"L'egoismo padano", di Gad Lerner
La Lega incarognisce e comincia a dare il peggio di sé. Sgominata nel Nord che sognava già suo; asserragliata nel governo di Roma ove s´è distinta solo per lottizzazione e clientelismo; incapace di emanciparsi dal Capo che non ne azzecca più una; scattano in lei i riflessi pavloviani dell´egoismo territoriale. I confini della Padania immaginaria che nella fase espansiva si fantasticavano estesi fino all´Umbria e alle Marche, ora vengono ristretti alle ridotte pedemontane; all´antimeridionalismo delle origini; alla ricerca, un quarto di secolo dopo, dell´impossibile revival purificatorio. Dàgli ai napoletani, allora! Con becero compiacimento i gerarchi incanutiti sogghignano dell´emergenza rifiuti campana e giocano a boicottare il decreto governativo che ne consentirebbe lo smaltimento in altre regioni, già pronte a trattarli. Piace loro, nel centocinquantenario della nazione, riprodurre la dinamica degli staterelli preunitari. Alla faccia di un federalismo solidale in cui non hanno mai creduto, sposano la burocrazia delle dogane e delle frontiere interne alla penisola. Il loro giornale titola soddisfatto: «Napoli soffoca nei rifiuti ed è senza vie d´uscita». Si arrogano il merito di far soffrire …
