"Centri antiviolenza. Avamposti disarmati dal taglio dei fondi", di Luciana Cimino
Gli effetti dei tagli al Welfare, tra governo ed enti locali, rende drammatica la situazione dei centri antiviolenza sparsi sul territorio. Le strutture che difendono donne e minori costrette a chiudere i battenti. Donne e minori maltrattati e vittime di violenze sempre più soli in Italia. I Centri antiviolenza, già insufficienti sul nostro territorio, chiudono uno dopo l’altro, o, se non cessano le attività, portano avanti la programmazione tra mille difficoltà causate dalla disattenzione di Governo e enti locali. Eppure i centri rappresentano spesso l’unico baluardo di difesa, e spesso di sopravvivenza, per le donne abusate dagli stessi familiari, o stuprate o per le sempre più numerose vittime degli stalker. Questo infatti è il paradosso: la legge sullo stalking prevede che alla donna perseguitata che si rivolge a un presidio ospedaliero o alle forze dell’ordine, deve essere indicato il centro antiviolenza più vicino. Peccato che poi gli stessi centri vengano messi in condizione di non operare, nonostante aumentino le richieste di aiuto. È la denuncia di Alessandra Bagnara, presidente di Dire (Donne in rete contro …
