"Le centrocampiste del welfare", di Dario Di Vico
Del Rapporto annuale dell’Istat presentato ieri si possono fare due usi. Il primo è quasi scontato. Il presidente Enrico Giovannini, economista e statistico di rango, non ha usato i guanti di velluto e ci ha fornito una fotografia impietosa della situazione economica e sociale del Paese. La gallery dei dati Istat abbraccia un periodo di tempo sicuramente più lungo della legislatura in corso ma non c’è dubbio alcuno che quella raffica di numeri impallina, al netto della crisi, il governo in carica, concorre a rafforzare l’opinione che l’esecutivo guidato da Berlusconi sia pienamente responsabile dell’accresciuta vulnerabilità del Paese. Questo, dunque, è il primo utilizzo che si può fare del lavoro dell’Istat e l’opposizione ieri vi ha fatto ampiamente ricorso, incoraggiata nei suoi raid anche dagli imbarazzati commenti degli uomini di governo. Ma pagato il (quotidiano) tributo alla rissosità della vita politica italiana e alla contingenza elettorale, c’è un altro uso — diciamo economico-scientifico— che si può fare delle analisi e delle parole di Giovannini. Grazie all’autorevolezza dell’Istat e del suo presidente si può cominciare a …
