Tutti gli articoli relativi a: attualità

"C´è un abuso di contratti a termine", di Roberto Mania

Tremonti cerca un´intesa con industriali e Cgil: limite agli atipici ma più patti aziendali. Più accordi aziendali al posto di quelli nazionali e meno abusi sui contratti a termine. Giulio Tremonti, ministro dell´Economia, lo definisce «una forma di abigeato», per dire che sta compiendo un´invasione di campo, ma la sua, in realtà, è la proposta di uno scambio che mira a tirare dentro la partita fisco-lavoro anche la Cgil di Susanna Camusso. Tremonti parla a Santa Margherita Ligure al convegno dei Giovani di Confindustria, ottiene il consenso della leader degli industriali, Emma Marcegaglia, ma pensa soprattutto di incunearsi così nel fortino di Corso d´Italia, sede del sindacato rosso. E´ la prima mossa politica, fuori dal circuito governo-maggioranza, che compie Tremonti per realizzare la sua riforma fiscale. Quasi un passo propedeutico. Di certo significativo perché il ministro dell´Economia, al di là dei vincoli di bilancio, vuole cambiare le regole fiscali senza scontri sociali. Cerca il consenso di tutti, quasi un «patto tra produttori» vecchio stile per abbassare le tasse su chi lavora. La Cgil diventa allora …

"Un altro passo indietro per le donne italiane", di Daniela Del Boca e Letizia Mencarini

Dal Rapporto annuale Istat per il 2010 emerge come la condizione delle donne italiane nel mercato del lavoro sia ulteriormente peggiorata nell’ultimo triennio. Scende il tasso di attività femminile, già prima bassissimo. Lo svantaggio aumenta ancora per le madri, che spesso lasciano il lavoro alla nascita del primo figlio e non sempre per libera scelta. L’altra faccia della scarsa partecipazione delle donne al mercato del lavoro è il sovraccarico di lavoro familiare. Pochi i servizi offerti dalle strutture pubbliche, la famiglia è tutt’oggi una irrinunciabile fonte di aiuto. I dati riportati dal Rapporto annuale Istat relativo alla situazione del paese nel 2010 mostrano come la condizione delle donne italiane nel mercato del lavoro sia ulteriormente peggiorata nell’ultimo triennio, invece di migliorare. (1) Nel triennio 2008-2010, il tasso di attività femminile (misurato dai 15 ai 64 anni) è passato dal già bassissimo 47 per cento del 2008 al 46,1 per cento del 2010. Si è tornati indietro, sui livelli di dieci anni fa, sempre più lontani da quegli obiettivi di Lisbona che chiedevano (per rendere l’Unione …

"Decreto legge n. 70: le proposte di modifica del Pd sul precariato scolastico", di Giovanni Bachelet e Manuela Ghizzoni

L’articolo 9 del cosiddetto Decreto sviluppo (A.C n.4357) al comma 17 prevede “la definizione di un piano triennale per l’assunzione a tempo indeterminato, di personale docente, educativo ed ATA, per gli anni 2011-2013, sulla base dei posti vacanti e disponibili in ciascun anno, delle relative cessazioni del predetto personale e degli effetti del processo di riforma previsto dall’articolo 64 della legge 6 agosto 2008, n. 133”. Si tratta di una proposta che non affronta e anzi elude il problema del superamento effettivo del precariato scolastico. Si tratta di un’ ipotesi mistificatoria e propagandistica che: 1) non indica in alcun modo il numero delle nomine di Docenti e di ATA da effettuare nel prossimo anno scolastico e nei seguenti; 2) mantiene in vita il sistema autorizzatorio vigente delle nomine a tempo indeterminato che consente al governo di imporre qualsiasi soluzione quantitativa rispetto alla reale consistenza degli stessi posti disponibili e vacanti; 3) affida la definizione di tale piano ad un’ incerta, sessione negoziale concernente “interventi in materia contrattuale per il personale della Scuola”. L’incertezza deriva dai …

"Al voto, al voto! Prima il Sì, poi il mare", di Nicla Vassallo, Nadia Urbinati e Francesca Rigotti

Al voto! Al voto! Popolo tutto, cittadine e cittadini, domenica 12 e lunedì 13, esercitiamo il nostro diritto sovrano. Noi tre filosofe non andremo al mare (ricordate Bettino Craxi?) ma eserciteremo il nostro diritto di voto, riconosciutoci tardivamente ma pur sempre a nostra disposizione, ben conoscendo il privilegio di poter votare. E intanto faremo pure il nostro dovere, che non guasta, come ha opportunamente ricordato il presidente Napolitano, nel rispetto dell’articolo 48 della nostra bella Costituzione che afferma che l’esercizio del voto, oltre che un diritto, come è un diritto votare per il referendum, art. 75, è “un dovere civico”. Dopo aver raccolto firme per annullare delle leggi ingiuste o contrarie al nostro interesse (nonostante quel che sostengono i nostri rappresentanti eletti), ora bisogna completare l’opera e non lasciare cadere la nostra vera opportunità. Tra i quesiti, uno riguarda il “legittimo impedimento” – l’obbrobrio siglato padrone Berlusconi: per i suoi unici interessi da difendere pure contro la legge (pare l’abbia violata a più riprese la legge) vuole che per lui non valgano le stesse leggi …

"Un ministro che dimentica i giovani", di Raffaella Cascioli

Sempre in affanno il ministro dell’economia: stavolta è accusato dagli industriali. Incassato un sofferto sì per il close to balance entro il 2014 da un premier sempre più solo, il ministro dell’economia Giulio Tremonti è al lavoro sulla legge delega per la riforma fiscale. Una riforma che, stando al grido d’allarme lanciato ieri dal presidente dei giovani di Confindustriali, rischia di dimenticare le nuove generazioni. Una riforma che è stata annunciata dal premier entro l’estate e che si reggerà su tre pilastri: il riequilibrio del prelievo dalle persone alle cose, la revisione degli scaglioni dell’Irpef con la riduzione dell’aliquota più bassa e la “potatura” delle detrazioni. Il meccanismo, già peraltro collaudato con la legge delega sul federalismo fiscale, è quello di collezionare enunciazioni di principio entro le quali si dovranno muovere i decreti delegati non scoprendo, su questo Tremonti è stato irremovibile, il fianco ai numeri o alle quantificazioni delle risorse. Il ministro su un punto non pare cedere: la riforma sarà a gettito invariato. E come avrebbe potuto fare diversamente il “povero” ministro che …

"La road map del quorum", di Gianni Del Vecchio

Raggiungere quota 25 milioni significa portare alle urne anche la destra, «Arrivare al quorum è come scalare una montagna, ma stavolta siamo lì, la cima è a portata di mano». Mai come stavolta la metafora usata dal segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, è azzeccata, per entrambi i concetti evocati. A cominciare da quanto sia difficile portare domani e dopodomani mezza Italia alle urne. Il numero magico da raggiungere, stando alle cifre fornite dal Viminale, è 25.209.345 ossia la metà più uno degli italiani, sia quelli residenti nei confini nazionali sia quelli all’estero. Cosa tutt’altro che agevole, se si gioca un po’ con i numeri. Prendiamo ad esempio le elezioni europee del 2009, quando andarono al voto due italiani su tre. Ebbene, se si fa la somma algebrica delle preferenze prese dall’opposizione a questo governo, che oggi spinge i propri elettori ad andare alle urne, siamo ben lontani dalla soglia necessaria. Pd, Idv, le due sinistre radicali (Federazione della sinistra e Sel) e Udc si fermarono sotto i quindici milioni di voti, a dieci milioni …

"Italia, il vento è cambiato", di Agostino Giovagnoli

In Italia “il vento è cambiato”. L´immagine del vento – evocata di frequente nelle ultime settimane – sembra la più appropriata per indicare un cambiamento di cui non sono ancora del tutto chiare origini, intensità e direzione. Si intuisce che viene da lontano ed è stato preparato da eventi come l´elezione di Barak Obama e la crisi finanziaria nel 2008, la primavera araba e, persino, il terremoto in Giappone nel 2011. Ma ci sono anche cause più vicine, dentro la situazione italiana. Da qualche tempo, infatti, la società civile si è rimessa in movimento, con gli studenti che rivendicano il diritto allo studio e alla ricerca, le donne che respingono le semplificazioni della volgarità, la maggioranza degli italiani che festeggia senza retorica centocinquanta anni di unità nazionale, il ritorno al confronto sui problemi del lavoro e della precarietà. Dentro l´esigenza di cambiamento si sono ritrovati – solo in parte, ma non casualmente – anche la Chiesa e i cattolici. Chi non ha gradito questa partecipazione ha creduto di poter individuare specifiche responsabilità. È il caso, …