Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Un corpo in vendita: la violenza sulle donne e i media", troviamo il coraggio di parlarne

“Un corpo in vendita: la violenza sulle donne e i media”con l’attrice Claudia Mori, Stefano Di Traglia – Responsabile della comunicazione del Pd, Marco Pontecorvo – regista figlio d’Arte, Marina Magistrelli – avvocato e senatrice del Partito Democratico. Incipit del dibattito tutto incentrato sulla polemica relativa alla fiction, o meglio a quello che avrebbe dovuto essere un ciclo di film prodotti da Claudia Mori con la sua casa di produzione Ciao Ragazzi, in co-produzione con Rai Fiction. Si tratta di quattro film che raccontano storie di donne vittime di violenza: “Troppo amore” firmato da Liliana Cavani incentrato sullo stalking, “La fuga di Teresa” di Margarethe Von Trotta, con la sceneggiatura di Andrea Purgatori, sulla violenza familiare, “Il segreto del web”, con la regia di Marco Pontecorvo, che affronta il tema dell’esibizione del proprio corpo a pagamento sul web e “Helena e Glory”, dello stesso regista, sullo sfruttamento della prostituzione dell’Est. Un prodotto televisivo che non solo è stato ridotto di due episodi (i film avrebbero dovuto essere 6), ma è anche oggetto di un imbarazzante …

"11 settembre: perchè è un anniversario unico", di Mario Calabresi

Siamo arrivati al giorno esatto del decimo anniversario degli attentati del 2001, ma è da una settimana che ne parliamo: la Stampa ha dedicato due supplementi – uno domenica scorsa e uno oggi – pagine di analisi e commenti. Perché tutto questo spazio a un avvenimento che fece sì quasi tremila morti ma che non è unico nella storia? Quanti altri massacri, stragi o genocidi – mi vengono in mente il Ruanda o la Bosnia per primi – dovremmo e potremmo ricordare con lo stesso impegno e spazio? Certamente molti – non esistono unicità senza precedenti come ci spiega accuratamente Enzo Bettiza sulla copertina dell’inserto che trovate al centro del giornale – ma c’è qualcosa che caratterizza l’11 settembre, che lo rende eccezionale, al di là del doveroso ricordo di quelle donne, di quei bambini e di quegli uomini che persero la vita. E’ il fatto che l’11 settembre ha accelerato molti fenomeni che germogliavano da anni, ma che dopo quegli attentati trovarono la strada spianata e hanno cambiato in modo significativo le nostre esistenze …

"L'ultimo rintocco del governo fantasma", di Eugenio Scalfari

La crisi economica attuale è più grave di quella che colpì l’America e l’Europa nel 1929 con le sue ricadute nel ’31 e nel ’37. Allora infatti il sistema monetario mondiale basato sull’oro restò in piedi, sia pure con alcune provvisorie correzioni. Oggi non è così. La globalizzazione, la libertà di movimento dei capitali, i portafogli delle banche gonfie di titoli d’incerta solvibilità, la contrazione dell’economia reale che rischia di trasformarsi in una recessione vera e propria, coinvolgono l’intera struttura monetaria, bancaria e produttiva dell’Occidente ma anche dei cosiddetti Paesi emergenti. Non esistono più compartimenti-stagno. Qualche settimana fa usammo l’immagine delle “matrioske”, una dentro l’altra raccolte in un unico contenitore. E anche l’immagine dei vasi comunicanti soggetti in ogni loro livello alla stessa pressione atmosferica. Queste due immagini configurano l’intreccio esistente nell’economia mondiale e spiegano perché la crisi attuale non è come quella del ’29 ma molto peggiore. Gli Stati Uniti cercano d’uscire dal pantano adottando una politica espansiva. La risposta europea è stata finora l’opposto di quella di Obama: rigore per ridurre i deficit …

"Se vincono i falchi di Berlino", di Andrea Bonanni

È tutta italiana la zeppa su cui inciampano, si avvitano ed entrano in collisione i due soli poteri forti rimasti in Europa: la Germania e la Banca centrale europea. La Grecia ha indignato i tedeschi per la disonestà con cui aveva falsificato i conti nascondendo l´entità del buco di bilancio. L´Italia li ha esasperati per l´inettitudine con cui ha gestito la crisi del suo debito, talmente enorme da poter far implodere la moneta unica. Alla fine, proprio per salvare l´euro, la Banca centrale è stata costretta a intervenire dettando a Berlusconi i termini della manovra che avrebbe dovuto varare per consentire a Francoforte di venirci in aiuto acquistando Bot. Un passo che, per gli ayatollah dell´ortodossia monetaria, suona come un doppio sacrilegio. Primo, perché nella logica luterana della Bundesbank, chi sbaglia deve pagare. Secondo, perché se è sacrosanto il precetto che la Banca centrale deve essere indipendente dai governi, appare addirittura inconcepibile l´inverso: che un governo venga messo sotto tutela dalla Banca centrale. E comunque, nonostante il controverso commissariamento europeo di Berlusconi, l´Europa è rimasta …

"Sistema-Sesto? È un processo mediatico Ma Filippo non agiva per conto del Pd", intervista a Piero Fassino di Concita De Gregorio

Sindaco Fassino, esiste una diversità etica della sinistra? «Certo non genetica ma culturale e di comportamenti sì. La sinistra ha sempre praticato valori etici e di legalità. Quando un esponente del centrosinistra è oggetto di indagine suscita scandalo. Noi non apriamo crociate contro i magistrati, non evochiamo complotti, aspettiamo e favoriamo l´accertamento della verità”. Che idea si è fatto della vicenda Penati? Esiste un sistema di finanziamento del partito assimilabile al sistema-Sesto? Lei che è stato l´ultimo segretario dei Ds senz´altro lo sa. «Non ho mai avuto la sensazione che attorno a Penati, che conosco e stimo come dirigente, ci fosse un sistema. Lui per primo ha separato la sua posizione individuale da quella del partito. Vedremo le indagini, la presunzione di innocenza vale anche per lui. Le responsabilità sono sempre individuali. Escludo che Penati agisse per conto di altri». Sta dicendo che agiva in nome proprio? Una mela marcia, dunque, eventualmente… «Nessuno ha parlato di mela marcia. Qui si sta facendo un processo mediatico ad una intera classe politica, è intollerabile. Non possiamo sostituirci …

"L’ultimatum di Marcegaglia. Se non ce la fa, il governo lasci", di Wladimiro Fruletti

O il governo è in grado di cambiare rotta o è meglio che «ne tragga le conseguenze, perchè non possiamo rimanere in questa situazione di incertezza ». La presidente di Confindustria Emma Marcegaglia dà l’ultimatum al governo con parole mai usate prima da Chianciano Terme, dalla festa nazionale dell’Udc, in una giornata che lei stessa definisce «difficile». Le dimissioni del membro tedesco della Bce, Stark, dettate dalla netta contrarietà a comprare titoli di Stato anche italiani, hanno fatto crollare le Borse. «Il nostro Paese è in pericolo», dice Marcegaglia. E questo governo non è d’aiuto. Anzi. Perché c’è un evidente problema di «credibilità» se anche dopo la nuova manovra approvata al Senato a colpi di fiducia la risposta dei mercati è stata negativa. Se lo spread aumenta non solo nei confronti del debito tedesco, ma anche di quello spagnolo, c’è un evidente problema di credibilità internazionale di chi sta guidando il Paese. La presidente degli industriali ricorda che un mese fa l’Italia stava meglio della Spagna. Oggi stiamo peggio perchè là si sono mossi, perché …

"Germania, troppa virtù fa male", di Marco Deaglio

Le dimissioni a sorpresa di Juergen Stark – rappresentante tedesco nel comitato esecutivo della Banca Centrale Europea e «padre» del «patto di stabilità» al quale è ancorato l’euro – sono il risultato di uno specifico e crescente malessere tedesco più che della solita debolezza europea. Si accompagnano a molti interrogativi sulla capacità della Germania di continuare a essere indefinitamente la «prima della classe» e sulle linee-guida della politica economica del governo tedesco e, naturalmente, complicano gravemente il panorama economico-finanziario del continente. Sullo sfondo c’è il clamoroso taglio da parte dell’Ocse alle previsioni della crescita tedesca, pari all’incirca a zero nel secondo trimestre del 2011 con la possibilità di scendere a -1,4 per cento nel quarto trimestre. Il che può far sembrare l’Italia maestra di crescita economica e fa sospettare una verità molto scomoda: il «modello tedesco» di ripresa, che pur presenta molti lodevoli aspetti, specie nella gestione delle imprese, non sta funzionando a livello di sistema. Del resto la «virtuosa» Germania è molto meno virtuosa di quel che sembra: come ha scritto Massimo Mucchetti sul …