Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Perché l'Italia non cresce", di Fabrizio Galimberti

«Giudica un uomo dalle sue domande piuttosto che dalle sue risposte», disse Voltaire. E oggi non c’è domanda più importante di questa: perché l’Italia non cresce? Perché quando le cose vanno male da noi vanno peggio e quando vanno bene da noi vanno meno bene? Perché negli ultimi quarant’anni siamo cresciuti meno delle altre aree del mondo, sia quelle lontane che quelle vicine? Perché questo divario di crescita si è ancora allargato negli ultimi anni? Non c’è domanda più importante, si è detto. Ed è una domanda che dobbiamo porci, insistentemente e ossessivamente, anche se non avessimo le risposte. Perché è la domanda giusta da fare, perché la crescita è una condizione necessaria, anche se non sufficiente, per risolvere i problemi: con la crescita possiamo affrontarli, senza crescita tutto si aggrava. Di fronte a questa domanda sono possibili diverse risposte. Sbarazziamo dapprima il campo dalle risposte sbagliate: alcuni mettono la testa nella sabbia, o dicendo che le cifre non sono vere, o rifugiandosi in uno sterile “moralismo economico”: noi siamo formiche e gli altri crescono …

"I conti del raìs. La lista segreta", di Federico Fubini

Esiste presso il Consiglio di sicurezza dell’Onu una notifica che intende risparmiare ai libici il destino toccato, fra gli altri, ai cittadini di Panama, della Nigeria o di Haiti. Una costante tiene insieme questi popoli così diversi: al termine di paurose dittature, hanno perso il filo di certi conti bancari in precedenza controllati dal regime. In quei casi erano fondi depredati da tiranni come Sani Abacha, Manuel Noriega o François Duvalier. Stavolta in gioco c’è il patrimonio della Banca di Libia: oltre cento miliardi di dollari da tutelare perché restino ai libici se e quando Muammar Gheddafi non sarà più il leader di quel che resta della Jamahiria. La lista è depositata al Palazzo di Vetro da prima che il Consiglio di sicurezza desse il via ai bombardamenti. Da tempo era chiaro che i dettagli in quel pezzo di carta un giorno potrebbero tornare utili: in futuro nessuno in Libia o fuori potrà dire che le cose stavano diversamente, che quei soldi non sono libici, o non sono mai esistiti. Si tratta di una precauzione …

"Un premier sotto ricatto", di Massimo Giannini

Un presidente del Consiglio sotto ricatto. Un governo a responsabilità e a sovranità limitata. Da qualunque parte la si osservi, l´Italia offre di sé un´immagine da fine Impero. Sul palcoscenico vediamo la tragedia della guerra e i grandi orrori della dittatura gheddafiana. Nel retropalco, al riparo dagli sguardi di un´opinione pubblica confusa e disinformata, non vediamo la commedia della destra e i piccoli orrori della «democratura» berlusconiana. La «promozione» di Saverio Romano a ministro è l´ultimo insulto al buon senso politico e alla dignità istituzionale. L´emendamento sulla prescrizione breve per gli incensurati è l´ennesimo schiaffo allo Stato di diritto.Ciò che è accaduto ieri al Quirinale è la prova, insieme, della debolezza e della sfrontatezza del presidente del Consiglio. Berlusconi paga a caro prezzo la vergognosa «campagna acquisti» che in questi mesi gli ha consentito prima di evitare il tracollo al voto di sfiducia del 14 dicembre, poi di puntellare la maggioranza dopo la fuoriuscita dei futuristi di Gianfranco Fini. La sparuta pattuglia dei cosiddetti «responsabili», assoldati tra le anime perse dei «disponibili» di Transatlantico, gli …

"Una nomina in cambio di due voti", di Marcello Sorgi

Fino a un po’ di tempo fa (e verrebbe da dire fino a qualche giorno fa) fare ministro un indagato era considerato inopportuno, se non proprio impossibile. Per dire: Bettino Craxi, che nel 1992 doveva addirittura essere nominato primo ministro, non lo fu perché sulla sua testa stava per abbattersi la tempesta di Tangentopoli, e al suo posto fu chiamato Giuliano Amato. Aldo Brancher, che era entrato nel governo in fretta e furia e senza compiti chiari, per salvarsi da un processo in cui di lì a poco sarebbe stato condannato, dovette uscirne dopo tre giorni non appena emerse chiaramente qual era la vera ragione che lo aveva spinto così in alto. Inoltre a Claudio Scajola, dimessosi da ministro per la storia ormai arcinota della casa al Colosseo in parte regalatagli dalla «cricca» delle Opere pubbliche, e deciso a rientrare in gioco dopo aver sistemato alla meno peggio lo scandalo, era stato opposto un deciso rifiuto motivato puntualmente con sondaggi commissionati da Palazzo Chigi. Sondaggi che avrebbero dimostrato come Scajola, malgrado il «mea culpa», non …

Libia, Bersani: non voteremo la risoluzione che copre le miserie della maggioranza

Il Partito democratico non voterà una risoluzione sulla Libia che copra le divisioni del centrodestra. A termine della riunione del Coordinamento del PD è stato il segretario Pier Luigi Bersani ha ribadirlo: “Non siamo interessati ad argomentazioni e correzioni di documenti che servano a coprire le miserie di una maggioranza e di un governo non sono in grado di esprimere una posizione univoca e hanno mostrato al mondo di essere in stato confusionale”. Pier Luigi Bersani ha duramente criticato la possibile assenza del premier Silvio Berlusconi in Aula in Senato quando si discuterà della missione in Libia. “Sarebbe vergognoso se il presidente del Consiglio non si presentasse in Parlamento. Chiediamo se Berlusconi intende invocare il legittimo impedimento anche in questo caso”. Il premier “deve dedicarsi al tema se Saverio Romano debba diventare o no ministro del governo”. Sarebbe il caso che “Berlusconi ci metta la faccia su quello che l’Italia ha da dire in una situazione così delicata”. La posizione politica del PD sulla Libia non cambia di una virgola. “La nostra linea è semplice …

Rimpasto, Romano neo-ministro dell'Agricoltura indagato per mafia. Riserve dal Quirinale

Indagato in concorso esterno in associazione mafiosa dopo il giuramento replica a Napolitano. Migliavacca: “Berlusconi sotto ricatto”. Garavini: “A cosa serve il codice antimafia?”. E sul web ci sono ancora i manifesti di Romano che nell’UDC assicurava: “meglio eletto che nominato” Francesco Saverio Romano è il nuovo ministro delle Politiche Agricole. Ministro indagato per concorso esterno in associazione mafiosa così il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha reso pubblica una sua nota sulle “riserve politico-istituzionali” sull’incarico al capofila dei “responsabili” indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Il deputato siciliano prende il posto di Giancarlo Galan, che va a sua volta a sostituire il dimissionario Sandro Bondi ai Beni culturali. Il Capo dello Stato non ha ravvisato “impedimenti giuridico-formali” alla nomina ma auspica “che gli sviluppi del procedimento chiariscano al più presto l’effettiva posizione del ministro”. “La nomina di Romano a ministro dell’Agricoltura dimostra la debolezza del presidente del Consiglio che, per puntellare la sua malandata maggioranza, ha dovuto sottostare ad un vero e proprio ricatto – attacca Maurizio Migliavacca, coordinatore della segreteria PD – …

«Mi dispiace, chi manifesta sbaglia», intervista di Mario Lavia a Dario Franceschini

«Anche io sono pacifista, capisco tutte le ragioni del pacifismo, ma domando: sbagliarono gli americani a venire a combattere in Europa? Sbagliarono i partigiani a prendere le armi?». No, non cambia di una virgola la posizione del Pd sull’intervento in Libia, non cambia neppure davanti alla confusione di queste ore, regge la linea della fermezza e cementa nel Pd una coesione non frequentissima. Dice Dario Franceschini: «Noi siamo per l’applicazione della risoluzione dell’Onu. C’è una questione di principio: bisogna impedire i massacri. Il problema non siamo noi. Caso mai è un presidente del consiglio che in questa storia non ha mai avuto un ruolo». Franceschini, però non può negare che l’intervento è partito in modo caotico. Ci arrivo. Prima voglio ribadire un concetto che deve essere chiaro: quando c’è una decisione dell’Onu, questa va rispettata e applicata. Lo pensavamo per l’Afghanistan, lo pensiamo adesso, perché è il livello sovranazionale che ormai determina i principi. E la sovranità dei singoli paesi? Ma ormai ciò che succede in un singolo paese non riguarda solo la sua sovranità. …