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Stagisti, tirocinanti e praticanti: dal PD tre proposte a precarietà zero

Damiano, Fassina e Raciti presentano il progetto di legge per tutelare i giovani, incentivare gli imprenditori che assumono chi fa uno stage, introdurre il contratto di praticantato. L’economia ristagna, la disoccupazione giovanile a livelli da record ormai tocca un ragazzo su tre. Sono 1.400.000 i lavoratori atipici, 2.500.000 quelli a tempo determinato e in somministrazione, 500.000 gli stagisti e 400.000 le false partite IVA che nascondono altri lavori. Numeri a fronte dei quali il PD risponde con il progetto PRECARIETA’ ZERO, una proposta di legge per regolare il tirocinio, gli stage e la pratica professionale che sarà accompagnato da una campagna di sensibilizzazione portata avanti anche dai Giovani Democratici e dalla “repubblica degli stagisti” presentata oggi in una conferenza stampa alla Camera da Cesare Damiano, primo firmatario della proposta, insieme con il responsabile economia e lavoro del Pd Stefano Fassina, il segretario dei GD Fausto Raciti e da una rappresentante della ‘Repubblica degli stagisti’, Eleonora Voltolina. Per impedire che i periodi di formazione siano usate dalle aziende per coprire gratis buchi di organico, la proposta …

"Bersani: c´è disagio, ma chi lascia il Pd ha torto", di Giovanna Casadio

I veltroniani avvertono: il voto nelle città dirà se abbiamo forza attrattiva o no. Bersani ammette il disagio: «Non è che non veda i problemi del Pd. Certo che ci preoccupano le uscite sul territorio, ma vorrei che chi ci richiama ad avere attenzione dica però che hanno torto quelli che se ne vanno». In una situazione in cui «il paese è senza governo e noi dobbiamo essere più responsabili», ci vuole unità di squadra: «La pubblica opinione non ci rimprovera la mancanza di pluralismo ma le nostre divisioni». In Veneto recentemente sono andati via Andrea Causin e Diego Bottacin, che è stato l´ultimo segretario della Margherita; in Piemonte l´europarlamentare Gianluca Susta e Mariano Rabino ex vice segretario regionale democratico. Abbandoni sul territorio, quelli che fanno più male. Cose che non si possono ignorare. Ma nella direzione del Pd ieri, è giorno di bonaccia. Beppe Fioroni non c´è per un lutto. Franco Marini sì, e mette una pietra sopra all´accusa che aveva lanciato all´ex pupillo («Farete la fine dei Responsabili»), cioè una profezia di tradimento: …

"Giustizia, lo stop del Quirinale sulla responsabilità dei giudici", di Liana Milella

Il Colle chiede correttivi. Csm, scontro Vietti-Pdl. Il centrodestra accelera sul processo breve: la prossima settimana il voto finale. Non piace al Quirinale l´emendamento Pini sulla responsabilità civile dei giudici. Sbagliato nel metodo, nel merito, nei tempi. Destinato solo ad alimentare un gratuito scontro con la magistratura. E sono giorni che, con un paziente lavorio nel segno della migliore moral suasion, il Colle cerca di far capire a Lega e Pdl che quel testo non solo non può passare così, ma forse sarebbe meglio addirittura metterlo da parte. Non è una ritirata, quella che viene garbatamente suggerita, ma un consiglio che tiene conto anche dello stato dei testi legislativi, visto che da un lato, in commissione Giustizia, c´è da tempo una pratica aperta proprio sulla responsabilità, e dall´altro sta per arrivare la riforma costituzionale Alfano che la contiene. Questo è il punto su cui il Quirinale insiste, non si può liquidare nella legge comunitaria, senza alcun dibattito, senza cercare, se non in extremis, la benché minima condivisione, una questione fondamentale, sentita non solo dai giudici …

Napolitano parla al Palazzo di Vetro "Contro Gheddafi bisognava reagire", di Umberto Rosso

Le violazioni massicce dei diritti umani rendono un regime “illegittimo”. Una critica ai flirt pericolosi del passato con il colonnello Gheddafi, che Giorgio Napolitano pronuncia dinanzi all´Assemblea generale dell´Onu. «Nessuno gradisce l´instabilità alle porte di casa. Ma avremmo dovuto essere maggiormente consapevoli delle possibili conseguenze di forme autoritarie di governo e della corruzione diffusa nei circoli ristretti del potere». Quanto alla missione di oggi, in Libia, non si può tornare indietro, come chiedono invece anche ministri del governo italiano. «Il mondo non poteva assistere senza reagire alle molte vittime della repressione. E in Libia siamo appunto impegnati a proteggere la popolazione civile e far rispettare la Carta delle Nazioni Unite». Infine, lo scenario futuro, a Tripoli e in tutto il mondo arabo in rivolta, dalla Tunisia all´Egitto: e qui arriva l´appello del nostro presidente della Repubblica alla comunità internazionale, la richiesta di sostenere e aiutare “dall´interno” il cammino difficile contro le dittature. «La democrazia non si esporta. Sta per tramontare l´era dei regimi che nascondono la verità. Non è più tempo per riforme cosmetiche e …

"E con le toghe il premier si fa lo spot", di Marcello Sorgi

Dopo otto anni di assenza, il ritorno di Silvio Berlusconi al Palazzo di Giustizia di Milano non solo è stato spettacolare anche più del previsto, ma si è trasformato in uno spot a favore di quel che il premier sostiene da tempo: processare il presidente del Consiglio vuol dire sottrarlo ai suoi compiti istituzionali. Con la crisi internazionale aperta e l’invasione degli immigrati alle porte, il momento d’emergenza non poteva essere più propizio a una rapida propalazione del messaggio berlusconiano. Chi ancora ricorda la scena del marciapiede davanti al tribunale milanese negli anni di Tangentopoli – con la folla silenziosa in attesa di conoscere dagli inviati delle tv la lista dei nuovi imputati eccellenti – avrà certo notato la differenza: da un lato una piccola folla di dimostranti pidiellini che scandivano slogan in difesa del premier e brandivano striscioni di attacco alla magistratura politicizzata. Sul marciapiede di fronte un gruppetto di militanti dipietristi (anche qui: quante cose son cambiate, se solo si riflette che diciotto anni fa Di Pietro era il più temuto pm di …

Elezioni, no a talk show Rai: censura maggioranza

Niente talk show sulle reti Rai durante il periodo di par condicio in vista delle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio. Questo pianifica la maggioranza in commissione di Vigilanza Rai che – secondo indiscrezioni rilanciate dalle agenzie – ha presentato oggi un emendamento alla bozza di regolamento per le trasmissioni radiotelevisive predisposta dal presidente Sergio Zavoli. I talk show verrebbero equiparati alle tribune politiche. L’emendamento porta la firma di Pdl, Lega Nord e Responsabili e sarà discusso in commissione, chiamata nel giro di pochi giorni a predisporre il regolamento definitivo. La proposta della maggioranza riproporrebbe il meccanismo dello scorso anno in occasione della tornata elettorale per le regionali, quando il regolamento della par condicio fermò i talk show sulle reti Rai. Indiscrezioni dicono che contrariamente al testo Zavoli, che tiene conto della frammentazione del voto (si tratta di amministrative che coinvolgono meno di un quarto dell’elettorato) e dunque affida alle testate regionali Rai i programmi di comunicazione politica, la maggioranza vorrebbe ‘trasferirè in chiave nazionale l’intera materia, «Tutti i programmi di informazione – riferisce …

""Terremoto, ricostruzione perfetta" finta aquilana in tv, bufera su Forum", di Giuseppe Caporale

Mediaset manda in onda una finta terremotata pagata 300 euro. Pagata per leggere un copione scritto dagli autori del programma Forum, condotto da Rita Dalla Chiesa su Canale 5. “L’Aquila è ricostruita”; “Ci sono case con giardini e garage”; “La vita è ricominciata”; chi si lamenta “lo fa per mangiare e dormire gratis”. Per questo “ringraziamo il presidente…” . “Il governo… “, precisa la conduttrice. Marina Villa, 50 anni, nella trasmissione di venerdì si dichiara “terremotata aquilana e commerciante di abiti da sposa” in separazione dal marito Gualtiero. Ed è lì in tv con il coniuge a discutere della separazione davanti al giudice del tribunale televisivo. Ma è tutto finto: lei non è dell’Aquila, non è commerciante, il vero marito è a casa a Popoli, il paesino abruzzese nel quale la coppia vive: si chiama Antonio Di Prata e con lei gestisce un’agenzia funebre. L’assessore alla Cultura dell’Aquila, Stefania Pezzopane, ha scritto una lettera a Rita Dalla Chiesa: “Nella sua trasmissione, persone che, mi risulta, non hanno nulla a che vedere con L’Aquila, hanno fatto …