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Serravalle, Penati accusa: «Ricostruzioni false e parziali», di Pino Stoppon

Sulla vicenda Serravalle continuano le ricostruzioni parziali e false da parte dei miei accusatori».È quanto sostiene l’ex presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, accusato di concussione e corruzione. «Ricostruzioni parziali e false da parte dei miei accusatori». Filippo Penati torna di nuovo all’attacco. E lo fa con un comunicato stampa affidato alle agenzie dopo che, nei giorni scorsi, erano state riportate da diversi quotidiani le accuse dell’imprenditore Di Caterina che aveva parlato di incontri segreti per determinare il prezzo dell’acquisto del 15% di azioni dell’autostrada Serravalle appartenenti al gruppo Gavio. «All’interno di queste ricostruzioni – sostiene Penati, accusato dall’imprenditore Di Caterina – ci sa- rebbero riunioni convocate nell’ aprile del 2005 per stabilire il sovra-prezzo delle quote azionarie acquistate dalla Provincia. Di queste riunioni non ho mai saputo e non so nulla, anche perché in quei giorni era ancora lontana anche la sola ipotesi di acquisto delle azioni». Penati – già accusato dai pm di Monza di concussione, corruzione e finanziamento illecito ai partiti per un presunto giro di mazzette per le ex aree …

Il pianto di una madre italiana "Laura, mi manchi tanto", di Roberto Saviano

Ground Zero è finalmente piena. Il vuoto di quel luogo che spaventava gli americani, il vuoto che andavano a vedere i turisti, era quello il monumento più doloroso da sopportare. Silenzio e vuoto nel luogo di New York dove non esiste silenzio e dove non esistono vuoti. Quel luogo, la Zona Zero appunto, nel cuore di Manhattan, per dieci anni è rimasto vuoto. E da ogni parte d´America sono arrivati in migliaia per colmare quel vuoto. Colmarlo con la presenza. E due vasche costruite nel perimetro delle radici dei grattacieli sono lì ma non si sostituiscono alla presenza dei colossi. Nessuno vuole che le cose tornino come prima, perché il rischio è di dimenticare. Never Forget è scritto ovunque. Per arrivare a Ground Zero devi superare diversi check point. La città ne è disseminata. Tutti in fila, spesso per lungo tempo, si lasciano perquisire. Non c´è nervosismo, ma desiderio di far andare bene le cose. Compostezza, disciplina. Gli americani sono qui per mostrare che non hanno paura, anche se Bloomberg, il sindaco di New York, …

""Exit strategy" per il premier", di Claudio Tito

«Ragioniamo su una exit strategy. Pensaci, se concordi un´uscita puoi trattare. Ma soprattutto il clima di assedio si attenuerà solo per il fatto che non stai più a Palazzo Chigi». Nella fase di torpore che sta paralizzando il governo e la maggioranza, solo due autorevoli esponenti del mondo berlusconiano hanno avuto il coraggio di parlare con schiettezza e sincerità al presidente del consiglio. Si tratta di Gianni Letta e Fedele Confalonieri. Gli “amici di sempre”, gli unici in grado di rivolgersi al Cavaliere senza dover temere l´accusa di tradimento o di intelligenza con il nemico. Entrambi lo hanno esortato a considerare un percorso che lo guidi fuori dalla presidenza del consiglio senza scossoni e soprattutto con un iter concordato. In tutti i suoi aspetti. Sia il sottosegretario alla presidenza del consiglio, sia il presidente di Mediaset hanno rotto gli indugi la scorsa settimana. E non è un caso che Confalonieri abbia esposto le sue riflessioni all´”amico Silvio” mercoledì scorso. Dopo un lungo faccia a faccia con il leader dell´Udc, Pier Ferdinando Casini. Nessuno nella coalizione …

"Dieci anni dopo….. dall’altra parte del mondo…..", di Tiziana Ferrario

E’ difficile scrivere qualcosa di non banale in occasione di un anniversario così importante per tutto il mondo come i dieci anni dall’attacco alle Torri Gemelle di New York. Gli americani vogliono dimenticare,ci dice Di Bella,mentre i giornali ci spingono a ricordare ogni dettaglio. I quotidiani italiani propongono cofanetti,inserti speciali, commenti,persino pseudo quiz per rimarcare l’eccezionalità di quel tragico giorno per gli Stati Uniti e per tutti noi. ” ..ti ricordi cosa stavi facendo?”..chiede un quotidiano, ” dov’eri?” chiede un altro”,mentre tutti ripropongono i video con gli aerei che si abbattono su quello che era il simbolo della potenza americana e le voci registrate quella tragica mattina tra i passeggeri e tra i soccorritori giunti a cercare qualche sopravvissuto tra le macerie. E’ vero,mentre in queste ore l’allarme terrorismo torna alle stelle per il timore di nuovi attacchi, tutti ci ricordiamo cosa stavamo facendo quell’11 settembre. Non si puo’ dimenticare. “Siamo tutti americani” avevano titolato il giorno dopo Le Monde, il Corriere della sera e tanti altri quotidiani internazionali, mentre quell’enorme ammasso di cristallo, acciaio, …

"La carica dei costituenti per caso", di Michele Ainis

La notizia è che non fanno più notizia. Grandi riforme, piccoli titoli: anche l’ultimo esercizio d’ingegneria costituzionale (via le Province dalla Carta, dentro il pareggio di bilancio) è finito in un angolino a fondo pagina. Ma il troppo stroppia, e in conclusione nessuno ti prende più sul serio. Specie quando fai salpare un bastimento che viaggia in tempi biblici, come le leggi di revisione costituzionale. Perché allora dovrai avviare un dibattito fra i partiti e nel Paese, formalizzare una proposta condivisa, ottenere due approvazioni dalla Camera e altrettante dal Senato, probabilmente affrontare un referendum. Meglio farlo agli esordi della legislatura, c’è più tempo. E meglio mettere in mare un’imbarcazione alla volta, per evitare collisioni. D’altronde non è un caso che nelle ultime due legislature l’Italia abbia licenziato due soli emendamenti alla Carta del 1947 (e zero emendamenti in questa). Invece il governo Berlusconi è rimasto a braccia conserte nei primi tre anni della legislatura, poi ha sparato 4 colpi in 5 mesi. Nell’ordine: per abbassare l’età minima dell’elettorato attivo e passivo (marzo). Sulla giustizia (aprile). …

"Il turismo abbandonato", di Cesare De Seta

Nella congiuntura assai difficile dell´economia italiana ci sono sprazzi di luce imprevisti che non vanno sottovalutati. Dopo tre lunghi anni di vacche magre il turismo nel mese d´agosto ha segnato una lenta ripresa, ma il dato più significativo è che sono le tradizionali città d´arte a registrare i dati più positivi secondo quanto riferito dalla Federalberghi-Apra. Venezia è in cima con un incremento del 10%, di cui l´80% è costituito in prevalenza da americani, russi e mediorientali; segue Roma con un incremento del 9%, di cui il 70% costituito da stranieri; a seguire Firenze con 8,3%, e anche qui i turisti sono per larga maggioranza americani. Napoli è scomparsa dalle classifiche se non dobbiamo ad essa associare Capri, Ischia, la costiera e il Vesuvio. Città come Torino e Milano, che non sono mai state mete particolarmente presenti in queste classifiche, nella settimana di Ferragosto hanno registrato un´impennata di turisti provenienti in particolare dai Paesi della Ue. Il fatto più positivo è che l´incremento è dovuto prevalentemente agli americani che sono ritornati alla grande nel nostro …

"L´arte della fuga", di Concita De Gregorio

Non può ricevere i PM a Palazzo Chigi, perché deve andare a Strasburgo. È stata una ricerca frenetica, venerdì sera, a Palazzo Grazioli: tutti lì a cercare fra la posta già buttata le mail cancellate gli inviti nemmeno aperti. Ci sarà pure un invito istituzionale, no? Trovatelo, guardate anche nel cestino. Eccolo presidente, ci sarebbero Barroso e Van Rompuy disponibili. Chi? Van Rompuy, il presidente del Consiglio europeo. Va bene, funziona. Prendete appuntamento con questo. Preparatemi una scheda personale. “Van Rompuy, fiammingo, cultore di poesia ed esperto di Haiku giapponesi, amante dell´ornitologia, nel tempo libero solito ritirarsi in preghiera in un´abbazia benedettina”. Sarebbe bello assistere al colloquio riservato, sì. Caldamente sconsigliate battute ornitologiche. Meglio, nel caso, la zia suora. Meglio improvvisare un haiku piuttosto che spiegare ai due magistrati napoletani perché tiene a libro paga due ceffi del calibro di Lavitola e Tarantini. Parte offesa, certo. In questo caso Silvio B. è la vittima: ricattato, si suppone. Ma la figura del ricattato in giurisprudenza, glielo avrà spiegato Ghedini, è diversa da quella del concusso. È …