, fino alla buffonata delle false sedi ministeriali al Nord, col ritratto di Bossi appeso ai muri. Oggi, semplicemente e finalmente, lo Stato dimostra di avere coscienza e nozione di sé, e dice di essere uno e indivisibile, frutto di una vicenda nazionale e di una storia riconosciuta. …