Tutti gli articoli relativi a: attualità

"L'egoismo padano", di Gad Lerner

La Lega incarognisce e comincia a dare il peggio di sé. Sgominata nel Nord che sognava già suo; asserragliata nel governo di Roma ove s´è distinta solo per lottizzazione e clientelismo; incapace di emanciparsi dal Capo che non ne azzecca più una; scattano in lei i riflessi pavloviani dell´egoismo territoriale. I confini della Padania immaginaria che nella fase espansiva si fantasticavano estesi fino all´Umbria e alle Marche, ora vengono ristretti alle ridotte pedemontane; all´antimeridionalismo delle origini; alla ricerca, un quarto di secolo dopo, dell´impossibile revival purificatorio. Dàgli ai napoletani, allora! Con becero compiacimento i gerarchi incanutiti sogghignano dell´emergenza rifiuti campana e giocano a boicottare il decreto governativo che ne consentirebbe lo smaltimento in altre regioni, già pronte a trattarli. Piace loro, nel centocinquantenario della nazione, riprodurre la dinamica degli staterelli preunitari. Alla faccia di un federalismo solidale in cui non hanno mai creduto, sposano la burocrazia delle dogane e delle frontiere interne alla penisola. Il loro giornale titola soddisfatto: «Napoli soffoca nei rifiuti ed è senza vie d´uscita». Si arrogano il merito di far soffrire …

"Dirigenti arrestati, la folla assedia il Comune: fuori i ladri", di Francesco Alberti

L’ultima scena del festival delle mazzette in salsa parmigiana, con dirigenti comunali a mungere le casse pubbliche per autofinanziarsi la sistemazione del giardino di casa o la ristrutturazione della villetta al mare, è la gente in piazza, alle otto della sera, a tirare monetine contro il palazzo municipale. Urla, slogan e fischi sotto i Portici del Grano: «Vignali dimettiti da sindaco: vergogna, vergogna» . Centinaia di persone confluite spontaneamente in strada sull’onda del tam tam e di un’inchiesta che ha portato in galera per corruzione 11 persone (tra cui il capo dei vigili urbani e i due principali collaboratori del sindaco), facendo emergere, parole degli inquirenti, «un sistema di tangenti complesso e una sorprendente propensione a delinquere dei dirigenti» . Serata da brividi, dopo una giornata di fango e veleni. «Fuori i ladri dal municipio!» , gridano giovani e anziani. Due assessori fanno capolino alle finestre e si beccano il segno delle manette. Polizia e carabinieri proteggono l’ingresso del palazzo comunale. Vola qualche spintone. Dentro, in quelle stanze passate al setaccio dalla Finanza, si celebra …

"Il bavaglio del potere contro l'informazione", di Giovanni Valentini

Non sarà certamente il “caso Bisignani”, il faccendiere agli arresti domiciliari per favoreggiamento, a farci scoprire adesso che “l´informazione è potere”. E sappiamo pure che può essere un contro-potere, se svolge il compito di controllare il potere costituito in nome e per conto della pubblica opinione, come spetta alla libera stampa. Ma la vicenda imperniata sull´ambigua figura di Luigi Bisignani e su quella ancora più equivoca dell´ex magistrato Alfonso Papa, il deputato del Pdl per il quale gli inquirenti hanno chiesto l´arresto, dimostra che l´informazione può diventare anche un anti-Stato. O meglio un contro-Stato, come mi corregge dopo un intervento televisivo l´amico “libertario” Luciano Lanza, alludendo a chi combatte l´organizzazione statale esistente per sostituirla con un´altra forma organizzativa di Stato. Vale a dire, nel caso specifico, un´attività di condizionamento delle istituzioni per orientarne e influenzarne le scelte: dal governo al Parlamento e alla magistratura, fino al sistema dei media e in particolare alla Rai. Proprio questo era, in base alle accuse delle magistratura, l´obiettivo fondamentale della ragnatela di rapporti e relazioni intessuta da Bisignani, per …

"Le carceri italiane dimenticate dalla legge", di Adriano Prosperi

«Quello della giustizia e della sua appendice carceraria è il tema principe della crisi del Paese»: così, parola più parola meno, sembra che abbia detto il ministro Angelino Alfano a Marco Pannella ricoverato per le conseguenze di un durissimo sciopero della fame e della sete sui problemi del carcere. Dispiace non poter essere d´accordo col ministro. Le sue parole sono un bell´esempio dell´arte del politico di mestiere di cambiare le carte in tavola. Il «tema principe» del Paese, cioè il problema dei processi di Berlusconi, non ha niente a che spartire con la questione carceraria. No, il carcere non è un´appendice del problema della giustizia, è “il” problema. Lo è in assoluto: noi non abbiamo per fortuna la pena di morte, ma abbiamo carcerazioni di una lunghezza tale da esserne l´equivalente. Eppure si dice che la gente chiede pene sempre più dure: sarà vero? Di fatto c´è solo che nel Paese non c´è un´emergenza criminalità. Tutte le statistiche dicono che in Italia il numero dei reati è fermo da anni. Eppure cresce di continuo l´affollamento …

"Chi ha paura della patrimoniale?", di Nicola Cacace

Dopo il banchiere cattolico Pellegrino Capaldo, l’industriale Carlo De Benedetti, il presidente dei commercialisti Claudio Siciliotti e Giuliano Amato, è stato Luigi Abete, come presidente di Assonime a tornare sul tema patrimoniale, «componente essenziale della necessaria riforma tributaria» (Il Sole 24 Ore del 22 giugno). Patrimoniale, parola tabù per il centrosinistra parlamentare che attribuisce alla sua incauta evocazione la causa prima di passate sconfitte. Tabù condiviso anche da Abete che dice: «Non la si deve chiamare patrimoniale, bensì Ctc, contributo per trasparenza e crescita», definizione irrisa da Roberto Perotti che scrive il giorno dopo (il Sole 24 Ore, 23 giugno): «Alcuni vogliono finanziare la riforma con una patrimoniale, anche se si illudono di chiamarla con altro nome». I fautori della patrimoniale partono dalla doppia constatazione che l’Italia è l’unico grande Paese europeo senza una imposta sui patrimoni e che “se il convento è povero, i frati sono ricchi”, avendo l’Italia il terzo debito pubblico del mondo, 1800 miliardi, 120% del Pil, ma anche una delle più grandi ricchezze private delle famiglie, (immobiliare e finanziaria), stimata …

"Gli strateghi del Nulla", di Paolo Leon

Occorrerebbe fare chiarezza sulla politica economica, dove si sovrappongono diverse voci, molti giudizi e qualche minaccia. Cominciamo da Berlusconi, che ha tracciato un programma insensato, perché mentre continua ad esprimere un giudizio positivo sulle politiche del governo, contemporaneamente riconosce la necessità di una manovra per lo sviluppo che evidentemente non c’è. Poiché la scarsa crescita è con noi da tempo, occorre dedurne che Berlusconi crede oggi che l’«aver messo in ordine i conti» non aveva alcun riferimento con lo sviluppo: avrebbe ragione, naturalmente, come ogni volta che si pratica la strategia dei due tempi (prima i sacrifici, poi lo sviluppo) ma allora, fin dall’inizio della legislatura, avrebbe dovuto mettere in campo politiche di sviluppo e ordine nei conti. Era un programma necessario, anche per evitare che l’austerità di Tremonti si riflettesse negativamente sulla ripresa economica, ed era politicamente fattibile data l’enorme maggioranza della destra in Parlamento. L’attuale perdita di credibilità del governo sta proprio nell’angustia di quel disegno. Adesso, promettere qualcosa sullo sviluppo, per esempio con qualche cervellotica operazione sulle aliquote dell’Irpef, compensata forse da …

"Scontro sulla legge bavaglio. Alfano: sulla P4 nessun reato e intercettazioni inutili", di Alberto D'Argenio

Il Pdl preme sull´acceleratore per approvare la legge sulle intercettazioni. Il governo vuole il sì entro luglio e rispolvera il testo Mastella. Il Guardasigilli attacca i pm dell´inchiesta sulla P4 definendo «irrilevanti penalmente» le conversazioni registrate. Per il presidente della Camera Gianfranco Fini «il decreto-bavaglio sarebbe incostituzionale». E Napolitano sarebbe pronto a fermarlo. Nuovo scandalo, nuova legge bavaglio. E questa volta quanto prima. Sommerso dalle intercettazioni sulla P4 il governo studia un provvedimento da approvare in fretta e furia per mettere fine alla possibilità di rendere pubblici i particolari delle inchieste, a partire da quella di Napoli che sta facendo tremare i palazzi del potere. Lo certifica Fabrizio Cicchitto: «Quello che sta avvenendo è semplicemente scandaloso», dice il capogruppo del Pdl alla Camera che tra l´altro attacca anche l´editore del gruppo Espresso, Carlo De Benedetti. Il Pdl è sul piede di guerra e lo si capisce dalla mobilitazione dei suoi. Parla il Guardasigilli (e segretario in pectore del partito di Berlusconi) Angelino Alfano per dire che «le intercettazioni che leggiamo oltre a non essere penalmente …