"La lunga marcia (oltreconfine) della finanza cinese", di Marco Del Corona
La Cina non basta più a se stessa. Le sue scelte strategiche, lo status di seconda potenza mondiale, le impongono di dare l’assalto al mondo. In termini economici, ovviamente: perché il dogma politico-diplomatico è l’ «ascesa pacifica» formulata dal politologo Zheng Bijian che suona sia come una rassicurazione sia come un’evoluzione della cautela e del basso profilo predicati da Deng Xiaoping quando lanciò «l’apertura e le riforme» . Il risultato è che, oltre agli scambi commerciali, la Cina mette denaro ovunque. INVESTIMENTI DIRETTI Dalle telecomunicazioni alle materie prime essenziali per sostenere la crescita, gli investimenti diretti della Repubblica Popolare hanno cominciato a impennarsi nella seconda metà di questo decennio. Se nel 2007 quelli oltrefrontiera superavano i 26 miliardi di dollari, l’anno dopo erano raddoppiati. Nel 2011 l’impulso ad «andare all’estero» ha ricevuto la definitiva legittimazione politica al nuovo piano quinquennale e il ministero del Commercio ha annunciato che gli investimenti non finanziari del 2010 hanno toccato i 59 miliardi di dollari, indirizzati a 3.125 aziende in 129 Paesi e territori, un +36,3%sul 2009 (in totale …
