Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Riprendiamoci la patria", di Francesco Benigno

La patria. Alcuni in questi giorni si chiedono se non sia meglio rinunciare ad averla, una patria italiana. Affidando magari il destino comune agli Stati Uniti d’Europa che verranno, se verranno. O vagheggiando di sostituire l’Italia con piccole patrie inventate, più che improbabili, implausibili. E allora non è forse inutile ricordare – a 150 anni dall’unificazione e al di là delle retoriche che accompagnano naturalmente ogni celebrazione – come l’Italia sia qualcosa di più di un’idea astratta e molto, molto di più, di un anelito nazionalista. L’Italia è stata un percorso comune ed è ora il risultato di questo percorso, una comunità dotata non solo di una lingua condivisa ma di speranze e delusioni, di conquiste e di sconfitte, di interessi e di sentimenti, vissuti, difesi, coltivati insieme. Certo, c’è chi teme che richiamare la patria possa significare evocare un patriottismo bellicista, se non un nazionalismo becero e cieco, quello che ci ha fatto diventare, buoni ultimi, colonizzatori, quello che ci ha condotto alle leggi razziali e ad una disastrosa, epocale sconfitta nella seconda guerra …

"Ragazze normali Paese anormale (Il ministro Carfagna?…Tace)", di Caterina Soffici

Le ragazze italiane non sono tutte come le Papi Girl. Sai che novità. Il Corriere della Sera dedica un forum-inchiesta per tracciare l’identikit delle venti-trentenni e scopre che i sogni, le carriere, gli ideali delle giovani italiane non sono gli stessi delle varie Olgettine e delle ragazze di Bari. La notizia, semmai, sarebbe stata scoprire che il modello lo hanno dettato Terry De Nicolò e le altre puttanelle in fila per infilarsi nel lettone di Putin in cambio di soldi, programmi in tv, addirittura la conduzione di Sanremo. No, certo che il modello non è quello. Il vicedirettore del Corriere Barbara Stefanelli (che bello una donna ogni tanto ai vertici dell’informazione nazionale!) nota che le tv, i giornali e i dibattiti di questi giorni sembrano proporci l’immagine unica, sempre quella, della donna tangente. Sono figlie del femminismo o una distorsione inquietante dell’emancipazione? Né l’uno né l’altro. Vendere il proprio corpo in cambio di qualcosa ha un solo nome, e corrisponde a quello del mestiere più vecchio del mondo. Punto e basta, tutto il resto sono …

"Un carroccio contro i lavoratori", di Cesare Damiano

Altro che “sindacato del Nord”. Nell’ignobile farsa messa in scena dal governo Berlusconi con le due manovre d’estate, la Lega ha giocato un ruolo da protagonista. E, nonostante le dichiarazioni, a pagare il conto più salato sono proprio i lavoratori, quelli che gli uomini del Carroccio proclamano di voler difendere. Clamoroso è il caso previdenza. Più volte in questi mesi, con fare bellicoso, Bossi ha scandito che “le pensioni non si toccano”. Posizione comprensibile dal momento che gli assegni di anzianità – contro i quali periodicamente si concentrano gli attacchi del centrodestra – interessano i “lavoratori precoci”, quelli che hanno fatto il loro ingresso in fabbrica o in officina prima dei diciotto anni. Un fenomeno presente quasi esclusivamente nelle regioni del Nord, dove fra gli operai e i pensionati la Lega si è costruita un proprio bacino elettorale. Nonostante i proclami, però, le cose sono andate in tutt’altra direzione e il risultato, per le lavoratrici e i lavoratori, è stato disastroso. Senza che la Lega trovasse la forza di far seguire alle promesse azioni concrete. …

Governo sfiduciato. S&P declassa l'Italia

Il rating del debito pubblico passa da A+ ad A. Berlusconi incolpa i media (!) ma per S&P il governo italiano non è pronto ad affrontare questioni chiave per la crescita economica. Fassina: “Oltre al danno la beffa: dopo aver approvato una scia di manovre pesantissime ed inique, i conti non tornano perché l’economia va in recessione”. Questo governo è arrivato al capolinea e la sua credibilità per i mercati internazionali è definitivamente finita. Questa è la sintesi del declassamento del rating sul debito italiano realizzato dall’agenzia Standard and Poor’s che ha ha abbassato il Belpaese da A+ ad A. Ma i guai non sembra finiti in quanto dato l’outlook negativo per l’Italia in futuro potranno esserci ulteriori tagli e declassamenti. In un comunicato S&P spiega come la prospettiva di crescita italiana è indebolita e che “probabilmente limiterà l’efficacia del programma di consolidamento del bilancio in Italia. La fragile coalizione di governo e le differenze politiche all’interno del Parlamento continueranno probabilmente a limitare la capacità dell’esecutivo di rispondere con decisione a un contesto macro-economico interno …

"Il pareggio di bilancio nella costituzione", di Alessandro Pace

La nostra Costituzione, nell´affermare, all´art. 81, il principio dell´annualità dei bilanci e dei consuntivi approvati dalle Camere, dispone che con «la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese». La Consulta, nell´interpretazione di questa norma, pur negando che essa costituzionalizzi il principio del pareggio di bilancio, ha ripetutamente sottolineato che la norma in questione esprime il principio del tendenziale equilibrio finanziario dei bilanci dello Stato, tanto su base annuale quanto su base pluriennale. Il che significa che, mentre l´obbligo di “copertura” va osservato nei confronti delle spese che incidono sopra un esercizio in corso, lo stesso rigore non sarebbe richiesto – per la Corte – per gli esercizi futuri. Di qui la rilevanza del suggerimento della Bce, rivolto ai paesi dell´Unione europea, di inserire nelle rispettive Costituzioni il principio del pareggio di bilancio: suggerimento che il Governo Berlusconi ha fatto proprio nella riunione dell´8 settembre mediante l´approvazione di uno schema di disegno di legge costituzionale nel quale, pur proclamandosi che «il bilancio rispetta l´equilibrio delle entrate e delle spese», …

"Il prezzo alto della decadenza", di Isabella Bufacchi

Il declassamento inferto da Standard & Poor’s sul rating italiano, abbassato a sorpresa di un gradino ieri notte dalla “A+” alla “A” con prospettive rimaste negative, avrà ripercussioni gravi per il rischio-Italia. Innanzitutto per le motivazioni alla base di questa retrocessione, che esprime un giudizio severissimo sul degrado e sul declino della vita politica ed economica del paese, i due cardini che dovrebbero sorreggere l’affidabilità creditizia sovrana, la capacità di uno Stato di ripagare i propri debiti. E che in Italia sono venuti a mancare. S&P’s ha declassato la Republic of Italy perché la crescita, già fiacca, si è indebolita ulteriormente e le prospettive della ripresa economica sono peggiorate anche a causa di un governo incapace di governare e di una classe politica incapace di rispondere alle sfide della globalizzazione. L’incertezza dello scenario politico è alla base di questo declassamento, perchè spetta al Governo e al Parlamento iniettare nel sistema non tanto spesa pubblica ma fiducia nel futuro per far ripartire l’economia. Per far questo servono riforme strutturali che le agenzie di rating invocano, invano, …

"Iva, la tassa sui poveri: a loro costa il 60% in più che ai contribuenti ricchi", di Luisa Grion

Peserà soprattutto sui redditi bassi, su chi – lo voglia o no – impegna buona parte delle sue entrate in consumi. E l´aumento sarà minimo solo all´apparenza, perché se è vero che l´aliquota sale di un punto solo, è altrettanto fuori dubbio che quel balzo rischia di mettere in moto il volano dell´inflazione, di provocare un ulteriore aumento di prezzi senza creare, d´altro canto, alcun intralcio agli evasori. La scelta del governo di contrastare il debito pubblico alzando l´Iva dal 20 al 21 per cento non è una scelta equa. Lo dimostra uno studio di Corrado Pollastri, ricercatore del Cer (Centro Europa Ricerche), che mette a confronto i redditi delle famiglie e i maggiori esborsi legati all´imposta. Di per sé l´Iva è regressiva: incide maggiormente sulle famiglie povere, su quei soggetti che consumano del tutto o in gran parte le risorse per acquistare beni e servizi. E anche se a versarla sono le imprese, il costo finale viene scaricato in gran parte sul consumatore finale. Considerando tutti i beni e tutte e tre le aliquote …