Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Bazoli: clima teso, rischioso cambiare la Costituzione ora", di Francesco Antonioli

«La Costituzione va difesa. Non è il momento più adatto per rivederla: non stiamo dando il meglio di noi, come italiani; mancano passione civile, valori comuni. Altro che nuova Costituente… Si respira un “estremismo estremo”. È preoccupante che le ragioni dell’unità risultino offuscate». Parole, appassionate, di Giovanni Bazoli, classe 1932, presidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, intervenuto ieri alla «Biennale Democrazia» in corso a Torino. A Palazzo Madama ha dialogato con il direttore de La Stampa Mario Calabresi sulla nostra carta fondamentale. «Non mi sono mai sbilanciato in politica – incalza il banchiere bresciano –; mi espongo, invece, per sostenere la Costituzione, la casa comune che mantiene e costruisce l’unità del nostro Paese». Bazoli – una professione di avvocato lasciata per gli impegni nel mondo della finanza, giurista di formazione, poi docente alla Cattolica di diritto amministrativo e diritto pubblico – ha argomentato le sue tesi sul filo della memoria personale. Del padre Stefano, soprattutto, deputato democristiano alla Costituente: «Ha saputo trasmettermi l’entusiasmo di quegli anni». Un’energia – precisa – che nel genitore …

"Privatizzare la libertà statale", di Adriano Prosperi

Sulle mura di Milano è ancora fresca la colla dei manifesti che attaccano i giudici come terroristi dando voce alle irresponsabili piazzate di un capoparte populista: e oggi è sempre lo stesso capoparte che si lancia in un nuovo attacco a testa bassa, questa volta contro la scuola pubblica. Si tratta di attacchi eversivi nel senso proprio del termine, diretti cioè a distruggere le istituzioni statali. Non è per caso se si è passati dai giudici delle Procure alla scuola pubblica. Sono i luoghi dove per definizione tutti i cittadini sono o dovrebbero essere posti in condizioni di uguaglianza nel godimento di diritti fondamentali. Se non lo sono, questo accade per strozzature sociali a monte che i padri costituenti della Repubblica ebbero ben presenti e indicarono come ostacoli da rimuovere. Oppure accade per strozzature a valle, perché le risorse disponibili sono scarse, perché si taglia il personale che dovrebbe garantire il funzionamento delle istituzioni pubbliche più delicate. Sappiamo molto bene come, riducendo mezzi e persone, chi manovra le finanze statali possa uccidere le reti istituzionali …

"Non è stato un processo al capitalismo", di Luigi La Spina

La sentenza con la quale i giudici di Torino hanno condannato l’ex ad della Thyssen-Krupp Italia, Harald Espenhahn, a 16 anni e mezzo per “omicidio volontario con dolo eventuale” ha scosso la sensibilità di tutti. Proprio per coglierne i molteplici significati, al verdetto sono stati aggiunti vari aggettivi, definendolo, da una parte, «storico» ed «esemplare», dall’altra, «mediatico» e «politico». Attributi che riconoscono, nella giustificata emotività delle reazioni immediate, l’importanza della decisione, ma che andrebbero analizzati meglio, proprio per evitare di distorcere il valore di quella sentenza, con valutazioni generiche e strumentali. È certamente la prima volta, almeno in un processo di tale risonanza pubblica, che sia stato riconosciuto «il dolo eventuale» per una morte sul lavoro. Da questo punto di vista, può essere adatta l’iperbole epocale, pur considerando che si tratta di un giudizio su uno specifico caso e, quindi, non estensibile ad altre vicende simili. Al di là del ricorso alla storia, però, sarebbe meglio mettere in luce le conseguenze positive dell’azione della magistratura torinese nella tragedia dell’acciaieria. Innanzi tutto, la dimostrazione che la …

"Ultimo sgambetto alle quote rosa ne uscirà una legge ridicola", di Gianna Fregonara

Sembrava fatta, ma la legge sulle quote rosa nei consigli di amministrazione delle società per azioni rischia di nuovo di saltare. All’ultimo minuto, quando ormai sembrava solo questione di giorni per l’approvazione finale, un emendamento del governo che recepisce le richieste già avanzate da Confindustria, banche e assicurazioni nei mesi scorsi manda all’aria il compromesso raggiunto faticosamente al Senato tra maggioranza e opposizione. Ufficialmente la politica è bipartisanamente d’accordo che lentamente e con cautela le quote vadano introdotte, sia nell’economia che nella politica (è di questi giorni una proposta per le quote riservate anche nelle elezioni amministrative). E dietro le quinte? Viene da chiedersi, chi ha paura delle quote rosa? Diamo per scontato quei cento-duecento uomini che dovranno cedere il loro posto alle donne. Ma evidentemente anche molti altri se l’ultima proposta avanzata dal governo che è sceso in campo ufficialmente per fermare il compromesso negoziato dai suoi parlamentari è che nel 2015 le donne siano il 10 per cento (una su dieci consiglieri, per piacere non chiamatele quote, chiamatele briciole), poi nel 2018 il …

"Un laboratorio contro i luoghi comuni", di Arturo Ghinelli

Facendo finta che la Commissione d’indagine sui libri di testo proposta dalla Carlucci sia una cosa seria e non una provocazione politica che fa il paio con quella proposta da altri della maggioranza, che non sia più punibile “la ricostituzione del partito fascista”,cercherò di rispondere seriamente come insegnante. Facendo finta che la Commissione d’indagine sui libri di testo proposta dalla Carlucci sia una cosa seria e non una provocazione politica che fa il paio con quella proposta da altri della maggioranza, che non sia più punibile “la ricostituzione del partito fascista”,cercherò di rispondere seriamente come insegnante. Anche da questo punto di vista è un’ulteriore riprova che l’idea degli insegnanti che inculcano valori non è patrimonio esclusivo del Presidente del Consiglio,così come un giudizio complessivamente negativo sugli insegnanti di scuola pubblica. Gli insegnanti di storia che studiano e si aggiornano a Modena, seguendo i corsi dei professori universitari Antonio Brusa e Ivo Mattozzi, sono molti e da anni cercano di applicare in classe la metodologia del “Laboratorio di storia”, secondo la quale i ragazzi non si …

"Non ci sono più morti bianche", di Luciano Gallino

Una sentenza che è un pesante rimprovero al legislativo e all’esecutivo, oltre che ai padroni: più rispetto per il lavoro. La sentenza a carico dei dirigenti della ThyssenKrupp è molto dura. Su un punto fondamentale, quello di giudicare gli investimenti in tema di sicurezza consapevolmente non effettuati come prova di omicidio volontario da parte dell´amministratore delegato, la Corte ha accolto in pieno le richieste dell´accusa. Come si aspettavano familiari e compagni delle vittime. Condannando la massima autorità dell´impresa al massimo della pena proposta dai Pm, sedici anni, e cinque dirigenti a pene che vanno da dieci anni – un anno in più rispetto alla richiesta – a tredici e mezzo, la sentenza riafferma con estrema forza un principio cruciale: di lavoro non si può, non si deve morire. Per cui ogni dirigente o imprenditore che non si occupa e preoccupa a sufficienza della sicurezza dei dipendenti sui luoghi di lavoro incorre in una colpa grave. Anche quando non abbia contribuito direttamente all´incidente che ha ucciso qualcuno, ma in qualche modo abbia accettato che esso succedesse …

"C’è il piano, le riforme dove sono?", di Pier Paolo Baretta

C’è il piano, le riforme dove sono? Dopo la maratona del processo breve arriva in parlamento la manovra economica. Le nuove regole della governance europea, in vigore da quest’anno – il semestre europeo – obbligano i governi a presentare entro aprile (sulla base delle indicazioni contenute in un documento: l’analisi annuale della crescita, inviato dalla Ue a fine gennaio) il Piano nazionale delle riforme, che deve contenere le linee di politica economica dei singoli stati membri. Già la terminologia utilizzata: “crescita” e “riforme” indica chiaramente il salto di qualità richiesto. Soffocata dalle devianti priorità della maggioranza e dai ritardi del ministero dell’economia, che solo tre giorni fa ha portato il Pnr in consiglio dei ministri, questa importante discussione parlamentare si concluderà nel giro di una settimana. È un peccato, perché questo appuntamento, che sostituisce il vecchio Dpef, costituisce il cuore della strategia economica del nostro paese. Le indicazioni della Ue sono chiare: risanare la finanza pubblica e accelerare la crescita. Sono due facce dello stesso problema, non scindibili tra loro. L’Italia a che punto è? …