"Come si è rotto il blocco sociale berlusconiano", di Rinaldo Gianola
Ci sono cose che noi italiani non avevamo mai visto, nè sentito. Forse solo la mente geniale di Philip Dick avrebbe potuto immaginarle in questa triste, dolorosa pagina del ventennio berlusconiano. Solo la drammaticità della crisi italiana che rischia di destabilizzare tutta l’Europa per colpa di «bunga bunga Berlusconi» come ha titolato ieri la Bild, il più diffuso giornale tedesco, può spiegare fatti clamorosi, quasi impensabili fino a pochi mesi fa. E come se un mondo intero si fosse ribaltato, è tutto il contrario di prima. I fedelissimi sono scomparsi, la claque si è spenta, gli alleati scappano, restano solo Ferrara&Minzolini, temerari guerrieri della prima serata Rai, a guardia del premier e della sua maggioranza sempre più fragile. Il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia afferma: «Siamo stufi di essere lo zimbello internazionale quando portiamo le nostre merci all’estero…», e invita il governo ad «andare a casa, non ho paura a dirlo». Un sindacalista più che moderatomcome Raffaele Bonanni dice che «abbiamo bisogno subito di una svolta». L’ex democristiano Beppe Pisanu: «Il Paese non è mai …
