Tutti gli articoli relativi a: attualità

"La crisi e le democrazie", di Jean-Paul Fitoussi

In questo momento, viviamo una lenta regressione della democrazia nei Paesi ricchi e particolarmente in Europa. Per il momento niente di essenziale è ancora in gioco perché le libertà individuali sono dappertutto garantite, ma l´ascesa degli estremismi politici, la tentazione protezionista, il riemergere dei nazionalismi europei, trovano un terreno fertile nella crescente precarizzazione della società, nel declino delle classi medie, nell´aggravamento della disoccupazione e delle disuguaglianze. Oggi va di moda dire che siamo in questa situazione perché dobbiamo confrontarci con un “trilemma” politico, ma io piuttosto parlerei di un “teorema dell´impossibilità”. I tre quesiti del trilemma riguarderebbero democrazia, sovranità nazionale e globalizzazione: dovremmo rinunciare ad almeno uno perché non sono compatibili, secondo una tesi enunciata anche recentemente da Daniel Rodrik su Repubblica. Ma credo che sia un modo un po´ retorico di vedere le cose, piuttosto i tre elementi sono concatenati. Se rinunciamo alla democrazia rinunciamo alla sovranità nazionale perché non vedo come la democrazia possa esistere senza sovranità nazionale. Si dice anche che la sovranità nazionale non può essere compatibile con la globalizzazione. Invece …

"Se la crisi accelera", di Stefano Lepri

È faticoso far capire ai tedeschi che salvare l’euro è interesse anche loro. Per riuscirci Angela Merkel alza il tono; finita la tornata di elezioni regionali che ha ammaccato non poco la sua maggioranza – segnando un complessivo spostamento a sinistra – potrà forse impegnarsi di più. La prima cosa da mettere in chiaro è che finora dalle traversie dell’euro la Germania ha guadagnato. Il soccorso a Grecia, Irlanda e Portogallo finora non è costato nulla, perché fatto di prestiti a tassi remunerativi. Si aggiunge il vantaggio netto dell’isteria dei mercati, che mentre spingeva in su gli interessi sui titoli di Stato dei Paesi deboli, ha abbassato i rendimenti di quelli tedeschi. Grazie a questi tassi anormalmente bassi (l’altro lato dello spread che preoccupa noi italiani) il governo di Berlino ha risparmiato 3,4 miliardi di euro in interessi quest’anno, e potenzialmente 32,8 nell’arco di sette anni, secondo i calcoli di due noti centri studi tedeschi, quelli di Halle e di Kiel. Se ci saranno futuri oneri da sopportare, da parte di tutti i Paesi membri, …

"Quanto ci costa il cavaliere", di Tito Boeri

Giulio Tremonti, che ha dimostrato in questi anni grande fantasia nel trovare nomi accattivanti per i nuovi balzelli che ha introdotto nel nostro sistema fiscale, forse la chiamerebbe Papi´s tax. È quella tassa aggiuntiva che paghiamo per ogni giorno in più in cui Silvio Berlusconi rimane a Palazzo Chigi.Rendendo, con la sua permanenza, il nostro Paese meno credibile agli occhi degli investitori internazionali, non in grado di onorare gli impegni di rientro del debito e volto solo a prendere tempo, a procrastinare quelle scelte difficili che comunque, prima o poi, dovremo compiere. A quanto ammonta questa tassa? Difficile stabilirlo, ma è sicuro che c´è, è reale e tutt´altro che insignificante. Secondo Nouriel Roubini, il solo annuncio delle dimissioni di Silvio Berlusconi da Palazzo Chigi porterebbe a ridurre lo spread fra i btp e i bund tedeschi decennali fra i 50 e i 100 punti base, in modo permanente. Prendiamo il livello più basso di questa forchetta di valori. A regime implica risparmi della spesa per interessi sul debito di più di mezzo punto di pil. …

Bersani: “Bossi illude i suoi e resta con il miliardario”

Il leader della Lega inneggia alla secessione per tentare di tenere a bada una base in fibrillazione, delusa da un federalismo di facciata proposto da questo governo. Bindi: “Un ministro non può dileggiare la Costituzione”. Dopo 15 anni, il leader della Lega, nonché ministro della Repubblica italiana, Umberto Bossi propone ancora ai militanti del Carroccio riuniti a Venezia alla Festa dei Popoli padani, di combattere per rendere la Padania libera ed autonoma dal resto dell’Italia che la sfrutta e non produce ricchezza. Tutto questo, “se non basta la via democratica di un eventuale referendum per la libertà, un tentativo democratico si può anche percorrere”, ammette Bossi. Ma il grido:”secessione, secessione”, appare alle opposizioni di governo una sorta di ‘equilibrismo’ della Lega per tentare di tenere a bada una base in fibrillazione, delusa da un federalismo di facciata proposto da questo governo. “Bossi – ha commentato il Segretario del PD Pier Luigi Bersani – fa sognare il popolo leghista, mette davanti il sogno per non dire ben chiaro che continua a stare con il miliardario. Vorrà …

"I «piccoli» pagheranno al posto dei grandi", di Patrizia Ruffini

L’estensione delle regole del patto di stabilità interno, da sempre riservate esclusivamente ai Comuni con popolazione superiore a 5mila abitanti, anche ai centri con più di mille anime avrà un impatto pesante. Far sentire le briglie dei vincoli di finanza pubblica anche ai centri con una popolazione compresa fra mille e 5mila abitanti, con bilanci dotati di risorse meno voluminose e con scarsi margini di manovra, farà tornare a galla i problemi dei picchi e della insostenibilità per i municipi che si verranno a trovare con saldi di competenza mista in avanzo. Sarà più difficile in questi enti di minori dimensioni gestire gli eventuali picchi di manovra prodotti da una base di calcolo più ampia. Così come sarà più devastante in questo contesto subire gli effetti negativi del nuovo meccanismo della virtuosità, quando non si è “baciati” dai parametri. Saranno molti i piccoli Comuni che vedranno accendersi il semaforo rosso nella spesa per investimenti, anche per il venir meno della possibilità di ricorrere al debito, con tutto ciò che ne deriva in termini di blocco …

"Editoria, riparte l’assalto al pluralismo: coi tagli cento testate a rischio", di Roberto Monteforte

È ripartito l’assalto ai giornali politici, no-profit e editi dalle cooperative. L’alibi è quello dei tagli ai costi della politica, in realtà si colpiscono voci scomode. I tagli sono già pesanti, 4 mila i posti a rischio. Tagliare i costi. L’ opinione pubblica insiste per un taglio dei costi della politica. Ma attenzione a non buttare con l’acqua sporca anche il bambino. Perché c’è chi tenta di sfruttare l’emergenza legata alla crisi per realizzare una violenta e pericolosa sforbiciata non tanto alla “casta”, ma ai diritti e alle forme di democrazia. Non vi è solo l’articolo 8 della Manovra straordinaria che mette in discussione le garanzie fissate dallo statuto dei lavoratori. Anche il diritto all’informazione e la tutela del pluralismo rischiano di uscire triturate con i tagli alle testate non profit, di idee, cooperative e politiche, oggi veramente a rischio chiusura, praticata dal governo Berlusconi. Vi sono i tagli su ciò che si è già tagliato. Oltre a cancellare i contributi indiretti come le agevolazioni sulle tarif- fe postali, per quelli diretti dai 408 milioni …

Bersani: «Il governo non arriverà al 2013 Il partito del nord è il Pd», di Gigi Marcucci

Altri dueanni di Berlusconi? Nessuno se lo può permettere. Non può l’opposizione e sarebbe letale per il Paese. Fino al 2013 con questo governo «sarebbe un disastro», taglia corto Pier Luigi Bersani. «Non ci si arriva» anche perché «tutte le volte che Berlusconi dice che intende rimanere fino alla fine del mandato «lo spread sale». Poi il segretario del Pd cita De Andrè, la “Domenica delle salme”, e tenta di rianimare «le voci potenti» che sin qui hanno taciuto o emesso flebili obiezioni. «Non è solo di Berlusconi la responsabilità». Un ri- ferimento a forze sociali, borghesia e grandi quotidiani perché battano un colpo e si eviti di avvicinarsi ulteriormente al baratro. Da Bologna, intervistato alla Festa dell’Unità dal direttore Claudio Sardo, Bersani conferma che il quadro nazionale è plumbeo, come il cielo nuvoloso che ieri, per la prima volta, ha rotto la lunga estate dei crolli in borsa e degli spread alle stelle, dei Lavitola e dei Tarantini. Sui giornali tedeschi sono uscite le dichiarazioni irriferibili che Berlusconi avrebbe fatto sulla cancelliera tedesca Angela …