Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Cinque proposte per uscire dalla tempesta", di Stefano Fassina

I democratici hanno indicato una serie di azioni da avviare per rimettere in moto un Paese sempre più in ginocchio: dalla pubblica amministazione al fisco, dalle liberalizzazioni alla politica industriale. E la revisione della manovra. L’Italia si trova in un mare in tempesta senza nocchiere. Anche le altre leadership europee sono incerte e deboli. Oggi, Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna e Italia sono sotto straordinaria pressione, ma segnali di tensione riguardano persino i titoli di Stato francesi. La ragione di fondo è la contraddizione tra l’unione politica e l’unione economica. La fine del ciclo della finanza facile e spensierata, fonte di debito pubblico e debito privato, ha fatto emergere il limite dell’avventura europea: da un lato, la moneta unica, condivisa da 17 economie diverse, anzi distanti, in termini di capacità competitiva; dall’altro, un assetto di governance inadeguato, privo delle istituzioni federali necessarie ad una politica economica comune per rimuovere i differenziali di competitività, per promuovere il lavoro di qualità nel quadro di uno sviluppo sostenibile, per fare trasferimenti di risorse tra aree a differente dinamica di …

Crisi: Bersani: Tremonti dica chi paga in anticipo la manovra

Noi responsabili con le nostre proposte. Se non si risolve il problema politico, sarà uno sforzo inutile Se vuol conservare la manovra anticipandola, Tremonti non pensi di uscire dalle Commissioni parlamentari senza uscire dalle nebbie, senza dire cioè dove precisamente e a carico di chi e di che cosa intende ricavare decine di miliardi dall’assistenza e dalla manovra sul fisco e detrazioni. Ci dovrà anche dire quanto pagherà, di questa manovra, chi ha un reddito medio basso o chi ha bisogno dei servizi, e quanto pagherà chi ha redditi, patrimonio e ricchezza paragonabili, per fare solo un esempio, a quelli del Presidente del Consiglio. Dovrà anche dire se davvero dovremo affidare le speranze di crescita alla prospettiva filosofica di un nuovo art. 41 della Costituzione sulla libertà d’impresa o se finalmente non sia il caso di qualche scelta più concreta. Noi saremo nelle Commissioni con le nostre proposte sul controllo della spesa pubblica, sulle misure fiscali, sulla semplificazione delle strutture pubbliche, sulle liberalizzazioni e così via. Lo faremo responsabilmente ma tenendo ferma la nostra convinzione, …

"Il Governo diverso che serve all'Italia", di Giovanni Valentini

Non poteva durare più di qualche ora l´ennesimo bluff mediatico inscenato da Silvio Berlusconi con il discorso in Parlamento sulla politica economica. E infatti è stato subito messo allo scoperto dalla conferenza-stampa convocata ieri sera in tutta fretta dallo stesso presidente del Consiglio insieme al ministro Tremonti, nel disperato tentativo di placare il fermento dei mercati internazionali contro il nostro Paese. L´impasto di delusione, frustrazione e sarcasmo prodotto nei giorni scorsi dall´ultimo show del “grande comunicatore” dimostra definitivamente che oggi la gran parte degli italiani non si riconosce più nel carisma di un leader ridotto al rango di capocomico. Di fronte alla gravità della situazione economica, ripetutamente negata e occultata a dispetto della crisi globale, l´impotenza e l´incapacità di questo governo-fantasma risaltano ormai agli occhi di tutti: dalla Confindustria alle banche e ai sindacati. La sua inadeguatezza appare sempre più chiara e manifesta, sebbene l´informazione di regime – con in testa il Tg Uno, i giornali e i telegiornali domestici – si ostini a fornire quotidianamente agli italiani una rappresentazione falsa, distorta e rassicurante. È …

"Il Pd: «Sono irresponsabili»", di Maria Zegarelli

Duro il giudizio del Pd: «Anticipare la manovra senza modifiche provocherà una mattanza sociale». Più soft i centristi: «Recepite le nostre richieste sulle modifiche alla Carta». Di Pietro: «Occorrono cambiamenti» «Un segnale di discontinuità da cui emerge maggior senso di responsabilità», secondo Italo Bocchino che parla a nome di Fli per commentare l’improvvisa conferenza stampa di Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti e Gianni Letta. Anche dall’Udc di Casini e dall’Api di Rutelli arrivano parziali crediti e riconoscimento per aver avviato già ora ad agosto l’iter dell’«inserimento in Costituzione dell’obbligo del pareggio di bilancio». Entrambi, però, rilanciano la commissione bicamerale per la crescita, con maggioranza, opposizioni e parti sociali, questo sarebbe il vero segnale di apertura. Diametralmente opposto, bocciatura senza appello, il giudizio che arriva dal Nazareno ai quattro «pilastri» su cui il ministro dell’Economia poggia quella che dovrebbe essere la svolta italiana, la risposta alla crisi profonda in cui sta precipitando il Paese. Una retromarcia clamorosa che si consuma in 48 ore: si passa da un Berlusconi che garantisce nessun ritocco ai tempi della manovra, che …

"Anticipare questa manovra significa uccidere il Paese", di Bianca Di Giovanni

Intervista a Susanna Camusso. Il leader Cgil «Circa 24 miliardi reperiti eliminando gli sgravi per il lavoro e per la famiglia. Ai grandi patrimoni non si chiede nulla. È inaccettabile» Con questo governo, con questa manovra, non è possibile nessun patto sociale. Altro che coesione: loro fanno pagare sempre gli stessi e romponol’equilibrio sociale. Accade anche con l’ultima manovra, che noi non chiediamo affatto di anticipare, ma di cambiare ». Susanna Camusso smonta i troppo facili entusiasmi che qualche ministro (tipo Sacconi) ha espresso a margine dell’incontro del governo con le parti sociali. «Non ci hanno mostrato nessuna disconitnuità, anzi. Lo schema del governo è stato lo stesso di sempre». Per la leader Cgil c’è un’incapacità strutturale dell’esecutivo nell’affrontare la crisi mondiale: «Qualsiasi cosa facciano, sarebbero costretti ad ammettere che finora si sono sbagliati, cosa che non possono fare. Così stanno fermi». Intanto si diffondono voci di un intervento in pieno agosto e dopo qualche minuto piomba nello studio al quarto piano di Corso d’Italia la conferenza stampa del premier con il ministro del Tesoro. …

Il governo anticipa la manovra: "Pareggio di bilancio nel 2013", da www.lastampa.it

Berlusconi e Tremonti: la norma verrà inserita nella Costituzione. Il Parlamento cancella le vacanze d’agosto: Commissioni al lavoro. Nel piano anche liberalizzazioni e la riforma del mercato lavoro Manovra anticipata al 2013, modifica della Costituzione per introdurre direttamente nella Carta il principio del pareggio di bilancio, riforma del mercato del lavoro e liberalizzazioni. Sono questi «i quattro pilastri» su cui il governo interverrà per porre argine alla speculazione che da settimane ormai colpisce l’Italia. Dopo l’ennesima giornata di nervosismo a Piazza Affari e di estrema volatitilità dello spread tra Btp e Bund (arrivato a un nuovo record sopra i 400 punti base superando in negativo in rendimento dei Bonos spagnoli), dopo il pressing della Bce e dell’Unione Europea, il premier Silvio Berlusconi e il ministro dell’Economia Giulio Tremonti sono scesi in campo, affiancati dal sottosegretario Gianni Letta, per annunciare le contromisure «concordate» con i maggiori leader europei, in particolare Angela Merkel, che pur avendo molto apprezzato i contenuti della manovra italiana, aveva rilevato l’handicap di essere troppo “ritardata” nel tempo. Quattro pilastri dunque contro la …

"Pd pronto al confronto su cinque priorità", lettera di Pier Luigi Bersani a Il Sole 24 Ore

Gentile direttore, il mondo intero sta attraversando una crisi grave. Sono coinvolti gli Usa, l’Europa e anche i nuovi Paesi industrializzati. Non possiamo dimenticare tuttavia che noi abbiamo problemi strutturali con i quali l’Italia non fa’ i conti ormai da tempo. Partiamo da un punto di analisi, finalmente dopo tre anni! Il nostro problema non è solo di conti pubblici. Il nostro problema è nell’economia reale: recuperare produttività e crescita, rimontare una contrazione del Pil senza paragoni nella storia economica del Paese e senza paragoni in Europa, leggere fino in fondo il significato strutturale dell’andamento della bilancia commerciale. Da lì si parte con le cose da fare. Per noi, ci sono cinque cose da fare prima di ogni altra. 1. Riforma della Pubblica amministrazione con obiettivi di semplificazione, di risparmio, di efficienza su un arco di temi che va dalle istituzioni alle strutture amministrative, alle autorizzazioni, alle società pubbliche fino alla giustizia civile, passando per i costi della politica. 2.Riforma fiscale con obiettivi stringenti di recupero dell’evasione e di spostamento del carico dalla produzione alla …