"La beffa dello scudo", di Massimo Riva
Dicono in coro due ministri (Calderoli e Rotondi) e un capogruppo (Gasparri) che dell´ipotesi di un nuovo scudo fiscale per i trafugatori di capitali all´estero non s´è mai parlato. Queste smentite possono anche essere considerate un buon segnale perché testimoniano che anche nelle file della maggioranza c´è chi arrossisce e si vergogna di una simile enormità. Ma un conto è negare che di un tale provvedimento si sia discusso, tutt´altro sarebbe dichiararlo improponibile ovvero negare in radice la possibilità di ricorrervi. Dopo tanti e reiterati condoni in favore degli evasori, chi abbia buona memoria delle manipolazioni comunicative alle quali è avvezzo il governo berlusconiano quando si tratti di preparare il terreno a qualche schifezza legislativa oggi ha più di un motivo per stare in allarme. Sarà anche un segno di reale smarrimento il fatto che proprio dai partiti di governo giunga una caterva di proposte, le più stravaganti e contraddittorie, sugli emendamenti alla manovra. Ma occorre fare attenzione che alcune di queste rientrano nella ben nota tecnica del lanciare il sasso per smuovere lo stagno …
