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L'immigrazione si affronta con solidarietà e ragione

Bersani alla prima Conferenza Nazionale sull’Immigrazione del PD: “siamo in condizione di dimostrare che l’umanità determina la governabilità”. Bersani Conferenza Nazionale Immigrazione “Quello di cui stiamo discutendo oggi va considerato un fronte delicato della politica del PD. Un fronte cruciale” così Pier Luigi Bersani ha iniziato il proprio intervento alla prima Conferenza Nazionale sull’Immigrazione del PD. “Come italiani noi siamo umiliati e molto arrabbiati per la vicenda di Lampedusa: lo siamo come lampedusani, come volontari, come poliziotti, come immigrati. Non è possibile che un Paese come il nostro dia questa prova di sé. La solidarietà internazionale ti viene se fai le cose per bene, altrimenti con che faccia vai a chiedere aiuto all’Europa? Maroni dice che l’Europa è sorda, ma è l’Europa di destra che è sorda. Se tu sei uno che chiude la porta, trovi sempre qualcuno più sopra di te che chiude la porta. Stavolta il governo deve metterci la faccia. Noi siamo pronti a chiedere la solidarietà e ad organizzarla. È da irresponsabili lasciar scadere il problema: si devono prendere la responsabilità …

"Il nemico francese", di Filippo Ceccarelli

Ecco, ci mancava giusto il nemico francese. «Alla Francia il petrolio, a noi gli immigrati» si legge su certi manifesti comparsi in questi giorni a Roma. Il vittimismo antifrancese unifica i seguaci della destra sociale di Alemanno a quelli nordisti di Bossi che di fronte al fatto compiuto dei bombardamenti in Libia ha concluso con la consueta eleganza: «Finirà che ce la prendiamo noi in quel posto». Berlusconi è nero con Sarkò. Raramente gli capita di sentirsi gabbato, e stavolta è successo che mentre lui volava a Parigi, per giunta nel pieno dell´irresolutezza, quell´altro non solo si era già messo d´accordo con inglesi e americani, ma era già partito con i bombardieri. La situazione ricorda l´incipit di una di quelle barzellette che al Cavaliere piace tanto raccontare. Ma il finale è aperto. In Parlamento e fuori il ministro Frattini è stato molto poco diplomatico, la grana sulla Nato e sul comando delle operazioni militari era quasi dovuta, però è arrivata tardi e sapeva di ripicca. La contemporanea guerra commerciale sulla Parmalat rinfocola, a colpi di …

"La Cina scippa la lana venduta agli italiani", di Paola Guabello

Il tessile ha un peso importante nell’economia italiana, ma l’abilità dei nostri addetti non basta più. Pechino paga le penali e si prende partite già assegnate. Così le aziende nostrane restano senza materia prima. Se a preoccupare gli imprenditori tessili fino a pochi giorni fa era il caro-materie prime, ora la situazione si va complicando: il problema non è più soltanto quello di acquistare il cotone a un prezzo che in dollari è aumentato nell’arco di 12 mesi del 166%, o la lana, che è salita di 56 punti percentuali. Il problema adesso è fermare il mercante cinese. Un mercante sempre più spregiudicato, pronto ad acquistare i quantitativi di lana anche già venduti, accollandosi l’onere della penale che il commerciante deve corrispondere al precedente cliente, con il quale aveva firmato il contratto di vendita. Se un tempo bastava una stretta di mano fra gentiluomini, con il sopravvento cinese il mercato è diventato un Far West, dove vince il più prepotente. E di lana non ce n’è quasi più, mentre il cotone si trova con il …

"Perequazione: chi l'ha vista?", di Alberto Zanardi

La riforma del federalismo fiscale è arrivata finalmente alle questioni di peso con l’approvazione del decreto sulla finanza regionale, dopo quello sulla finanza comunale. Colpisce quello che i due decreti mancano di affrontare. Il nodo centrale ancora aperto riguarda la perequazione: come redistribuire tra regioni ricche e regioni povere, e tra enti locali ricchi e poveri, le risorse fiscali loro attribuite mediante le imposte decentrate. Le decisioni su elementi solo apparentemente tecnici sono ancora rimandate a interventi successivi. Con il decreto sulla finanza comunale (approvato dopo tormentate discussioni il 2 marzo scorso) e con quello sulla finanza regionale (che ha ricevuto ieri il parere favorevole della commissione bicamerale) la riforma del federalismo fiscale è arrivata finalmente alle questioni di peso. Più che impressionare per quello che dicono – qualche aggiustamento sui tributi locali, molte conferme degli assetti attuali, tutto comunque assai lontano dai rivolgimenti cosmici annunciati – colpisce quello che i due decreti mancano di affrontare. Il nodo centrale ancora aperto riguarda la perequazione, cioè come redistribuire tra regioni ricche e regioni povere (e così …

«L'Italia dei nuovi notabili», di Massimo Gramellini

La maggioranza degli storici e dei commentatori ha celebrato i nostri 150 anni dibattendo unicamente intorno alle origini dello Stato: come se alla commemorazione del nonno i nipoti sfogliassero l’album fotografico del suo battesimo, disinteressandosi del seguito. Purtroppo figure gigantesche come Cavour e Garibaldi non hanno molto a che spartire con l’Italia del 2011. Mentre basta spostarsi all’epoca successiva, l’ultimo scorcio del Ottocento, per respirare subito un’aria più familiare. Valori smarriti, partiti ridotti a comitati d’affari, compravendita di parlamentari, corruzione, scandali, cricche, mazzette. L’Italia dei notabili, la battezzò Indro Montanelli. Cessata la spinta ideale, la politica diventa una palude nella quale sguazzano coccodrilli di modesto spessore, ma dotati di un appetito mostruoso. I due partiti «forti» nati dal Risorgimento, la destra cavouriana e la sinistra garibaldina (e qui il parallelismo con la Dc e il Pci forgiati dalla Resistenza è abbastanza impressionante) lasciano il posto a un vuoto morale e a una casta di capibastone legati al territorio, ciascuno titolare di un proprio pacchetto di clienti e di voti. Sono questi uomini, mossi esclusivamente da …

«Un nuovo patriottismo», di Ernesto Galli Della Loggia

Il ruolo della Presidenza della Repubblica L’anniversario dell’Unità ha messo in luce un cambiamento importante dell’Italia di questi anni: il patriottismo è diventato anche di sinistra (mi riferisco, com’è chiaro, a quella sinistra di ascendenza marxista da molto tempo maggioritaria nella sua area; non già all’altra, ultraminoritaria, di ascendenza repubblicana e democratica, che invece patriottica lo è sempre stata). Naturalmente anche prima di oggi moltissimi italiani appartenenti alla sinistra suddetta hanno nutrito un forte sentimento della patria, e in moltissime occasioni lo hanno manifestato con le parole e coi fatti. Tuttavia mai prima d’ora il patriottismo era entrato nel bagaglio ideologico di tale sinistra, nel suo orizzonte emotivo e culturale. Addirittura per gran parte della Prima Repubblica quella sinistra, lo si ricorderà, di patrie non nascondeva di averne due (l’altra essendo, ahimé, l’Unione sovietica). Oggi, invece, le cose per fortuna appaiono (se non altro appaiono) ben diverse. I motivi del cambiamento sono molti. Innanzi tutto il fatto che la tradizionale inquilina dello «spazio patriottico», e cioè la destra, intralciata politicamente dalla presenza della Lega, si …

«Giappone, cresce l'allarme nucleare»

Il livello di crisi dell’impianto di Fukushima potrebbe salire L’Agenzia nipponica per la sicurezza nucleare ha indicato oggi che potrebbe rialzare la valutazione della crisi dell’impianto di Fukushima n.1, colpito duramente dal sisma/tsunami dell’11 marzo, a livello 6 (“o grave incidente”), dopo la raccolta di dati sui livelli di radiazione nelle regioni limitrofe. Lo indicano i media nipponici. L’Agenzia (Nisa) ha assegnato un rating provvisorio di 5 (“incidente con più ampie conseguenze”) lo scorso 18 marzo, a una settimana dal devastante sisma di magnitudo 9 che ha generato un potentissimo tsunami che ha messo fuori uso l’impianto di raffreddamento della centrale e causato gravi danni ad alcuni dei suoi reattori. «Il rating attuale e provvisorio si basa sulle informazioni disponibili al momento della valutazione», ha spiegato Hidehiko Nishiyama, portavoce dell’Agenzia, in una conferenza stampa. «La situazione rimane fluida e per la valutazione finale è necessario attendere che la situazione si stabilizzi e che tutti i dati sulle radiazioni diventino disponibili», ha concluso. I giudizi sulla gravità degli incidenti nucleari sono emessi secondo la International Nuclear …