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Libia: Segreteria Pd chiede forte correzione atteggiamento Governo

Bersani: “Dobbiamo essere noi a dire all’Europa cosa fare. Per tradizione politica e per collocazione geografica, l’Italia è sempre stata un Paese guida per l’Europa nei rapporti con la sponda sud del Mediterraneo”. La segreteria nazionale del Partito Democratico si è riunita questa mattina ed ha affrontato diversi temi, a cominciare dalla preoccupante situazione venutasi a creare in Libia. In particolare, è stata denunciata la gravità del comportamento del governo e la drammatica inadeguatezza della iniziativa politica del presidente del Consiglio e del ministro degli Esteri di fronte alla sanguinaria risposta del colonnello Gheddafi nei confronti della richiesta di democrazia da parte del popolo libico. “Per tradizione politica e per collocazione geografica, l’Italia è sempre stata un Paese guida per l’Europa nei rapporti con la sponda sud del Mediterraneo” ha detto in particolare il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. “ Avremmo dovuto essere noi a dire all’Europa che cosa fare. Invece il governo è rimasto a lungo inerte, silente, nel tentativo troppo a lungo prolungato di non disturbare anche in circostanze così sanguinose un …

Napolitano: Milleproroghe "Vizi d'incostituzionalità". Berlusconi conviene su osservazioni

Il capo dello Stato scrive al governo: ” D’ora in poi rinvio su casi simili”. Il premier concorda. Fini sospende l’esame dell’Aula. Il Pdl aveva chiesto l’interruzione della discussione alla Camera dopo il tentativo di ostruzionismo da parte dell’opposizione, con lo scopo di far decadere il decreto che scade il 27 febbraio. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato una lettera al governo per spiegare che nel Milleproroghe ci sono elementi di incostituzionalità, su cui chiede delle correzioni. ”Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha oggi inviato una lettera ai Presidenti delle Camere e al Presidente del Consiglio, nella quale ha richiamato l’attenzione sull’ampiezza e sulla eterogeneità delle modifiche fin qui apportate nel corso del procedimento di conversione al testo originario del decreto-legge cosiddetto Milleproroghe”,si legge in una nota del Quirinale. ”Il Capo dello Stato, nel ricordare i rilievi ripetutamente espressi fin dall’inizio del settennato, ha messo in evidenza – si legge ancora – che la prassi irrituale con cui si introducono nei decreti-legge disposizioni non strettamente attinenti al loro oggetto si pone in …

Corte conti: corruzione è patologia, nessun ottimismo

Pg: “Intercettazioni essenziali contro lotta corruzione, ddl governo non le garantisce”. La corruzione e la frode, soprattutto nel settore dei contributi nazionali e dell’Ue, sono ”patologie” che ”continuano ad affliggere la Pubblica amministrazione” e i cui dati ”non consentono ottimismi”. A sottolinearlo e’ il procuratore generale della Corte dei Conti, Mario Ristuccia. Nel 2010 dalle forze dell’ordine sono stati segnalati 237 casi di corruzione (+30,22% rispetto al 2009), 137 di concussione (-14,91%), 1090 di abuso di ufficio (-4,89%). In calo, pero’, persone denunciate nel 2010: 709 per corruzione (-1,39% rispetto al 2009), 183 per concussione (-18,67%) e 2.290 per abuso di ufficio (-19,99%). Non appare ”indirizzato a una vera e propria lotta alla corruzione il disegno di legge governativo sulle intercettazioni”. Nella sua relazione il Pg Mario Ristuccia indica nelle intercettazioni ”uno dei piu’ importanti strumenti investigativi utilizzabili” nel contrasto alla corruzione. www.ansa.it ****** CORTE CONTI: CORRUZIONE È PATOLOGIA, DATI SCIOCCANTI ROMA – La corruzione come patologia, con lo strumento delle intercettazioni fondamentale per la lotta al malaffare e alla frode, e il ddl governativo …

"Addio welfare comunale, tagli dell´80% neppure un euro a nidi e non autosufficienti", di Luisa Grion

Meno servizi per i disabili, meno aiuti agli anziani, un taglio ai programmi d´integrazione per gli immigrati, le politiche per l´infanzia e per la famiglia costrette ad aspettare. Mettere a posto i bilanci dello Stato ha un costo: molto spesso lo paga il welfare. E i primi a dover fare i conti con la drastica riduzione imposta dall´ultima Finanziaria ai Fondi statali di carattere sociali sono i sindaci. La manovra per il 2011 è destinata a lasciare un pesante segno sulle politiche di assistenza messe in atto dai comuni. Dal 2008 ad oggi i dieci principali canali d´investimento (dal fondo per l´affitto a quello per i servizi d´infanzia) hanno subito una riduzione del 78,7 per cento: dai 2 miliardi e 527 milioni stanziati quattro anni fa si è passati ai 538 milioni di oggi. Alcuni capitoli di spesa sono stati semplicemente azzerati: il fondo per i non autosufficienti, per esempio, l´anno scorso aveva ottenuto 400 milioni di euro, quest´anno non è stato rifinanziato. Stessa cosa per i servizi d´infanzia: dai cento milioni dell´anno scorso (investimenti …

"Perché Calderoli ha fermato la diretta", di Rudy Francesco Calvo

Perché Calderoli ha fermato la diretta Nervosismo e incertezza caratterizzano il Carroccio che blocca “In mezz’ora” Era facile prevedere che lo stop imposto al filo diretto di Radio Padania Libera con la trasmissione di Lucia Annunziata In mezz’ora avrebbe suscitato polemiche e sospetti sulla sintonia tra i vertici leghisti e la base. Eppure Roberto Calderoli ha deciso di muoversi comunque, a pochissime ore dalla messa in onda su Raitre, per bloccare l’operazione Carroccio on air. Una toppa che ha creato qualche problema, ma che ha tappato appena in tempo un buco che, se si allargasse ancora, rischierebbe di far affondare la barcarola già instabile del governo Berlusconi. Per capire cosa sarebbe potuto andare in onda dagli schermi di Raitre bastava sintonizzarsi anche ieri sulle onde di Radio Padania, che ha riaperto puntualmente per tutta la giornata i propri microfoni ai contributi degli ascoltatori. O recuperare qualche registrazione delle trasmissioni passate. Si sarebbero potuti ascoltare paragoni azzardati tra Napolitano e Togliatti o che «i napoletani, come nel caso del presidente, sono diversi dai lombardi». Per non …

"Il sabotaggio della giustizia", di Nadia Urbinati

Il Consiglio dei ministri ha dunque approvato all´unanimità la relazione del ministro della Giustizia Angelino Alfano sul ddl che contiene la riforma costituzionale della giustizia. Un decreto d´urgenza per riformare (deformandola) la nostra Costituzione in quelle parti che non convengono agli interessi giudiziari del premier. Un comitato formato da ministri ed esperti si riunirà per approfondire i contenuti del testo della riforma e, da quanto è trapelato, pare che all´ordine del giorno del comitato ci sia la proposta di intervenire sulle intercettazioni, riesumando il decreto che è fermo da mesi alla Camera dei deputati. Insomma, la strategia difensiva del presidente del Consiglio di fronte alla giustizia ordinaria consiste nell´usare le sue prerogative per sabotare la possibilità che giustizia sia fatta. Poiché ovviamente lui è l´imputato; imputato di reati penali gravi. Il copione e la regia di questo ddl sono dettati da una pratica di anticostituzionalizzazione, la cui massima è la seguente: la legge ha il compito di favorire, o non danneggiare, chi è al potere. L´obiettivo che il governo italiano da anni persegue é costituzionalizzare …

"La primavera dei popoli", di Bernardo Valli

Due cambiamenti, sufficienti per segnare la svolta di un´epoca, sono già intervenuti mentre le rivolte nel mondo arabo sono ancora in corso. E la repressione è sempre più sanguinosa in Libia. Il nuovo capitolo di storia non riguarda soltanto i paesi che ne sono il teatro. La zona sensibile, dall´Algeria all´Iran, rappresenta il 36 per cento della produzione mondiale di petrolio. Questo è quel che ci riguarda sul piano concreto, insieme ai rischi di guerre non soltanto civili, in una zona ricca di conflitti latenti, alle porte dell´Occidente europeo. Sul piano politico, ideologico, morale, quel che sta accadendo è inoltre destinato a sconvolgere, a rovesciare il pregiudizio occidentale sul mondo arabo musulmano. Il famoso conflitto di civiltà. Il primo cambiamento già avvenuto è che uomini e donne rivendicano i diritti dei cittadini di uno Stato democratico, e quindi rifiutano il modello del rais, onnipotente e insostituibile, dominante dall´Atlantico all´Oceano indiano per decenni. Dopo il tunisino Ben Ali e l´egiziano Mubarak, adesso traballa anche Gheddafi, caricatura dell´autocrate arabo miliardario in petrodollari, in esercizio da più di …