Tutti gli articoli relativi a: attualità

«Ma non dovevano essere 330?», di Mario Lavia

Sono stati 300, non tanto giovani e meno che mai forti. Dov’è il tanto strombazzato allargamento della maggioranza? Non si è visto. Nemmeno su una questione come l’intervento Onu in Libia sulla quale si poteva benissimo costruire una convergenza ampia. Altro che quota 330, solo per sette voti di scarto la maggioranza ha retto. Sette deputati giunti trafelati al loro scranno giusto in tempo per schiacciare il bottone giusto, altrimenti staremmo qui a parlare di un serissimo problema di governo. Questi sarebbero persino capaci di andare in crisi mentre i soldati italiani sono impegnati nella missione Onu. Dalla due giorni parlamentare sulla Libia esce un bilancio di facile lettura: il ricostruito asse Pdl-Lega-Responsabili, cementato con la colla del potere (caso Romano) e quella dei diktat (Lega), continua a mostrare la corda in una Montecitorio da cui il premier si tiene alla larga, dove Fini si consente di non stigmatizzare un duro epiteto di Di Pietro a Frattini, dove l’intesa Pd-Terzo polo viene ogni volta oliata anche grazie ad una ritrovata sintonia all’interno del Pd. Semmai …

«Gli imprenditori della paura», di Gad Lerner

Turbati da una rivoluzione araba che sovverte la loro visione del mondo, alcuni ministri italiani si sono trasformati in profeti di sventura. E subito i giornali governativi hanno cominciato a suonare le campane a morto. Mentre Frattini sparava cifre a casaccio su «un´invasione di 300 mila profughi», La Russa e Maroni abusavano dei sacri testi per evocare un “Esodo biblico”, giungendo martedì scorso a fantasticare di “Tsunami umano”. Rileggere in sequenza i titoloni di prima pagina de La Padania aiuta a comprendere lo stato d´animo di costernazione con cui i nostri governanti vivono questi cambiamenti storici, percepiti nel resto d´Europa come rischiosi, certo, ma potenzialmente benefici. “Maroni: stop all´invasione” (11 febbraio). “Travolti dall´orda. E l´Ue dorme. Crisi senza precedenti, un altro Muro di Berlino. Respingimenti impossibili senza la collaborazione della Tunisia. Sempre più elevato il rischio infiltrazioni di Al Qaeda” (15 febbraio). “Maroni: Libia, pericolo Al Qaeda” (25 febbraio). “Maroni: l´argine sta crollando” (8 marzo). Mai in passato un responsabile dell´ordine pubblico si era così prodigato nel seminare il panico; sposando acriticamente la propaganda di …

«Così le 'ndrine cercano un varco in banca», di Nicola Borzi

Non solo le banche, ma anche i professionisti sono in prima linea nella guerra contro la criminalità organizzata. Lo dimostrano le indagini contro la ‘ndrangheta della Procura di Milano. Nei piani delle ‘ndrine per mettere le mani sulla ricostruzione dell’Aquila e l’Expo ricorrono i nomi di un istituto di credito pressoché sconosciuto – FlashBank –, di uno noto, Banca Arner Italia, e di un sindaco di Fastweb. Le 416 pagine dell’ordinanza firmata il 6 luglio scorso dal Gip Giuseppe Gennari sull’inchiesta dei pm Boccassini, Dolci, Storari e Cecchelli per l’operazione “Tenacia” spiegano la tentata scalata della Perego General Contractor alla Cosbau. Il provvedimento, che ha portato a cinque arresti per l’accusa di associazione mafiosa, falso in bilancio e altri reati, secondo l’accusa mostra come la criminalità “aggancia” intermediari inconsapevoli per il ruolo d’interfaccia con il credito. Perego General Contractor, sorta sulla preesistente Perego Strade, era tra le maggiori imprese di movimento terra in Lombardia. Salvatore Strangio, boss di San Luca, secondo gli inquirenti ne «acquisiva per conto delle ‘ndrine di Platì e Natile di Careri …

«Quando la giustizia è alle dipendenze del governo», di Nadia Urbinati

La battaglia sulla giustizia è un capitolo importante di una grande mutazione in corso nel nostro Paese che riguarda l´equilibrio delle forze sociali in generale e, per conseguenza, dei poteri dello Stato. Si tratta di un processo comprovabile di erosione dell´eguaglianza economica e di cittadinanza, con dati che mettono in luce l´aumento della povertà e la diseguaglianza tra i cittadini di influire sulle scelte politiche. Vista dal versante delle istituzioni, questa grande mutazione tocca l´ordine costituzionale che ci ha accompagnato in questi ultimi sessant´anni per riequilibrarlo in un senso che è più decisionista. Si tratta di una battaglia tutta da combattere e non conclusa e che impegna in forme e modi diversi chi opera nelle istituzioni. I magistrati hanno espresso come sappiamo giudizi fortemente negativi sulla proposta di riforma della giustizia, tanto che l´Associazione nazionale magistrati ha proclamato una “mobilitazione diffusa” denunciando i nodi nevralgici del testo Alfano: la separazione delle carriere, lo sdoppiamento del Csm e le norme sulla obbligatorietà dell´azione penale. Se il perno della nostra Costituzione è l´indipendenza della magistratura, il perno …

"Dossier Cdr Tg1 contro Minzolini: «Usa tecniche di disinformazione»"

Un ‘libro bianco del Cdr uscente del Tg1 sulla direzione Minzolini, un dossier su quelle che sono definite «raffinate tecniche di disinformazione». Il dossier è stato presentato oggi con una conferenza stampa tenuta nella sede nazionale della Fnsi dal Cdr uscente (Alessandra Mancuso, Alessandro Gaeta e Claudio Pistola, quest’ultimo da poco uscito dall’azienda per raggiunti limiti di età) e dall’Usigrai, presenti gli stessi vertici del sindacato dei giornalisti, il presidente Roberto Natale e il segretario Franco Siddi, oltre al segretario dell’Usigrai, Carlo Verna. Il dossier – è stato annunciato – sarà presentato alla Direzione Relazioni Industriali e alla Direzione Risorse Umane dell’azienda di viale Mazzini in occasione della riunione della commissione paritetica Rai-Usigrai in programma il 6 aprile. Il dossier messo a punto dal Cdr uscente della testata ammiraglia della Rai parte dall’insediamento di Minzolini alla direzione (giugno 2009) ed arriva ai giorni nostri. In conferenza stampa è stata distribuita la parte relativa a gennaio 2011. Alessandra Mancuso ha definito l’elenco puntiglioso relativo a gennaio di quest’anno «solo uno spaccato di quanto avvenuto in tutto …

Libia, l'Aula di Montecitorio vota la risoluzione del Pd

Il documento presentato da Pd, Idv e Terzo polo è stato approvato dalla Camera con 547 sì, 10 voti contrari e 29 astenuti. A favore anche la maggioranza. Dopo il dibattito di ieri al Senato, oggi il tema dell’intervento in Libia è stato discusso dalla Camera dei Deputati. Massimo D’Alema è intervenuto a spiegare le ragioni del Partito democratico nel sostenere la propria linea e le differenze tra la risoluzione del Pd, in linea con le decisioni dell’ONU, e la risoluzione della maggioranza, che invece comprende anche indicazioni imposte dalla Lega e che nulla hanno a che vedere con la risoluzione 1973 dell’ONU. Alla fine del dibattito la Camera ha approvato sia la risoluzione della maggioranza sia quella dell’opposizione, in particolare con 547 sì, 10 voti contrari e 29 astenuti. Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani aprendo i lavori del Forum sulla Pubblica amministrazione del Pd ha così commentato il voto dell’Aula: “Nelle votazioni alla Camera sulle risoluzioni sulla crisi libica è avvenuto un fatto singolare, unico: il documento delle opposizioni unite ha avuto …

Libia, il PD al Senato non ha votato la risoluzione della maggioranza

Il Partito democratico non ha votato in Senato la risoluzione sulla Libia che copriva le divisioni del centrodestra. Dichiarazione di voto di Anna Finocchiaro, capogruppo PD in Senato Sebbene il testo abbia incluso quello presentato dal PD i senatori sono usciti dall’Aula confermando la decisione presa al termine della riunione del Coordinamento del PD , annunciata dal segretario Pier Luigi Bersani: “Non siamo interessati ad argomentazioni e correzioni di documenti che servano a coprire le miserie di una maggioranza e di un governo non sono in grado di esprimere una posizione univoca e hanno mostrato al mondo di essere in stato confusionale”. Prima il Senato ha approvato la risoluzione del PD sulla missione in Libia, con la maggioranza che non ha partecipato alle votazioni. La risoluzione ha ha ottenuto 127 voti favorevoli, cinque astenuti e nessun voto contrario. Pdl e e Lega non hanno preso parte al voto. Il documento ripropone il testo approvato in modo bipartisan (con l’assenza di Lega e Idv) venerdì scorso dalle commissioni Esteri di Camera e Senato: Il Senato della …