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"Il Cavaliere senza benzina", di Massimo Gramellini

Ormai non è nemmeno un problema politico. È un problema energetico. Nel momento meno adatto per lui, ma soprattutto per noi, Silvio Berlusconi ha esaurito la benzina. Non seduce e non indigna più. Annoia. Altro che nuovo predellino, questo è il discorso della sedia a dondolo: mancano soltanto la coperta sulle ginocchia e la papalina in testa. Purtroppo non sarebbe ora di andare a dormire, ma di svegliarsi e combattere. E invece non una parola d’ordine, un colpo di barra, un guizzo liberale. Il presidentetisana è completamente fuori contesto. Come se, sul cadavere di Cesare, Marcantonio avesse discettato sommessamente sulla stabilità del governo o, sotto le bombe naziste, Churchill avesse promesso agli inglesi un comitato interministeriale. Eppure speriamo che i mercati internazionali si limitino a leggerlo. Perché se per disgrazia vedranno anche le immagini, l’effetto sulle Borse potrebbe essere ancora più deprimente.

"Il cavaliere e i mercati tra Scilla e Cariddi", di Eugenio Scalfari

IL TOPOLINO partorito dalla montagna è estremamente gracile: sette miliardi e mezzo fuoriusciti dal Fas, il salvadanaio che avrebbe dovuto sostenere le Regioni meridionali e che è stato più volte manomesso e ridotto al lumicino dal ministro dell’Economia. Con sette miliardi e mezzo non si va lontano, tanto più che ci vorranno parecchi mesi per aprire i cantieri e assumere la manodopera necessaria. Ma ciò che rende grottesca questa trovata, la sola che ha dato un minimo di concretezza a quel discorso, è l’elenco delle opere e la loro tempistica. Nell’elenco appare niente meno che il completamento dell’autostrada e della ferrovia nel tratto Napoli-Salerno-Reggio. Sono trent’anni che se ne parla e ogni volta i governi l’hanno dato per fatto ma è ancora lì. Un Parlamento serio avrebbe dovuto seppellire con un’omerica risata quest’opera pubblica ballerina. E un’altra nello stesso elenco, da Bari a Napoli. Il presidente del Consiglio, presentando il topino, ha ricordato che quelle opere erano già state proposte dal governo alla Fiera di Bari dell’anno scorso. Fino a ieri erano finite non si …

"Parole in libertà", di Tito Boeri

Forse Berlusconi avrebbe fatto meglio a non parlare. In questi frangenti i discorsi vuoti sono peggio dei non discorsi. Aveva chiesto di parlare a mercati chiusi nutrendo l´aspettativa di annunci importanti, di segnali di svolta nelle politiche se non nelle persone. Ma questa volta non sono arrivati neanche gli annunci. Solo vuoti richiami alle parti sociali, l´ennesimo accenno al nuovo statuto dei lavori, di cui il ministro Sacconi parla da almeno sette anni senza aver mai presentato un progetto, e un vaghissimo riferimento a fusioni e aggregazioni di enti pubblici. Due conti possono essere utili per capire il pericolo che stiamo correndo. Ieri lo spread fra titoli di Stato decennali italiani e tedeschi era salito fino a 400 punti base: sul mercato si chiedevano rendimenti del 6,25 per cento per acquistare i nostri titoli di Stato, mentre i Bund alla stessa scadenza venivano comprati a poco più del 2,35 per cento. Per fortuna non dobbiamo pagare da subito questi interessi sul totale del nostro debito pubblico, ma solo sulle nuove emissioni e i nostri titoli …

Terremoto nella bassa modenese, interrogazione Pd

Colpiti edifici nelle frazioni di Quarantoli e San Martino Spino Il terremoto del 17 luglio scorso ha provocato danni anche nella bassa, in particolare nelle frazioni di San Martino Spino e Quarantoli del Comune di Mirandola. L’on. Manuela Ghizzoni chiede – in un’interrogazione alla presidenza del Consiglio – “come il governo intenda intervenire affinché possa essere ripristinata la piena sicurezza statica degli edifici colpiti dal sisma”. Verifiche sono state eseguite sulla scuola elementare di Quarantoli, sulla scuola elementare e media di San Martino Spino e sul barchessone vecchio, sempre a San Martino. Quest’ultimo edificio, risalente al 1800, è quello che ha risentito maggiormente del sisma, sopratutto al primo piano: le lesioni riguardano principalmente le travi di sostegno della copertura centrale. Rispetto agli edifici scolastici si registrano fessurazioni e danni al camino della centrale termica. Lesioni sono state rilevate anche in sei edifici privati e nella chiesa parrocchiale di San Martino Spino. “Viste le condizioni in cui versano le casse dei Comuni – conclude l’on. Ghizzoni – sarebbe auspicabile un intervento del governo per le opere …

"Cie, situazione critica: interviene il Prefetto", di Silvia Bonacini

E una delegazione Pd propone un tavolo permanente e l’istituzione dello sportello su diritti e lavoro. Istituire un tavolo permanente in Prefettura che coinvolga, attorno al Cie anche la società civile che ha maturato competenze specifiche e differenziate sul tema dell’immigrazione unendo sindacati, avvocati, mondo dell’associazionismo e del volontariato. Fra i primi obiettivi vi sono la realizzazione di uno sportello legale che dia consulenze in tema di diritti e lavoro e l’attivazione di un osservatorio che intensifichi le visite consolidando i rapporti con la Misericordia. Questa la proposta emersa all’atto della nuova visita della Deputata Manuela Ghizzoni (Pd) ieri accompagnata anche dal Consigliere provinciale e Presidente della consulta degli immigrati Fausto Cigni (Pd) in via La Marmora, sull’onda della movimentazione LasciateCi entrare del 25 luglio, attuata sul territorio nazionale per opporsi alla recente direttiva di Maroni. Allora si profilava ciò che ora è divenuto effettivo: la detenzione nei centri d’identificazione fino a 18 mesi. A Modena la situazione dei trattenuti cambia rapidamente: la metà di coloro che erano presenti allora sono stati rimpatriati. Attualmente vi …

"Africa, non bisogna chiudere gli occhi", di Mario Calabresi

Più di quarant’anni fa il mondo scoprì le immagini del Biafra: bambini denutriti, scheletrini con il pancione gonfio. Erano le grandi carestie a cavallo degli Anni 60 e 70 che sconvolsero l’Occidente. Quelle prime foto in bianco e nero portarono nelle nostre case il significato della morte per fame, della malnutrizione cronica, della siccità che distrugge ogni possibilità di sopravvivenza. Quelle stesse scene le avremmo riviste vent’anni dopo in Somalia, poi in Etiopia e pochi anni fa in Sudan. Allora l’Africa era lontana dalle nostre vite e molte volte in questi quattro decenni il mondo si mobilitò commosso portando aiuti e inviando dottori e medicinali. Oggi l’Africa arriva ogni giorno sulle nostre coste, la fame la potremmo leggere guardando i volti di chi attraversa il Mediterraneo stipato in un barchino e spesso perde la vita nel lungo viaggio, ma non sempre ci riusciamo: la paura dell’immigrazione, l’eccesso di immagini e la nostra crisi economica ci chiudono gli occhi. Ho parlato con un medico che ha combattuto la grande carestia del Corno d’Africa nel 1972 e …

"Massacrati a bastonate mentre urlavano per uscire. Sono morti come topi", di Francesco Viviano

Erano cinquanta, li hanno chiusi nella sala motori in uno spazio senza oblò, senza aria, al buio. Non c´era spazio per muoversi e quella botola non si poteva aprire perché sopra c´eravamo noi. Apriteci, liberateci gridavano e il capitano ci diceva: soffriranno un po´, ma vedrete che sopravviveranno. «Li hanno seppelliti vivi, li hanno ammazzati come cani i due scafisti: il “capitano” e la guardia armata di bastone, i due che avevano organizzato il viaggio». Sono le parole di uno dei superstiti dell´ultima tragedia del mare. Si chiama Paul, nigeriano, 24 anni, è il fratello di una delle vittime della carneficina che si è consumata a bordo del quindici metri partito da Tripoli e diventato tomba per 25 giovanissimi nordafricani (tra loro anche una donna). Paul è il fratello del ragazzo che, durante la traversata, è stato scaraventato in mare perché voleva liberare i 50 reclusi nella stiva, i disperati che stavano morendo asfissiati. «Morivano uno dopo l´altro, chiedevano aiuto perché volevano uscire da quel buco dov´erano stati stipati dagli scafisti appena siamo partiti dal …