Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Mezzo milione di lavoratori in cig. Persi 895milioni in busta paga", di Giuseppe Vespo

Nuova impennata della cassa integrazione: a marzo il ricorso alla «cig» è cresciuto del 45,1 per cento, tra ordinaria, in deroga e straordinaria, sul mese di febbraio. Si parla di oltre 102milioni di ore di riposo forzato per più di 455mila persone (oltre150mila sono in cassa in deroga, quella accordata con le Regioni e della quale usufruiscono anche le piccole imprese). Mancato lavoro che, secondo i calcoli della Cgil che ha elaborato i dati Inps, si è tradotto per mezzo milione di lavoratori in duemila euro in menoin busta paga solo nei primi tre mesi dell’anno (nel complesso, sono stati persi 895milioni di euro in busta paga). Numeri che «rilanciano le ragioni alla base dello sciopero generale del prossimo 6 maggio», dicono in Corso Italia. Più nello specifico, secondo il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere, «il massiccio ricorso alla cig continua ad evidenziare la grave e persistente crisi produttiva: ancora molte, troppe, vertenze – sostiene il sindacalista – non sembrano trovare uno sbocco risolutivo, come dimostra l’esito della vicenda Vinyls. Serve una svolta urgente …

"La maggioranza lontana dalla democrazia", di Stefano Rodotà

Siamo di fronte ad una aggressione continua, manifestazione pericolosa di una ossessione quotidiana di un presidente del Consiglio che, privo da sempre del senso delle istituzioni, affida la propria sopravvivenza alla riduzione d´ogni istituzione ad un cumulo di macerie. La sua furia si nutre di insinuazioni, minacce, aggiunge all´attacco alla magistratura, abituale oggetto polemico, un nuovo affondo contro la scuola pubblica. In questi giorni la Repubblica italiana sta prendendo congedo dall´Europa e dalla sua stessa Costituzione. Sta così tagliando le proprie radici. Non siamo solo di fronte ad una crisi istituzionale e politica, pur profondissima. Sprofondiamo in un tunnel oscuro, diviene sempre più evidente una “tirannia della maggioranza” ben al di là dei timori manifestati da Alexis de Tocqueville, perché la perversa legge elettorale maggioritaria e la sciagurata deriva verso il bipolarismo hanno separato i “designati” dai cittadini, hanno fatto perdere al Parlamento la sua virtù rappresentativa. Ha scritto un filosofo liberale, Ronald Dworkin, che «l´istituzione dei diritti è cruciale perché rappresenta la promessa della maggioranza alla minoranza che la sua dignità ed eguaglianza saranno …

"Indignarsi non basta adesso impegnatevi", intervista a Stèphane Hessel di Tonia Mastrobuoni

A colloquio con il 94enne autore del pamphlet che dopo la Francia sta conquistando l’Italia, oggi a Torino per Biennale Democrazia. «Accontentarsi è pericoloso, la “relativa felicità” e la “relativa soddisfazione” uccidono l’indignazione». Dalla sua casa parigina Stéphane Hessel scandisce le parole lentamente, a quasi 94 anni c’è poco tempo per i malintesi e questo concentrato di virtù novecentesche ci tiene al suo messaggio, al suo Indignatevi! . Nulla di messianico, come qualcuno ha tentato di far credere, un’esortazione piuttosto, che al telefono sintetizza così: «Ho scritto un libro perché avevo la netta sensazione che si stesse camminando nella direzione sbagliata e volevo esortare i giovani a cambiare rotta, a riprendere quella giusta. Riscoprendo i valori della Resistenza che mi hanno formato». Così è nato, alla fine dell’anno scorso, un minuscolo pamphlet ( Indignez-vous! ) che ha immediatamente scalato le classifiche in Francia spodestando Houellebecq e superando a oggi il milione di copie (in Italia da quando è uscito per i tipi di Add, a febbraio, sono già 50 mila). Oggi Hessel sarà ospite della …

Intervista a Gerardo D’Ambrosio «La democrazia è in pericolo come negli anni di piombo», di Andrea Carugati

Sentire il presidente del Consiglio che paragona i giudici all’eversione mi fa venire i brividi lungo la schiena», dice il senatore Pd Gerardo D’Ambrosio, che da magistrato per lunghi anni ha indagato su terrorismo e stragi. «Negli anni di piombo avevamo paura per la tenuta della nostra giovane democrazia. La stessa forte preoccupazione che avverto oggi, davanti a un pericolo diverso ma forse più insidioso. Senza accorgercene, rischiamo di finire in uno stato autoritario». Perché più insidioso? «Perché è un rischio molto più difficile da combattere. Negli anni di piombo il pericolo si vedeva e ci fu una reazione popolare molto forte. Penso alle mobilitazioni dopo la strage di piazza Fontana, alla reazione di popolo che seguì l’omicidio di Emilio Alessandrini. La gente scese in piazza spontaneamente e stroncò i disegni autoritari. E fu l’inizio della fine del terrorismo». E oggi, invece? «Oggi non c’è una reazione popolare paragonabile al rischio che stiamo correndo. Anzi, si assiste a manifestazioni sotto il palazzo di Giustizia di Milano che inneggiano a Berlusconi che attacca i giudici. Sono …

Bersani: PD il pilastro per la riforma repubblicana

Bersani: PD il pilastro per la riforma repubblicana Un po’ di crescita e un po’ di giustizia in più è l’unico modo per ricominciare a pensare di essere un paese solo. La leadership non può contare più delle istituzioni, dei partiti e dei singoli individui. “Siamo il partito della Costituzione e dell’Unità d’Italia. Vogliamo essere il partito del secolo nuovo, una sintesi tra tradizioni e innovazione. Ma per essere questo rifugiamo dai nuovismi. Nessun albero può dare frutti se si tagliano le radici”. Così Bersani ha introdotto il suo intervento durante l’iniziativa “150. Con l’Italia. Tutta intera”. Per il leader democratico “c’è bisogno di un maggiore radicamento del pensiero se si vuole creare un orizzonte di cambiamento. Dobbiamo lavorare per unire politica e pensiero su basi nuove. Una sintesi tra valori costituzionali e valori patriottici: un’energia positiva e vitale”. “Noi siamo a nostro agio nell’anniversario dei 150 anni d’Italia e notiamo che questo non è accaduto per la destra. Non si confonda il patriottismo con la sua degenerazione nazionalista dei primi del 900; il patriottismo …

"La politica curi la sua malattia", di Giuliano Amato

L’uscita di Emma Marcegaglia sulla solitudine degli imprenditori ha provocato una pluralità di commenti, nutriti in più casi da spunti velatamente o anche esplicitamente critici nei suoi confronti, che sembrano tuttavia non vedere la piaga su cui la presidente di Confindustria ha messo giustamente il dito. C’è chi ha letto nelle sue parole la nostalgia per i vecchi incentivi che oggi la politica non offre più e ha auspicato al loro posto una politica industriale fatta largamente dal basso dalle stesse imprese, innovando e puntando sulle esportazioni. C’è chi ha invitato gli imprenditori ad assumersi le responsabilità che non si assumono, perché ciò che non va non è tanto la politica, quanto il fatto che tutti si comportano come i politici, ripetono cioè gli elenchi, noti e stranoti, delle cose da fare, ma non hanno il coraggio di spendersi per la loro realizzazione. Ebbene, c’è sempre una parte di ovvia verità in affermazioni del genere. Ma la ragione della solitudine denunciata da Emma Marcegaglia non è la mancanza d’incentivi. La questione da lei sollevata è …

"Comune di Parma a rischio per i debiti delle partecipate", di Giuseppe Oddo

La città che nel dicembre 2003 assistette disorientata al crack Parmalat, da qualche settimana è ritornata a fibrillare. Stavolta, però, i problemi non arrivano da Collecchio, il paese in cui ha sede il gruppo fondato (e affondato) da Calisto Tanzi. I timori arrivano da Parma, dal vetusto edificio di Piazza Garibaldi che ospita il municipio. La principale preoccupazione della giunta di centro-destra, guidata dal sindaco Pietro Vignali, sono i conti del Comune. O meglio l’indebitamento delle sue partecipate, di cui risponde in solido l’amministrazione comunale. La società di revisione Kpmg lo ha valutato in 320 milioni al 31 dicembre 2009, 262 dei quali verso le banche, ma la stima per il 2011 è di 500 milioni, un dato davvero preoccupante. L’opposizione di centro-sinistra ritiene che l’ente locale rischi il dissesto. E rilievi particolarmente critici sono emersi da una delibera della Corte dei conti dell’Emilia Romagna depositata il 7 aprile. La magistratura contabile, che sulla vicenda ha peraltro in corso una propria attività istruttoria, segnala l’esistenza di «gravi irregolarità» nel bilancio preventivo del 2010 dovute al …