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Bauman "Se non ti vendi la tua vita è miserabile", intervista a Zygmunt Bauman di Andrea Malaguti

Zygmunt Bauman, nato a Poznan nel 1925, vive in Inghilterra dal 1971, dopo aver lasciato la Polonia comunista in seguito alle epurazioni antisemite. Studioso della civiltà postmoderna, ha insegnato sociologia all’università di Leeds fino al 1990 Il padre della società liquida analizza i rapporti tra Web e Comunità, dalla primavera araba al mito della celebrità su Facebook. Venerdì prossimo sarà a Sarzana per il Festival della mente che prevede 80 eventi, tra lezioni pubbliche, laboratori, spettacoli Nel piccolo giardino della sua casa di Leeds, una villetta a tre piani dipinta di bianco non troppo lontana dall’Università, il professor Zygmunt Bauman, filosofo e sociologo della società liquida, cammina fumando la pipa in mezzo alle piante che crescono selvaggiamente. «Solo questa quercia è arrivata prima di me. Ha 200 anni. Il resto l’abbiamo piantato io e mia moglie. Mi manca molto Janina, 63 anni di vita comune hanno dato senso a quello che sono». Un vestito scuro, il girocollo grigio, il viso scavato incorniciato dai capelli bianchi, gli occhi inquieti che la luce faticosa di questa mattina …

Blitz di Bersani aTremonti: «Via dalla manovra art. 8», da unita.it

«A Tremonti voglio dire una cosa: oltre ai 10 punti ecco l’undicesimo. Ma vi rendete conto del disastro che state provocando con l’articolo 8 della manovra?». Così il leader del Pd Bersani ha detto dopo il faccia a faccia a sorpresa con Tremonti avvenuto stamattina al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini. Un colloquio di dieci minuti in cui il segretario del Pd ha ribadito: «Quella norma devono toglierla o cambiarla, perchè stanno distruggendo l’unica cosa positiva fatta negli ultimi sei mesi, frutto di un’intesa tra le parti sociali. Devono assolutamente cambiare o togliere l’articolo 8». Per quanto riguarda poi il governo, Bersani non ha dubbi: «La barca è senza timone e non c’è neanche il timoniere. Siamo in una situazione molto seria, la manovra non è più di nessuno». E ha aggiunto: «Io ultimamente ci capisco poco di quello che sta succedendo nel centrodestra e credo che ci capiscano poco anche loro», rincara la dose il numero uno democratico. Comunque Bersani torna ad invitare l’esecutivo a mettersi da parte: «Devono ritrovare la capacità …

La carica dei 100. Manovra, i sindaci lunedì in piazza: «Cambiamola», di Claudia Visani

Oltre cento sindaci dell’Emilia-Romagna saranno lunedì a Milano alla prima manifestazione del Nord contro la manovra. Prime aperture da Roma sui piccoli Comuni e sul Patto di stabilità. Delrio: «Possiamo farcela». Errani, Merola e i sindaci di Modena e Reggio guideranno la protesta. Il 31 assemblea di tutti gli amministratori a Bologna. Il vice presidente Anci: «Momento delicato, ma questa manovra iniqua e recessiva si può cambiare». È un momento decisivo. Se oggi non si vince questa battaglia, domani saremo tutti più poveri a cominciare dai cittadini. Ma cambiare questa manovra iniqua e recessiva è possibile. E la manifestazione di lunedì a Milano sarà una tappa importante per raggiungere l’obiettivo». Il sindaco di Reggio Emilia e vice presidente nazionale dell’Anci con delega alla finanza locale, Graziano Delrio, è fiducioso: «Se riusciamo a farci finalmente ascoltare, non potranno che darci ragione, e allentare tagli e vincoli», dice. Con lui i primi cittadini di Bologna, Virginio Merola, di Modena, Giorgio Pighi e gli oltre 100 che dall’Emilia-Romagna lunedì andranno a manifestare nel capoluogo lombardo. «Sarà una grande …

"La fabbrica di 800 operai che evade tutte le tasse", di Roberto Mania

La Guardia di Finanza ha scoperto 800 dipendenti irregolari e 1,3 miliardi occultati al fisco. Sotto accusa una big del settore conciario. Tutto parte da due tangenti per evitare gli accertamenti. Arzignano, valle del Chiampo, distretto della concia, profondo nord-est, più o meno 25 mila anime, provincia di Vicenza, Italia. L’Italia laboriosa sì, ma che evade, che non vuole pagare le tasse e che fugge. L’Italia delle società fantasma, delle scatole cinesi, dei capitali all’estero. Del lavoro nero. La storia della Mastrotto scoperchiata da un’indagine della Guardia di Finanza è una storia tutta italiana. Del paese dall’evasione monstre da oltre 250 miliardi l’anno, dove chi evade è un furbo e non un mascalzone. E allora niente scontrini, niente fatture, niente dichiarazioni Iva. Niente tasse. Perché a questa Italia lo Stato non piace. Tanto ci sono gli altri che pagano. I fessi. Ma la Mastrotto Group non è un’azienda qualunque. L’un per cento della produzione mondiale di pelle esce dagli stabilimenti vicentini, dove le Fiamme Gialle hanno scoperto 800 (dicasi 800) dipendenti irregolari. La Mastrotto, giro …

Una Festa per mostrare che il Pd è «utilizzabile», di Rudy Francesco Calvo

Pier Luigi Bersani farà oggi una prima capatina alla Festa democratica che si apre a Pesaro, giusto per tagliare il nastro e Per una buona ragione, cioè per presentare il suo libro. L’appuntamento più importante, ovviamente, è previsto in chiusura, con il suo comizio programmato per sabato 10 settembre. In mezzo, oltre settecento iniziative tra dibattiti, interviste, concerti (stasera apre Francesco De Gregori), incontri con autori e personaggi del mondo della cultura, dello sport e dello spettacolo. Grande spazio, ovviamente, soprattutto alla politica: arriveranno in piazza del Popolo, nella sala principale della Festa, i principali leader sindacali e degli altri partiti di opposizione. Per la maggioranza, com’è noto, interverrà invece il solo ministro leghista Roberto Maroni. Se lo scorso anno la Festa di Torino arrivava subito dopo la clamorosa rottura tra Berlusconi e Fini, che sembrava poter segnare la fine della legislatura (o quanto meno del governo), la vigilia di Pesaro appare più complicata per il Pd. La situazione politica sembra essersi impantanata, con il governo Berlusconi-Bossi-Scilipoti da una parte e un’alternativa che stenta a …

"Amazzone o sposa bambina, essere donna in Libia", di Renzo Guolo

Rispetto al tempo della monarchia senussita, il lungo regime di Gheddafi ha fatto registrare un miglioramento nella condizione femminile. Nel delicato campo del diritto di famiglia ha elevato l´età matrimoniale impedendo il fenomeno delle spose-bambine; imposto la registrazione delle nozze; condizionato il matrimonio poligamico al consenso della prima moglie; stabilito l´intervento del giudice per convalidare il divorzio. Le donne possono votare, gestire i loro beni personali, avere accesso all´istruzione, lavorare. Anche se sono indirizzate a fare le insegnanti o le infermiere. Professioni che il Colonnello, che pure ha ammesso donne nell´esercito traendovi la sua guardia di “amazzoni”, definiva “consone”. Scelte che hanno fatto dire retoricamente a Gheddafi che le «donne sono trattare meglio Libia che in Occidente». Come spesso accade nel mondo della Mezzaluna, però, le leggi fanno i conti con la tradizione. Le norme “modernizzanti” hanno trovato forti resistenze fuori dai centri urbani. Il diritto consuetudinario o il riferimento alla shari´a hanno spesso prevalso. Nella sua politica di divide et impera, in una realtà in cui il potere tradizionale delle tribù conta, Gheddafi ha …

"Regioni e Comuni in rivolta", di Marco Ventimiglia

Un venerdì d’agosto reso ancor più torrido dalla protesta contro i tagli agli enti locali contenuti nella manovra. Maroni e Letta cercano di rassicurare i rappresentanti dei Comuni ma senza fornire garanzie concrete.In un paese normale di fronte a un grande problema si utilizzano le settimane, i giorni e le ore per risolverlo. Nell’Italia di Berlusconi il meccanismo è inverso: il guaio, che si chiama manovra anticrisi, prende consistenza con il passare del tempo in una ridda di litigi e polemiche, ed insieme monta la protesta, che ieri è stata soprattutto quella di comuni e regioni, ovvero i soggetti più bersagliati dall’iniquità del provvedimento, con tagli pesantissimi agli enti locali. Tanto che ieri sera dal cilindro di Calderoli è spuntato il coniglio. «Per poter tagliare i tagli ai Comuni, devo trovare le risorse e, insieme ad Alfano e Berlusconi, le abbiamo reperite per diminuire almeno della metà i tagli agli enti locali». Così l’annuncio del ministro della Semplificazione che ha parlato di una decisione contenuta nell’accordo che lunedì verrà ratificato da Berlusconi e Bossi. Lo …