"Amato: uno sforzo per la ricchezza di tutti. Penso all’una tantum", di Aldo Cazzullo
«È un avvio di ferie tra i meno sereni che io possa ricordare. Si incrociano i dubbi sul piano di salvataggio per la Grecia, il clima di nervosismo che viene dagli Stati Uniti, le difficoltà che l’Italia ha comunque, a prescindere dagli effetti del contesto in cui ci muoviamo» . Presidente Amato, si evoca il ’ 92. «Non è così. Le situazioni non si ripetono mai. Infatti questa è diversa. Mi colpisce che forse non c’è nel Paese una sufficiente consapevolezza sulle dimensioni del rischio che corriamo» . Sta dicendo che la situazione è più grave rispetto a qualsiasi precedente? «Il grande cambiamento di questi anni è che il debito sovrano, una volta sinonimo di debito garantito, non è più ritenuto affatto tale. Vale per gli Stati quello che vale per le banche: ce ne sono alcuni che forse sono troppo grandi per fallire (e ciò nondimeno c’è qualcuno che ha cominciato a chiedersi se anche gli Stati Uniti non possano fallire); e comunque per quelli di piccole e medie dimensioni il rischio esiste. Vent’anni …
