Tutti gli articoli relativi a: attualità

"La forza di quelle date che uniscono un popolo e un paese", di Gaetano Alessi

Fateci caso: ogni qual volta un nuovo potere vuole disintegrare il tessuto sociale del paese da “conquistare” come prima cosa tende a svalutarne e poi a distruggerne i simboli. L’Italia nata dalla Resistenza è divenuta per molti quasi un ricordo, gli uomini ed i partiti che l’hanno creata spariti, è sceso il buio. Ma anche in questa oscurità il 25 aprile, il1° maggio ed il 2 giugno hanno rappresentato la sola occasione dove un popolo disorientato tornava ad essere unito, dove una platea scollegata ormai in mille sigle trovava, intonando «Bella ciao», il fattore comune dell’essere Paese, nonostante le brutture e le debolezze, ritrovava l’orgoglio di essere figli di un atto di coraggio: la Resistenza. Bandiere le chiamano, simboli, ma sono l’essenza stessa del sentirsi uomini, nervi e sangue della democrazia. Valori e simboli “pericolosi” per il potere, perché uniscono, perché rendono forti un insieme di debolezze, per questo il governo più iniquo della storia vuole approfittare della scusa della crisi, per scardinare simbolicamente gli ultimi capisaldi del nostro paese. Spostare – per abolirli, di …

"Lasciamo a Sacconi la responsabilità di dividere i sindacati", intervista a Stefano Fassina di S.C.

Non è compito di una forza politica indicare a un sindacato quali strumenti di mobilitazione adottare», dice Stefano Fassina. Per questo il responsabile Economia e lavoro del Pd definisce «un errore politico» il documento «Non ora» firmato da una decina di deputati del suo stesso partito. Lo ritiene un errore nel metodo o nel merito? «Innanzitutto nel metodo. Siamo di fronte a una manovra profondamente iniqua e senza misure per la crescita. Tutte le parti sociali e le rappresentanze degli enti di governo territoriale si stanno mobilitando per correggerla. Lo fanno con strumenti diversi, ma tutte hanno riconosciuto l’inadeguatezza e i danni che la manovra comporta. La Cgil, come strumento con cui tentare di farla cambiare, ha scelto lo sciopero generale, indetto per il 6 settembre. La Cisl e la Uil hanno deciso di manifestare davanti al Parlamento cinque giorni prima. Non è compito di una forza politica indicare gli strumenti di mobilitazione. Per questo ritengo un errore politico innanzitutto di metodo un documento che sollecita la Cgil a ripensare la sua iniziativa di mobilitazione. …

"Bersani: l’articolo sui licenziamenti serve solo a provocare le parti sociali", di Francesca Schianchi

Arriva al Meeting di Rimini con un obiettivo in testa: «Se vedrò qui Tremonti, gli voglio dire una cosa: ma vi rendete conto del disastro che state provocando con l’articolo 8?». Siccome poi l’incontro con il ministro dell’Economia avviene, un faccia a faccia di dieci minuti, il leader del Pd Pier Luigi Bersani solleva l’argomento, esce rinfrancato dall’atteggiamento del ministro («sull’articolo 8 non si è chiuso, mi è sembrato abbastanza aperto») e scatena così la polemica con governo e Pdl, lesti a ribadire, a partire dal ministro del Lavoro Sacconi, che la norma non si tocca. L’articolo 8 della manovra, già molto criticato dalla Cgil, tratta di contratti di lavoro: a quelli aziendali o territoriali è permesso di regolare varie materie, incluso il licenziamento, anche in deroga a leggi e contratti nazionali. Vengono inoltre riconosciuti come «efficaci» gli accordi, come quelli alla Fiat di Pomigliano e Mirafiori, siglati prima dell’intesa raggiunta il 28 giugno tra Confindustria e sindacati. Così, tra un attacco alla manovra «ingiusta e recessiva» e al centrodestra «barca senza timone» e senza …

"Caso Penati, si attiva la commissione di garanzia del Pd", di Massimiliano Amato

E ora l’attenzione è puntata sulle prossime mosse della procura di Monza,sugli ulteriori “atti d’indagine” (interrogatori, verbali di sommarie informazioni testimoniali, trascrizioni di intercettazioni telefoniche e ambientali) che i pm Walter Mapelli e Franca Macchia, titolari dell’inchiesta sul cosiddetto “Sistema Sesto”, depositeranno in occasione dell’udienza davanti al collegio del Riesame. I rappresentanti dell’accusa non demordono: secondo loro Filippo Penati e il suo ex braccio destro Giordano Vimercati avrebbero concusso Piero Di Caterina e Giuseppe Pasini, i due imprenditori interessati alla riqualificazione dell’ex area Falck di Sesto SanGiovanni che, con le loro rivelazioni, hanno provocato il terremoto giudiziario. Concussione e non corruzione, come sostiene il gip monzese Anna Magelli, che ha respinto la richiesta d’arresto per Penati e Vimercati perché i reati che avrebbero commesso sono prescritti. Oltre che sui gravi indizi di colpevolezza (del resto riconosciuti dallo stesso gip), i pm puntano anche (e soprattutto) sulla sussistenza delle esigenze cautelari. Una in particolare: il rischio dell’inquinamento probatorio. È per questo che, sia nella richiesta cautelare che nel ricorso al Riesame, cercano di dimostrare che, da …

"La neo-Costituzione preventiva", di Stefano Rodotà

Immaginate una legge congegnata nel modo seguente: «Abbiamo una Costituzione. Ma vogliamo modificarla». «E allora mettiamo da parte la Costituzione vigente e applichiamo subito una Costituzione ipotetica, incerta, giuridicamente inesistente, di cui si ignora se, come e quando verrà approvata». Un colpo di sole, un effetto della calura agostana? No, questa linea compare nel decreto sull´emergenza economica fin dal suo primo articolo: «In anticipazione della riforma volta ad introdurre nella Costituzione la regola del pareggio di bilancio, si applicano le disposizioni di cui al presente titolo». E più avanti, in maniera ancor più sconcertante, si aggiunge: «In attesa della revisione dell´articolo 41 della Costituzione, Comuni, Province, Regioni e Stato, entro un anno adeguano i rispettivi ordinamenti al principio secondo cui l´iniziativa e l´attività economica privata sono libere ed è permesso tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge». “In anticipazione”, “in attesa”? Se si rispetta la più elementare grammatica costituzionale, queste sono espressioni insensate, e pericolose. Prima di un cambiamento legislativo, le norme esistenti debbono restare ferme, soprattutto quando si tratta di norme costituzionali …

"La vita come un colossal di Hollywood", di Lucia Annunziata

L’impressione è che siccome gli Americani devono essere primi in tutto, abbiano deciso di anticipare anche il calendario Maya, battendo di un anno la fine del mondo, altrimenti prevista dall’antico ciclo degli dei latinoamericani e dai moderni stregoni di Hollywood per il «2012» – titolo di un blockbuster cinematografico che già nel 2009, con prodezze computerizzate, dava conto della distruzione del pianeta. La pellicola mostrava un devastante terremoto a Los Angeles, la cancellazione via mare di New York e l’esplosione della Casa Bianca, anticipatamente abitata rispetto alla data reale, da un Presidente nero. Difficile non fare riferimento al cinema, parlando della paura che attraversa la East Coast in queste ore. Arte quintessenzialmente americana, che tutto muove, tutto prepara, tutto commuove, tutto anticipa – e tutto rende finto. Ascoltando gli annunci e le conferenze stampa, le preparazioni e gli scenari, non si sa se correre a prendere un fucile (ci sarà un evento catastrofico dopo, o no? No, quello è un altro film, e riguarda un disastro nucleare) o mettere nel microonde i pop corn. Con …

"La missione impossibile di costruire l'Europa", di Eugenio Scalfari

Potrà salvarsi l´Europa? Potrà trovare una sua vocazione, una sua missione da compiere e avere la forza per realizzarla? Molte voci si sono cimentate nei giorni scorsi con questo problema che è capitale per tanti aspetti politici, economici e soprattutto esistenziali. Alcune di quelle voci credono che questa “mission impossible” sia possibile, altre temono di no, temono d´una partita persa in partenza e che l´Europa sia ormai un corpo inerte, ripiegato sui suoi egoismi, sulle sue piccole patrie che la condannano all´irrilevanza. Viene in mente quello che fu il destino delle città greche ai tempi di Alessandro il Grande. Atene, Sparta, Tebe, Corinto erano state grandi, avevano costellato di colonie le coste del Mediterraneo, avevano sconfitto i persiani di Ciro e di Serse ma poi si erano dilaniate in feroci guerre tra loro. Quando Alessandro concepì il suo sogno d´un impero che arrivasse fino al Caspio e all´Indo, cercò di riportare la Grecia all´antico splendore guidandola e associandola alla sua visione, ma non riuscì, le città greche rifiutarono la sua proposta e non riuscirono a …