Tutti gli articoli relativi a: attualità

"L´etica relativa di un Paese indulgente", di Ilvo Diamanti

È probabile che i recenti scandali abbiano eroso ulteriormente la popolarità di Berlusconi. Che, dopo la scorsa estate, si era già sensibilmente ridimensionata. Non più del 35-36% degli italiani, infatti, valuta il suo operato con un voto uguale o superiore a 6.Cioè: la sufficienza. Tuttavia, non bisogna pensare che i nuovi scandali producano effetti immediati e visibili anche sul piano del consenso elettorale. In primo luogo perché parte dei consensi perduti dal Pdl vengono drenati dalla Lega. (E occorrerebbe un´opposizione davvero competitiva.) Poi, perché sarebbe errato pensare che Berlusconi abbia costruito il proprio consenso su valori specifici e “originali”, imposti da lui. In parte è vero il contrario. Berlusconi ha, semmai, intercettato un sentimento comune che gli pre-esisteva. Attraverso l´azione personale e mediatica. Da un lato, ha riprodotto la passione degli italiani per “l´arte di arrangiarsi”. Il distintivo nazionale, insieme all´attaccamento alla famiglia (come dimostrano le indagini condotte da Demos e liMes, negli ultimi vent´anni). Berlusconi lo ha esibito con orgoglio. L´uomo dei fatti, che si è fatto da sé. Imprenditore ingegnoso, riluttante alle regole …

Sempre di più i minori stranieri in Italia. Ma anche le loro difficoltà sono in aumento

Cresce la presenza di bambini e adolescenti stranieri residenti nel nostro paese – 932mila di cui 572mila nati in Italia – ma si restringono le maglie dell’accoglienza e dell’inclusione. È la conclusione a cui giunge il secondo Rapporto annuale di Save the Children su «I minori stranieri in Italia», reso noto oggi. La legge 94-2009, meglio nota come “legge sulla sicurezza”, secondo l’organizzazione si sta rivelando un ostacolo che interrompe o rende più difficile il percorso d’integrazione intrapreso – spesso con grande abnegazione e impegno – da tanti minori stranieri non accompagnati, i cui viaggi verso l’Italia peraltro sono diventati ancora più rischiosi a seguito della ratifica dell’accordo Italia-Libia avvenuta nel febbraio 2009. La scuola italiana – tradizionale fulcro dell’integrazione – è sempre più in affanno, e la previsione di un tetto del 30% di alunni stranieri per classe non ha certo contribuito a migliorare la situazione. Il 2010 ha segnato inoltre un periodo di grave difficoltà per centinaia di bambini rom, a causa di sgomberi realizzati senza predisporre misure alternative di accoglienza. L’8% dei …

"Le donne dicono basta Se non ora, quando?", di Michela Marzano

Bella immagine dell´Italia! Per chi sembrava ossessionato dall´idea che ci si poteva fare all´estero del nostro Paese, accusando alcuni intellettuali di “tradire l´Italia” con i propri libri e i propri articoli, il risultato è eccellente. Perché ovunque, ormai, non si parla d´altro che delle serate “bunga-bunga” del nostro premier. Di Ruby e di Iris. Di seni e di raccomandazioni. Di prostitute minorenni “ricoperte d´oro” per tenere la bocca chiusa… Bella immagine della donna. Ma anche dell´Italia, che per anni ha chiuso gli occhi di fronte al baratro in cui le donne stavano precipitando. Perché ormai non si tratta nemmeno più della semplice trasformazione della donna in un corpo-immagine, ma della sua progressiva e inevitabile riduzione ad un corpo “usa e getta”. Ormai ci siamo. Di nuovo impigliati nelle patetiche reti degli Arcana Imperii: segreti, corruzione, orge. Forse è per questo che non si può più restare zitti, e che nei prossimi giorni ci saranno numerosi appuntamenti per dire “basta”. Basta, lo diranno tra gli altri Eco, Saviano e Zagrebelsky il 5 febbraio a Milano, durante …

"La necessità di una tregua", di Ferruccio de Bortoli

Nell’infinita notte della nostra Repubblica, cresce l’inquietudine di chi vorrebbe vivere in un Paese normale, di chi avverte l’urgenza di occuparsi di problemi veri: la famiglia, il lavoro, l’impresa. E soffre il degrado della vita pubblica, la grave perdita d’immagine internazionale. Vogliamo essere orgogliosi del nostro Paese e non avere motivi di imbarazzo se non di vergogna. Un’inchiesta della procura milanese a carico del premier scuote le coscienze. Diffidiamo dei tanti che pensano di avere la verità (e la sentenza) in tasca. Siamo garantisti, ma riteniamo che il premier debba andare dai magistrati competenti e chiarire. Ha tutto il diritto di difendersi, anche se sarebbe preferibile che non lo facesse attaccando ogni giorno la magistratura. Fondato e importante il tema delle libertà individuali, ma chi governa deve dare un buon esempio. In questi giorni si sta consumando un altro dramma: il crescere della conflittualità fra le istituzioni. Forse ci stiamo abituando a tutto, ma non possiamo assistere in silenzio a una catena di strappi senza precedenti. Capisco l’insofferenza per le forme, che è figlia di …

"Altolà allo sfascio istituzionale. Il Colle mette nel conto le urne", di Marcella Ciarnelli

Non può non aver pesato l’altolà del presidente della Repubblica nella decisione del Pdl di rinviare a data da destinarsi l’ipotizzata manifestazione a difesa di Silvio Berlusconi contro la magistratura. E forse anche Gianfranco Fini che questa volta non si è recato alle assise del Terzo Polo ne è stato“influenzato”. Il Capo dello Stato, irritato e allarmato, aveva fatto sapere in pubblico e in privato di non poter più assistere impotente allo scontro in atto. Puòinfatti il presidente della Repubblica rimanere indifferente quando i suoi richiami alla responsabilità, ma anche l’allarme e lo sconcerto di tanta parte del paese, rimangono senza risposte? E’ evidente che non può. E, quindi, al Quirinale si è cominciato a ragionare su come fermare la guerra di tutti contro tutti, mettendo nel conto l’ipotesi estrema dello scioglimento anticipato della legislatura e le elezioni, “l’arma totale” come l’ha definita il costituzionalista Michele Ainis, in osservanza del dettato costituzionale che affida questa esclusiva prerogativa al presidente, dopo aver consultato i vertici di Senato e Camera. E un giornale vicino (anche se a …

"Il paese rovesciato", di Nadia Urbinati

L´Italia è un paese surreale, per raccontare il quale non ci sono più parole. Un paese rovesciato, dove tutto funziona esattamente all´opposto di come le cose funzionano in un paese democratico. Non è necessario appellarsi agli ideali della democrazia. E´ sufficiente comparare il nostro paese con altri paesi reali per vedere la folle assurdità nella quale la nostra società è immersa. In quale altro paese del mondo occidentale succede che un capo di governo sta aggrappato al suo ruolo per poter sfuggire alla giustizia? In quale altro il presidente del Consiglio si fa latore di un messaggio distruttivo come quello di cercare di essere eletti per poter restare impuniti? In quale altro paese democratico l´intero staff di legulei, avvocati e mediatori del presidente del Consiglio siedono in Parlamento, non per rappresentare gli italiani (un oggetto di nessun interesse) ma per prendersi cura quotidianamente degli interessi del loro cliente, il quale é anche il loro padrone? In quale altro paese moderno un leader politico eletto, e che per questo dipende dalla legge come ciascuno di noi, …

"Mezzogiorno, la brutta fine dei fondi", di Gianfranco Viesti e Francesco Prota

Nulla di buono dalla riprogrammazione del Fondo per le aree sottoutilizzate. Le scelte del governo hanno cancellato, fino al 2015, l’importante contributo, qualitativo e quantitativo, che sarebbe potuto venire dalla politica di sviluppo territoriale. La principale manovra di politica economica realizzata in questa legislatura è stata la riprogrammazione e l’utilizzo delle risorse del FAS, Fondo per le Aree Sottoutilizzate, nazionale. Tali risorse erano state destinate dal Quadro Strategico Nazionale 2007-13 e dalla delibera CIPE 166/2007, alle politiche di sviluppo territoriale: cioè spesa in conto capitale, per l’85% nel Mezzogiorno e per il 15% nel CentroNord. Questa manovra ha avuto luogo, fra il maggio 2008 e fine 2010, attraverso un insieme straordinariamente complesso di disposizioni di legge e di delibere dello stesso CIPE, che ha modificato progressivamente, ma radicalmente, il FAS. Il quadro d’insieme non è stato poi mai ricostruito in forma organica e trasparente. Tutta la materia è divenuta oscura, quasi impenetrabile. La discussione pubblica e la valutazione di questa manovra è stata assai modesta, certamente di molto inferiore all’importanza che essa ha per l’economia …