Tutti gli articoli relativi a: attualità

Legge elettorale. Dal PD una buona medicina per il sistema

Approvata a larghissima maggioranza la proposta di riforma elettorale nella riunione dei gruppi parlamentari di Camera e Senato. Lo schema prevede anche la parità di genere nella composizione delle liste e una serie di incompatibilità e ineleggibilità “Una buona medicina per il sistema, norme veramente salutari”: così il segretario del PD, Pier Luigi Bersani ha definito la proposta di riforma elettorale messa a punto dal Partito democratico che stamane è stata approvata a larghissima maggioranza (3 astensioni e 5 referendari che non hanno partecipato al voto) nella riunione dei gruppi parlamentari di Camera e Senato riuniti nella Sala della Regina di Montecitorio. La proposta che verrà depositata entro questa settimana al Senato è leggermente diversa da quella iniziale, nel senso che viene accresciuta la quota maggioritaria. All’inizio si prevedeva un sistema misto con il 65% dei collegi uninominali assegnati con doppio turno, una parte proporzionale pari al 30% e un diritto di tribuna del 5% dei seggi. La proposta approvata oggi semplifica il sistema prevedendo un 70% di maggioritario a doppio turno e un 30% …

Omofobia, affossata la legge. Fischi e urla a Berlusconi

L’aula di Montecitorio ha approvato, con 293 voti a favore (250 i contrari, 21 gli astenuti), le questioni pregiudiziali di costituzionalità presentate da Pdl, Lega Nord e Udc sulla proposta di legge per introdurre il reato di omofobia. L’assemblea ha dunque respinto per la seconda volta in due anni il testo del Pd. BERSANI: «UNA VERGOGNA» «È una vergogna, una delle pagine più brutte e spero che non passi inosservata», commenta il segretario del Pd. «Hanno tirato fuori un argomento inaccettabile contro una norma che combatte ogni tipo di discriminazione. Mi aspettavo che da parte del centrodestra ci fosse un po’ più di coscienza». Il Pdl non vota compatto a favore delle pregiudiziali di costituzionalità al disegno di legge contro l’omofobia. Santo Versace si unisce alle opposizioni e vota contro. Alcuni deputati si astengono e tra di essi due ministri – la responsabile delle Pari opportunità Mara Carfagna e il titolare dello Sviluppo economico Paolo Romani – e inoltre Claudio Scajola e altri 15 parlamentari (Abrignani, Barani, Bergamini, Carlucci, Cazzola, Cicu, De Girolamo, De Luca, …

"Cie, viaggio tra gli stranieri parcheggiati", di Silvia Bonacini

Un’ora di visita per la Deputata Manuela Ghizzoni (Pd) e Cècile Kyenge (1 marzo) al Cie nell’ambito della protesta “LasciateCIEntrare” promossa in opposizione alla circolare di Maroni che ne vietava l’accesso e alla Direttiva rimpatri che prolunga la permanenza fino a 18 mesi degli immigrati non identificati nei Cie. Alcuni dati del Cie. 58 presenze: tunisini, maschi. Il Questore Pinto: «si può temere la formazione di uno zoccolo duro perché la presenza è monocolore. Recepiamo la direttiva ma ne possiamo rimpatriare 5 in tutto il nord e 3 da qui: è convenienza di tutti diminuire i tempi di trattenimento». Fra maggio e giugno 99 trattenuti: 49 tunisini, 29 marocchini, altri da Albania, Algeria, Bangladesh, Ecuador, Ghana, India, Macedonia, Mali, Moldavia, Nigeria, Pakistan, Perù, Ucraina. In media fra i 26-30 anni. 24 provenivano dal carcere, 75 da irregolarità della Bossi Fini. Un tentativo di suicidio . Cie: una struttura carceraria divisa in sei blocchi con diversi ambienti interni comuni, totalmente spogli, dove anche i programmi televisivi, per ragioni di sicurezza, possono essere seguiti solo dietro ad …

"Il governo aiuta le famiglie con più tasse e meno servizi", di Marco Ventimiglia

La paradossale vicenda della restituzione del bonus bebè è l’ultimo “colpo” del governo alle famiglie. Dalla promessa non mantenuta del quoziente familiare allo smantellamento dei servizi e delle agevolazioni. Non accennano ad esaurirsi lo sconcerto e le polemiche relativi alla paradossale vicenda della restituzione del bonus bebè per i nati del 2005, innescata dalle lettere inviate dal ministero dell’Economia alle famiglie che non avrebbero avuto titolo a riceverlo poiché percepivano un reddito complessivo superiore a quello massimo previsto, 50.000 euro. Una missiva che non solo chiede la restituzione dei mille euro ma intima il pagamento di una sanzione amministrativa tremila euro da effettuarsi solo dopo «che il giudice penale si sarà pronunciato in merito alla punibilità della falsa autocertificazione». Un salasso, accompagnato dalla spiacevole prospettiva di subire un procedimento giudiziario, che riguarda ben ottomila famiglie, anche se sulla cifra crescono i dubbi. Sull’argomento basta una rapida navigazione sulWeb, ancora una volta motore della protesta, per rendersi conto che i numeri potrebbero essere maggiori. Vicenda paradossale, si è detto, anche perché riaccende i riflettori sul provvedimento …

"Una legge sui bilanci dei partiti", di Pier Luigi Bersani

Caro Direttore, ci si chiede se i recenti fatti giudiziari mettano in discussione qualcosa della natura del Partito democratico. Voglio rispondere con chiarezza. Noi non rivendichiamo una diversità genetica. Noi vogliamo dimostrare una diversità politica. In primo luogo, a proposito dell`inchiesta di Monza così come in ogni altra occasione, noi diciamo: la magistratura faccia serenamente e fino in fondo il suo mestiere. Abbiamo fiducia nella magistratura. Confidiamo che Penati possa vedere presto riconosciuta l`innocenza che rivendica con forza. Intanto, Penati ha fatto con correttezza e responsabilità un passo indietro. Questo è infatti il nostro secondo criterio: in caso di inchieste le istituzioni e il partito, in attesa che le cose si chiariscano, non devono essere messi in imbarazzo e devono poter agire in piena serenità. I nostri principi sono dunque: fiducia nella magistratura, rispetto assoluto delle istituzioni, presunzione di innocenza secondo il principio costituzionale. Teniamo altresì fermo ii principio secondo il quale, verificata l`assenza di “fumus persecutionis” un parlamentare è un cittadino come gli altri. Se le leggi vanno cambiate, si cambiano. Finché ci sono …

"Lacrime e sangue la manovra ingiusta", di Nadia Urbinati

Quante manovre ancora e per giungere dove? Qual è la direzione delle politiche economiche delle democrazie occidentali più o meno consolidate? I livelli di riflessione che queste domande suggeriscono sono due, uno relativo ai caratteri delle specifiche scelte nazionali e uno relativo alla dimensione globale o, se si vuole, sovrannazionale. A proposito del primo livello, osserviamo che le manovre si ripetono a scansione regolare perdendo il carattere di eccezionalità con il quale sono proposte, giustificate e approvate. Inoltre, si assomigliano un po´ tutte. Se si va a rileggere quanto scrivevano quotidiani e riviste specialistiche nel giugno 2010 a commento della manovra economica del governo per i successivi due anni e mezzo, ci si accorge che anche allora si usava l´espressione “lacrime e sangue”. Come allora, anche in questi giorni in occasione della nuova manovra “lacrime e sangue”, si è assistito a un dualismo altrettanto e forse più radicale con un “gioco” che ha certamente agevolato la velocità della decisione. Come allora, anche questa volta, la manovra ha dosato sacrifici in proporzione alla forza politica dei …

Facciamo il miracolo di salvare la Somalia", di Ban Ki-Moon

Il segretario Onu e la carestia: nel Corno d’Africa 12 milioni rischiano la vita. Dappertutto nel Corno d’Africa la gente sta morendo di fame. Una combinazione catastrofica di guerra, prezzi alti e siccità ha lasciato più di 11 milioni di esseri umani in uno stato di bisogno disperato. Per mesi le Nazioni Unite hanno lanciato l’allarme. E se a lungo abbiamo evitato di usare il termine carestia, mercoledì abbiamo ufficialmente riconosciuto lo stato di cose, frutto di un’evoluzione rapidissima. C’è carestia in molte parti della Somalia. E si sta espandendo. È un avvertimento che non possiamo ignorare. Ogni giorno mi giungono resoconti agghiaccianti dal terreno. Rifugiati somali, con il loro bestiame, le loro capre, morti di sete, si sottopongono a marce di settimane per cercare aiuto in Kenya e Etiopia. Giovani spesso destinati ad arrivare orfani, soli, terrorizzati e sottonutriti, in una terra straniera. Dalla Somalia giungono storie di famiglie che hanno assistito alla morte dei loro figli, a uno a uno. Una donna è arrivata di recente in un campo delle Nazioni Unite a …