«Ma non dovevano essere 330?», di Mario Lavia
Sono stati 300, non tanto giovani e meno che mai forti. Dov’è il tanto strombazzato allargamento della maggioranza? Non si è visto. Nemmeno su una questione come l’intervento Onu in Libia sulla quale si poteva benissimo costruire una convergenza ampia. Altro che quota 330, solo per sette voti di scarto la maggioranza ha retto. Sette deputati giunti trafelati al loro scranno giusto in tempo per schiacciare il bottone giusto, altrimenti staremmo qui a parlare di un serissimo problema di governo. Questi sarebbero persino capaci di andare in crisi mentre i soldati italiani sono impegnati nella missione Onu. Dalla due giorni parlamentare sulla Libia esce un bilancio di facile lettura: il ricostruito asse Pdl-Lega-Responsabili, cementato con la colla del potere (caso Romano) e quella dei diktat (Lega), continua a mostrare la corda in una Montecitorio da cui il premier si tiene alla larga, dove Fini si consente di non stigmatizzare un duro epiteto di Di Pietro a Frattini, dove l’intesa Pd-Terzo polo viene ogni volta oliata anche grazie ad una ritrovata sintonia all’interno del Pd. Semmai …
