I 12 milioni di archeo tesori «sconosciuti», di Sergio Rizzo
La Corte dei conti: dati confusi, manca un archivio centrale aggiornato. Come si fa a gestire il più grande patrimonio archeologico del pianeta senza avere nemmeno un’unica banca dati? La domanda va girata a Giancarlo Galan. Il quale, per capire in quale guaio si è cacciato accettando il trasloco dal ministero dell’Agricoltura a quello dei Beni culturali per fare spazio al «responsabile» Francesco Saverio Romano, farebbe bene a leggere con attenzione l’ultimo rapporto della Corte dei conti sui nostri siti archeologici. Scoprirebbe, se già non l’ha saputo, che l’Italia, ovvero il Paese che «ha regalato al mondo il 50 per cento dei beni artistici tutelati dall’Unesco» , secondo una personalissima stima di Silvio Berlusconi comunicata dal premier a tutto il mondo attraverso uno spot per promuovere la nostra claudicante industria turistica, non è in grado di conoscere con un clic, come sarebbe oggi normale, la situazione aggiornata dei propri luoghi: manutenzione, scavi, visitatori… eccetera. E questo al di là della clamorosa «svista» , chiamiamola così, di Berlusconi: i siti italiani tutelati dall’Unesco sono 45 su …
