"Prepotenza mediatica", di Giancarlo Bosetti
Si può accettare quel che sta accadendo in questa campagna elettorale come un normale surriscaldamento dei toni? La maggioranza e il suo premier beneficiano di una «sovraesposizione» tale da richiedere un «immediato riequilibrio» – ha detto l´AgCom multando il direttore del Tg1 – ma tutto quel che sa di equilibrio diventa un pensiero alieno, un´attitudine esotica, un´utopia, nel clima di ordinaria prepotenza che domina in casa nostra. Il Cavaliere straripa nelle radio locali e nazionali. Oggi avrà la festa scudetto in diretta, lunedì trasformerà, grazie a tutti o suoi media, le dichiarazioni spontanee al processo Mills in uno show e in un memento (ancora sulle «metastasi» dei palazzi di giustizia?) per mobilitare gli elettori ritardatari e distratti. Alle sproporzioni si aggiunge l´insulto ordinario (quelli che votano per gli altri sono stati promossi quest´anno a «sprovveduti») o quello infamante, magari basato su una bugia (la Moratti con Pisapia), ma nel dubbio l´errore viene promosso a strategia, a «spin» aggressivo, pur privo questa volta di «doctors» a tenere la regia; dunque non deve essere corretto, guai, ma …
