"Lo show rinviato", di Natalia Aspesi
Si sa che quando quegli avvocati sorridono sprezzanti dalla televisione, la realtà e la verità si disperdono nel martellamento dell´avversario con cavilli, fantasie, svillanamenti, sragionamenti. Si sa che ovunque arrivi tutto festoso e spietato l´illustre imputato in veste di premier, là la laida barzelletta imbratta la riunione di sindaci con fascia tricolore, là la favola di fare, di un´isola stremata, una opulenta Las Vegas, ne avvilisce il reale stato di disperazione e abbandono, là, cioè ovunque, dove l´ossessione per le donne lo spinge al buffetto, al sondaggino, al sorrisone, al complimento, all´offesa, al bunga bunga, si estende la cupa malinconia, la stanca consapevolezza che il primo ministro stia più al telefono con una folla di vivaci signorine che con i suoi ministri o i suoi colleghi stranieri, malgrado quel che sta succedendo qui e nel mondo. Fuori, sotto un cielo azzurro da scampagnata, c´era un intrecciarsi non aggressivo di poliziotti rassegnati con scudo antisommossa, sparuti gruppetti fintamente litigiosi per compiacere le tivu, pro o contro l´imputato, con magliette e cartelli; e tra il cafferino al …
