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"Il 20% degli elettori pdl vuole che il premier lasci", di Renato Mannheimer

Gli italiani appaiono sempre più pessimisti, sia riguardo alla situazione attuale, sia per ciò che concerne le prospettive future. Oggi, per la prima volta da molti mesi, la percentuale di chi ritiene probabile un peggioramento della situazione del Paese (e, sia pure in misura minore, della propria condizione personale) supera di molto quella degli ottimisti, di chi cioè ritiene che il peggio sia passato e che possiamo sperare in un miglioramento. In questo clima di preoccupazione, viene espressa da molti l’esigenza di un timone politico saldo, che aiuti a superare la situazione attuale. Ma il succedersi delle vicende degli ultimi giorni non ha rafforzato l’immagine di solidità e di affidabilità del governo. Anzi. È vero che con il voto che ha salvato Marco Milanese l’esecutivo ha segnato un punto a suo favore, ma è vero anche che, proprio nello stesso periodo, si sono intensificate le dichiarazioni di sfiducia nei suoi confronti. Tanto che molti autorevoli commentatori di area moderata (tra gli altri, Sergio Romano sul Corriere e Roberto Napoletano sul Sole 24 ore) hanno suggerito …

"Il balletto dello zar", di Lucio Caracciolo

I sistemi politici si dividono in due macrocategorie: quelli in cui contano le sedie e quelli in cui contano i sederi. Nel primo caso ci si batte con mezzi leciti o illeciti per occupare la poltrona suprema. e, a spiovere, scanni e panche laterali. Nel secondo, il capo è il capo sia che sieda sul trono sia che si aggrappi a uno strapuntino o si accomodi in tenda sdegnosamente respingendo ogni alloro. La Russia attuale è il paradigma del genere secondo. Da undici anni il capo della Federazione Russa è Vladimir Putin. Per otto anni (2000-2008) da presidente, poi da primo ministro (2008-2012). Oggi sappiamo che dovrebbe restarlo per almeno altri sei anni, a partire dal marzo prossimo, scambiandosi di posto con l´attuale presidente Dmitrij Medvedev, il numero due provvisoriamente insediato da Putin sulla poltrona numero uno. Ma nel caso di Medvedev – in contrasto con la tradizione dell´impero russo, di cui la Federazione è versione ridotta ma autentica – non è il Cremlino a segnare il carisma dello zar, perché il vero imperatore, in …

"2011-2008, errori in fotocopia" di Alberto Bisin

Cosa sta succedendo all’economia mondiale? Gli spread sui debiti sovrani, Paesi che rischiano di fallire, Borse che crollano… Naturalmente è difficilissimo a dirsi. Per questo è il momento di fare un passo indietro e cercare di capire. In particolare, ci sono notevolissime similarità tra la crisi finanziaria che oggi attanaglia l’Europa e quello che è successo nel 2008 nei mercati finanziari Usa. C’è quindi molto da imparare dai comportamenti e dagli errori del Tesoro e della Fed Usa dal 2008 a oggi. Ma è importante imparare la lezione giusta. Non sono convinto, purtroppo, che questo stia succedendo. Mi pare anzi che le autorità europee stiano ripetendo molti degli errori compiuti Oltreoceano. Entrambe le crisi finanziarie, quella americana del 2008 e quella europea di oggi, sono il risultato di una enorme accumulazione di debito, o della facile elargizione di credito, che è l’altra faccia della stessa medaglia. Nel primo caso il credito è stato incanalato verso il mercato immobiliare, alimentando una grossa bolla finanziaria. Nel secondo caso, invece, il credito ha alimentato il debito sovrano di …

"L´Italia precipita senza paracadute", di Eugenio Scalfari

Le Borse ondeggiano su un Ottovolante dove le risalite sono lente e le discese mozzano il fiato; lo “spread” con l´aiuto della Bce si mantiene sulla “borderline” a cavallo dei 400 punti-base; l´euro perde colpi rispetto al dollaro; le economie di tutto l´Occidente ristagnano senza speranze e intanto si parla sempre di più di un “default” della Grecia pilotato dall´Europa. Il tema della crescita diventa sempre più cruciale ma sempre più disatteso. I governi nazionali non hanno né la forza né la fantasia per varare interventi di rilancio che rimettano in moto il sistema mentre si profila una crisi bancaria internazionale connessa appunto con il “default” greco e con l´attacco al debito italiano. I portafogli delle banche di tutto l´Occidente sono imbottiti di titoli italiani. Non sono titoli insolvibili ed ogni paragone con la Grecia è infondato. Ma i tassi d´interesse pagati dal Tesoro alle aste che si susseguono con scadenze ravvicinate sono diventati proibitivi. Siamo ormai in prossimità del 6 per cento. Se si andasse avanti così ancora per qualche mese la finanza pubblica …

"Una morta sbagliata", di Alexander Stille

Che vergogna e che tragedia la morte di Troy Davis. Come si fa a mandare a morte una persona sulla cui colpevolezza esistono dei dubbi molto seri? Eppure la Corte Suprema americana ha deciso di negare ogni ulteriore appello dopo la sentenza dello Stato della Georgia, uno Stato dove il razzismo non è un fenomeno sconosciuto. Sette dei nuovi testimoni che hanno deposto al processo di 22 anni fa hanno ammesso di aver reso falsa testimonianza, sei di loro hanno dichiarato che la polizia li ha messi sotto torchio affinché identificassero Davis. Non c´erano prove materiali per mettere in relazione Davis con il delitto e uno dei testimoni che lo ha inchiodato ha poi confessato di aver commesso il reato. Eppure la Corte Suprema ha negato ogni appello. E pensare che uno dei no è stato proprio di Clarence Thomas, un uomo di colore della Georgia, uno che potrebbe essere lui stesso un Troy Davis – un nero che muore perché si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato – ma che dedica la sua …

"Nessun capo di governo vuole la foto con Berlusconi", di Lapo Pistelli

La settimana scorsa Cameron e Sarkozy sono andati a Tripoli. L’assenza dell’Italia sembra quasi certificare l’esclusione del nostro paese dal processo di ricostruzione della Libia… Basta sfogliare le prime pagine dei quotidiani del mondo per rendersi conto, senza pregiudizi e paraocchi, che l’Italia vive un momento drammatico della propria credibilità. Il moltiplicarsi degli appelli del Capo dello Stato è direttamente proporzionale al danno inferto da questa lunga agonia del governo Berlusconi. Proprio la proiezione internazionale del Paese è quella maggiormente colpita. Berlusconi si vanta al telefono di avere la fila delle ragazze davanti alla sua camera ? Bene, diciamo che non c’è la fila di capi di governo che vogliono farsi fotografare con lui. Sul rapporto con la Libia sono più ottimista. Non considero la passerella di Cameron e Sarkozy come un’indicazione di lungo periodo. Sarà il tempo a stabilire chi vuole mettersi al fianco della nuova Libia con continuità e amicizia e chi vuole trarne vantaggio immediato, magari perchè in campagna elettorale. Lunedì 19 al vertice ONU sulla Palestina di nuovo l’Italia è assente. …

"Palestina, il momento non è ancora venuto", di Marta Dassù

È venuto il momento»: nel suo discorso di ieri alle Nazioni Unite, fra applausi scroscianti, il Presidente dell’Autorità palestinese, Mahmoud Abbas, ha motivato la richiesta per l’ammissione all’Onu di uno Stato indipendente e sovrano, all’interno dei confini del 1967. Èvenuto il momento, ha ripetuto varie volte un vecchio leader, deciso a scrollarsi di dosso l’eredità di Yasser Arafat. È venuto il momento, anche se Barack Obama ha già annunciato che Washington metterebbe il suo veto in Consiglio di sicurezza. È venuto il momento, anche se il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, ha ribadito a una gelida platea di New York – ma dove Israele può ancora contare su una «minoranza morale» – che l’unica soluzione possibile resta la pace, prima dello Stato. Ecco, il problema è che il momento non è ancora venuto. La richiesta di Mahmoud Abbas, è giusto saperlo, è soprattutto simbolica. Perché ci vorrà del tempo per andare ai voti. E l’esito è scontato in anticipo: senza un accordo negoziato con Israele, uno Stato palestinese sovrano non nascerà. Solo il Consiglio di sicurezza, …