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Letta: "Un nuovo governo entro Ferragosto. Il Pd è pronto", intervista a Enrico Letta di Maria Zegarelli

E stata la giornata più drammatica che l’Italia abbia`vissuto negli ultimi anni. La giornata in cui si è definitivamente chiarito che non è un’ossessione delle opposizioni ma un fatto che ormai ha assunto carattere europeo: le dimissioni di Silvio Berlusconi sono diventate la priorità per il Paese». Enrico Letta, vicesegretario Pd, a conclusione di un giovedì nero per le borse europee e per quella italiana ancora di più, traccia la linea da cui ripartire. C’è bisogno di un nuovo governo. Subito, entro ferragosto, «un Super Ciampi» perché oggi, spiega, l’Italia rischia come mai prima. Le borse vanno in tilt, Milano più delle altre. Che cosa sta succedendo? «Quello che è accaduto alle borse è strettamente legato al discorso del premier dell’altro giorno alle Camere. Il tonfo italiano in borsa, si parla di un meno 6% e le borse europee in difficoltà dimostrano come il problema Berlusconi abbia ormai assunto dimensioni che vanno oltre il nostro Paese. Sarei davvero curioso di sapere se Angelino Alfano è ancora convinto che i governi non li fanno i mercati». …

"La vendetta dei mercati", di Gianni Del Vecchio

Trichet vuole le riforme, intanto la Borsa segna il record negativo. «Soltanto gli organi di informazione hanno messo in campo una connessione tra il mio intervento al parlamento e il comportamento dei mercati. I mercati reagiscono per ragioni proprie che sono distanti sia dalla realtà economica che dalla politica. Sono figlio di un padre che aveva una grande esperienza, mi diceva della filosofia e delle ragioni che muovono le borse, che sono normalmente in contrasto con quelle che muovono l’economia. Ricordo una frase che diceva: le borse sono come un orologio rotto, due volte al giorno danno l’ora esatta ma per tutto il resto l’ora non è quella vera. Credo che questo tutti lo dovrebbero sapere». Silvio Berlusconi, parlando alle parti sociali ieri pomeriggio, come spesso gli capita ha detto una mezza verità e una bugia e mezza. La mezza verità riguarda la discrasia fra mercati finanziari ed economia reale. È un fatto consolidato che le borse seguano logiche diverse: i trader di solito cercano di anticipare il futuro e spesso si ritrovano a scommettere …

"L'imprenditore che non capisce l'azienda Italia", di Bill Emmott

La turbolenza dei mercati finanziari è tale da farci quasi dare ragione al presidente del Consiglio: l’Italia appare come la vittima di questa crisi, non come la sua causa. Perché in parte è vero: la crescita economica si sta indebolendo ovunque nel mondo ricco, l’America ha evitato il default del debito, ma solo attraverso un compromesso fragile e i governi della zona euro non sono riusciti a dare una soluzione esauriente al problema della Grecia, l’incapacità di rimborsare i propri debiti. Ma non siate troppo solidali con Silvio Berlusconi. L’Italia, o meglio il suo governo, ha la sua parte di colpa. Il presidente del Consiglio ha ricordato al Parlamento che lui è un uomo d’affari. Ma poi ha dimostrato di aver dimenticato ciò che un business di successo richiede: la conoscenza dei ricavi dell’azienda, il controllo dei suoi costi, e una gestione che abbia un piano strategico credibile. Nel suo attuale ramo d’impresa, e cioè il governo dell’Italia, egli non ha messo in opera nessuna di queste tre cose. Ecco perché l’Italia oggi è nell’occhio …

Crisi: da parte del governo drammatica sottovalutazione della situazione del Paese

Incontro tra le parti sociali, le opposizioni e il governo. Bersani: “Il Pd ha le sue proposte e si mette a disposizione di qualsiasi cosa sia utile al Paese” “La Crisi è grave, basta con le scappatoie”, è questo il richiamo che le parti sociali hanno rivolto oggi al governo nel corso dell’incontro collegiale sull’emergenza economica che gli imprenditori, i banchieri e le organizzazioni sindacali hanno avuto a Palazzo Chigi con Silvio Berlusconi. “Le riforme vanno fatte ora non a settembre”, hanno aggiunto i rappresentanti delle forze sociali . Il premier conta invece di portare un documento del governo in Parlamento a settembre. Dopo l’incontro con il governo, la delegazione degli imprenditori, dei banchieri e dei sindacalisti ha incontrato tutte le opposizioni parlamentari, Pd, Udc, Fli, Api, Idv presso la sala delle colonne, a Montecitorio. Emma Marcegaglia, presidente della Confindustria, ha illustrato il documento comune predisposto dalle forze sociali, per far uscire il Paese dalle difficoltà. Il Segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha illustrato le proposte del Pd, rilevando la forte sintonia con il …

"Le parti sociali: «Momento grave, no a scappatoie». Ma il premier parla di intercettazioni", da www.unita.it

«Il momento è grave: va affrontato con la massima determinazione senza cercare scuse o scappatoie». È il forte richiamo di imprese e sindacati al governo scritto nero su bianco nel documento comune con 6 priorità per la crescita presentato all’esecutivo al tavolo a palazzo Chigi. Le parti sociali sono quindi pronte a fare la loro parte per affrontare la grave crisi economica in atto, ma il governo deve prendere in mano la situazione e mettere in salvo il Paese dai rischi. «Per parte nostra – sostengono – siamo pronti ad assumerci tutte le responsabilità che la situazione richiede. Ma è il governo che deve prendere in mano il timone della politica economica e assumersi l`onere e la responsabilità di farci uscire da questa situazione». La gravità del momento, proseguono, «non consente pause». È quindi necessario convocare un Consiglio dei ministri straordinario per adottare misure urgenti per il rilancio dell’economia. «Noi siamo a disposizione nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. Riteniamo che – dicono – il Consiglio dei ministri debba assumere decisioni rapidamente e sottoporle …

"Un marziano a Roma. Ora la vendetta dei mercati?", di Francesco Lo Sardo

La Borsa arretra ancora. Marchionne: altrove il premier si sarebbe dimesso Sotto il cerone niente. Uno sfrontato inno all’immobilismo, persino al di sotto delle più pessimistiche aspettative. Niente nuove misure per la crescita, niente accelerazione sui tempi di intervento a riduzione del debito, niente liberalizzazioni, niente di niente. «Il governo governa. Il paese è politicamente ed economicamente solido. I nostri fondamentali vanno bene. Sono i mercati che non capiscono». E adesso si salvi chi può. In un’atmosfera surreale, col parlamento pronto ad andare in vacanza mentre si rincorrono i rumors di un assalto dei fondi internazionali che si scatenerebbe sull’Italia entro metà agosto e le voci non smentite di un consiglio dei ministri d’emergenza per tentare di fronteggiare la catastrofe, Berlusconi ieri ha messo in scena uno show disarmante: per un verso s’é definitivamente smaterializzato nel vuoto pneumatico di un discorso all’insegna della più inconcludente continuità, dall’altro ha ribadito di voler restare in sella fino al 2013. Frattini assiso a destra che si tiene su la testa a mezzo del dito indice piantato sotto il …

Bersani: "Facciano un passo indietro. E' necessaria una vera discontinuità"

L’intervento del segretario PD alla Camera in occasione dell’informativa del governo sulla crisi economica Clicca qui per vedere il vio dell’intervento. Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, o lei ha sbagliato discorso o ha sbagliato Parlamento. Siamo in Italia e non si può descrivere la nostra situazione con i tratti di un cielo azzurro con qualche nuvola, che adesso spazziamo via facilmente. Credo che l’unico merito del suo discorso sia stato quello di essere stato fatto a mercati chiusi, francamente. Mi ha impaurito il discorso di Alfano, perché non credo che ci sia più consentito, a proposito dei reciproci ruoli, di stare nella genericità. Avrei molti motivi di polemica riguardo alle cose che ha detto il Presidente, al modo in cui siamo stati trattati in questi tre anni a proposito delle proposte che non avremmo avanzato, alla sufficienza, all’arroganza. Ma voglio far forza a me stesso e non farò nessuna polemica, e quel che dovevo fare l’ho già fatto. Attualmente, ho un altro tono rispetto a quello del Presidente del Consiglio: o sono su Marte …