Tutti gli articoli relativi a: attualità

Milleproroghe, Governo nel caos. La fiducia oggi alla Camera

Da decreto a maxiemendamento, il milleproroghe cambia pelle per evitare la bocciatura da parte di Napolitano che aveva inviato una lettera a Berlusconi e ai Presidenti delle Camere per spiegare che il testo approvato in Senato conteneva elementi di incostituzionalità data l’ampiezza e l’eterogeneità delle modifiche. Il maxiemendamento al decreto Milleproroghe è stato presentato l’altroieri sera e sottoposto all’esame delle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio in una corsa contro il tempo. Il provvedimento comprende ora il testo licenziato dal Senato al netto delle modifiche apportate in seguito ai rilievi di costituzionalità del Quirinale. Un governo allo sbando è arrivato a non discutere e non votare il testo in commissione, un “autostruzionismo” della maggioranza che si trovava a non avere i voti necessari per l’approvazione. “Il pasticcio Milleproroghe è la dimostrazione del fatto che la maggioranza non e’ nelle condizioni di governare”. E’ il pensiero di Enrico Letta, vicesegretario del Pd, che ha parlato del decreto legge su cui e’ stata posta la fiducia, a Bologna, a margine del Manifutura Festival. Il motivo dell’affermazione di Letta …

Bucchino denuncia: "I responsabili mi offrono 150.000 euro e la candidatura sicura nella prossima legislatura"

Alla Camera le destre si danno al calciomercato e provano a corrompere un deputato PD. Franceschini: “Vergognosa campagna messa in atto per ricostruire numericamente una maggioranza che la politica ha già demolito”. Bersani: “Siamo oltre la soglia della decenza”. La ‘quotazione’ di un parlamentare alla ‘borsa’ di Montecitorio? La garanzia della rielezione e 150mila euro a titolo di rimborso per le spese di campagna elettorale. Queste, secondo quanto riferisce il deputato democratico Gino Bucchino – le offerte che gli sono state avanzate in cambio della sua fuoriuscita dal partito di Bersani e successivo ingresso nel gruppo dei Responsabili alla Camera. Bucchino ha 63 anni, medico di origine fiorentina, è stato eletto nelle liste Pd degli italiani all’estero, circoscrizione America settentrionale e centrale, militante nel Pci sin dai tempi della scuola. Il parlamentare ha deciso, dopo essersi consultato con i suoi collaboratori e avvocati, di rendere pubblico quanto accaduto poco più di tre settimane fa. Ma un lutto improvviso in famiglia ha fatto ‘allungare’ i tempi della ‘denuncia’ pubblica. Oggi Bucchino si è presentato davanti ai …

"Con la libertà", di Ezio Mauro

Tutto l´Occidente si interroga sull´esito della rivoluzione che scuote la Libia, con gli insorti che guardano a Tripoli dalle città liberate, il regime che spara sulla folla e promette ora le riforme che non ha voluto concedere per 42 anni. In Europa, l´Italia è con Malta il Paese più esposto davanti all´esplosione libica. Proprio per questo, se si comprendono le preoccupazioni del governo è giusto anche pretendere chiarezza nei comportamenti, e prima ancora nei giudizi politici. L´Italia, con il suo Presidente del Consiglio e il suo ministro degli Esteri, è arrivata per ultima a condannare le violenze, e non ha ancora chiamato per nome il regime dittatoriale contro cui il popolo è sceso nelle piazze, sfidando le armi e i mercenari del Colonnello. Da questa incapacità di giudicare (che nasce dall´imbarazzo per i ripetuti baciamano a Gheddafi di Berlusconi) discende una posizione a-occidentale: perché riduce la questione libica ad un´emergenza domestica per l´ondata immigratoria, mentre è invece una grande questione di libertà che investe l´Occidente. Incredibilmente, il nostro governo continua a pensare che Gheddafi possa …

"Egoismi e Paure", di Gian Antonio Stella

Ma se si chiamassero Pedro o José e fossero bombardati da un golpista sudamericano? Se si chiamassero Pak o Koo e fossero mitragliati da un carnefice nordcoreano? Se si chiamassero Oja o Boris e fossero sgozzati da un nuovo macellaio cetniko? È il dubbio che rode a vedere come tanti politici italiani guardano al massacro dei libici facendosi una sola domanda: e noi? Certo, è ovvio che ci poniamo il problema di cosa succederà a casa nostra. Di più: è sacrosanto. Quanti disperati si rovescerebbero con i barconi sulle nostre coste se andasse tutto nel peggiore dei modi? Come potremmo gestire un’ondata migratoria mai vista? Riusciremmo a essere insieme vigili guardiani di un filtro indispensabile e buoni samaritani al soccorso di una umanità sofferente? Cosa farebbero gli altri europei? Accorrerebbero a darci una mano o guarderebbero altrove lasciandoci nelle peste? Sono domande doverose. Imposte da questa specie di esplosione nucleare dagli esiti imprevedibili deflagrata a poche decine di chilometri dai nostri confini. Lo studioso Khaled Fouad Allam si è spinto a scrivere sul Sole 24 …

8, 12 e 17 marzo: l'Italia democratica si mobilita

8 MARZO Le donne in piazza. Le firme del Pd a Palazzo Chigi. L’8 marzo sarà una giornata particolare quest’anno, l’ideale prosieguo delle grandissime manifestazioni di domenica 13 febbraio. Iniziative di donne ci saranno in ogni parte del Paese. Del sindacato, di associazioni e di partiti politici del centrosinistra. Il comitato «Se non ora quando» sta studiando i luoghi e la modalità delle manifestazioni che dovrebbero svolgersi in tutta Italia. Quel giorno, tra l’altro, il Partito democratico depositerà davanti a Palazzo Chigi le oltre dieci milioni di firme raccolte sull’appello in cui si chiedono le dimissioni di Silvio Berlusconi. Ad oggi il Pd ne ha già raccolte ben più di dieci milioni, ma continuerà a farlo fino a che sarà possibile.L’8 marzo ci sarà anche quest’anno l’iniziativa del ministero dei Beni culturali che intende celebrare il binomio Donna e Arte: un connubio ispiratore per pittori, scultori, musicisti e tutti coloro che nei secoli hanno individuato nella figura femminile una musa ispiratrice per la loro opera. L’8 marzo ci sarà l’ingresso gratuito per le donne nei …

"Il rituale storico dell'orrore", di Vittorio Zucconi

Sullo sfondo delle fosse, oltre la spiaggia dei morti che seppelliscono i morti che traboccano dal cimitero di Tripoli dopo giorni di strage, si vede benissimo il Mediterraneo, la stessa acqua nella quale noi nuotiamo e l´Italia vive. Questo non è soltanto “the horror”. L´orrore assoluto che il colonnello Kurtz immaginava nella giungla del sud est asiatico concimata dall´apocalisse indocinese o l´angoscia che ci assale quando rivediamo le esecuzioni in serie compiute dai mitra degli Einsatzgruppen SS in Ucraina, che le immagini dalla spiaggia di Tripoli ci trasmettono. E´ la prossimità umana, reale, fisica ai luoghi dei nostri sentimenti e delle nostre vacanze che rendono l´infamia libica qualcosa che ci appartiene come poche altre atrocità ci sono appartenute. La spiaggia di Tripoli non è meno o più accettabile dei massacri di massa compiuto nei boschi nebbiosi della Polonia o del Belarus, nelle risaie dei Khmer Rossi in Cambogia, nelle Ande delle stragi di Indio, nei massacri di nativi americani nel West. Ma l´incongruenza fra il luogo e l´azione ci offende con una violenza che si …

Telekom Serbia, chiesti 12 anni per Igor Marini che accusava Fassino e Prodi di aver preso tangenti. Cosa scriverà Il Giornale?

Nel 2003 ci fu una campagna stampa contro i dirigenti di centrosinistra, Bondi e Bonaiuti attaccavano. Fassino accusava: “Il burattinaio è a Palazzo Chigi”. Ora nessuno parla. Il girnale nel 2003 accusava Fassino di aver preos tangenti. oggi viene chiesta la condanna del suo accusatore Igor Marini. Due pubblici ministeri di Roma hanno chiesto oggi la condanna a 12 anni di carcere per Igor Marini, il consulente finanziario che aveva accusato nel 2003 Romano Prodi, Piero Fassino e Lamberto Dini di avere preso tangenti per l’affare Telekom Serbia sotto gli pseudonimi di “Mortadella”, “Cicogna” e “Ranocchio”. Lo hanno riferito fonti giudiziarie. I pm Maria Francesca Loy e Giuseppe De Falco hanno chiesto ai giudici della quinta sezione penale del tribunale di Roma di condannare Marini per associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione di documentazione falsa e contraffatta e diversi episodi di calunnia. Per i magistrati romani i tre politici, accusati di tangenti quando erano al governo, “sono state vittime di una serie di calunnie che hanno avuto un impatto imponente sotto il profilo giudiziario e …