Tutti gli articoli relativi a: attualità

""La misura è ormai colma" l´ira dei pg all´anno giudiziario", di Liana Milella

Alfano reagisce: corporazione che ostacola l´efficienza. Berlusconi vuole «punirli» per via del Rubygate. Loro, i giudici, nel giorno in cui aprono l´attività del 2011, protestano “istituzionalmente”. Poiché, come dice il procuratore di Torino Giancarlo Caselli, «la misura è colma», le toghe usano la Costituzione come scudo. Questo mette l´Anm nelle prime righe del documento letto ai rappresentanti del governo: «Gli attacchi ai giudici sono contro la Carta». Il presidente Luca Palamara, a Roma, appena il Guardasigilli Angelino Alfano ha finito di criticarli («Le vostre resistenze corporative impediscono l´efficienza del sistema giustizia»), replica: «Idealmente e moralmente oggi la magistratura italiana è a Milano. Insulti e denigrazioni al singolo collega sono insulti a tutti noi». Il vice presidente del Csm Michele Vietti, a Torino, per il secondo giorno insiste: «La magistratura non sottende disegni eversivi, ma svolge un´attività operosa e silente che merita stima». Contro l´ennesimo tentativo di Berlusconi di scansare anche questo processo giocando la carta del tribunale dei ministri, dopo i tre lodi che hanno rallentato i precedenti, Vietti mette un punto fermo: «Una sede …

"Il Cigno nero d'Egitto", di Lucia Annunziata

Il Cigno nero che proprio in questi giorni a Davos è stato appassionatamente cercato dai cervelloni della economia mondiale, si è materializzato – a sorpresa com’è nella sua natura – ed ha allargato le sue ali sul Nilo. Il Cigno nero, nel linguaggio di Davos, è una figura simbolica statistica, «un evento ad alto impatto, bassa probabilità, bassissima prevedibilità». Esattamente quello che possiamo dire di quello che è successo ieri al Cairo. Il faraone Mubarak dopo trent’anni di immobilità ha imboccato in poche ore il viale del tramonto. Ha nominato un vicepresidente, il primo nella sua lunga storia politica, mentre una piccola flotta di Lear Jet privati, come in tutti i fine regime, si levava in volo dall’aeroporto cairota con a bordo i suoi figli e i ricchi del Paese, in fuga con le loro famiglie, i loro capitali e le loro Vuitton. La fine formale del regno del Faraone non è stata dichiarata ma certo ce ne sono tutte le sembianze: le decisioni di ieri hanno comunque fatto giustizia di ogni ipotesi che Mubarak …

"Tunisi, il futuro è tempo da donne", di Franco La Cecla

Un episodio basterebbe per dare un’idea della partita che si sta giocando in questi giorni in Tunisia. All’annuncio dell’imminente ritorno a Tunisi del leader in esilio del partito islamico, Ennhanda (Rinascita), Rachid Gannouchi, un tam tam di donne su Facebook sta organizzando una accoglienza numerosa all’aeroporto di Tunisi. Sono già migliaia e hanno deciso di farsi trovare tutte in bikini. Questo per spiegare agli italiani che in Tunisia c’è un livello di provocazione, dibattito, di presenza intellettuale e di pretesa di laicità che può stupire chi non conosce il paese. In Italia vige l’idea che la Tunisia sia nient’altro che una riserva di manodopera disperata, come in Francia vige l’arroganza – la stessa di Sarkozy – che vedeva in Bel Alì il baluardo contro il fondamentalismo (salvo fare precipitosa marcia indietro all’ultim’ora) . Entrambe le visioni si stupiscono degli avvenimenti di questi ultimi giorni. La rivolta tunisina è sicuramente una rivolta di piazza, al punto tale che la carovana della libertà non si schioda dal presidio davanti alla Kasbah e in Boulevard Bourghiba. Studenti, insegnanti, …

"Quante sono le divisioni del capo dello stato", di Eugenio Scalfari

Siate buoni! Lo dice un uomo anziano che fabbrica ciambelle col buco e ne diffonde il consumo e poi – non so perché – chiude con questa esortazione il suo messaggio pubblicitario. Ma le sue ciambelle sono fatte con ottima farina. Qui, nella ciambella Italia, è l´ottima farina che manca, la nostra è una farina piena di vermi e di impurità ed è la materia prima che fa difetto. Perciò l´esortazione ad esser buoni, che la più alta autorità dello Stato non cessa di lanciare alle forze politiche e alle istituzioni imbarbarite, cade in un vuoto dove s´incrociano grida, insulti, delegittimazioni e malcostume diffuso in tutti i livelli. Si accumulano indizi e prove di gravi reati, ma non è neppure questo l´aspetto che desta maggiore sgomento: i reati, veri o presunti, hanno i loro luoghi per essere accertati ed eventualmente puniti; ma è l´indecente spettacolo dei comportamenti viziosi e della paralisi istituzionale che ne consegue a gettare il Paese nello sgomento. L´articolo 54 della nostra Costituzione esorta ed anzi impone al titolare di quella istituzione …

"L'Italia non risponde al telefono", di Bill Emmott

Pochi giorni fa un’intervistatrice tv mi ha chiesto cosa credevo potesse pensare della politica italiana un alieno proveniente da un altro pianeta, un extraterrestre che improvvisamente si fosse trovato a Roma. Una bella domanda, anche se mi sono chiesto se lei vedeva anche me come una sorta di alieno. Forse come commentatore straniero sono davvero una specie di extraterrestre, ma vorrei rilanciare: di fronte alla politica italiana oggi siamo tutti alieni, rispetto ai politici siamo tutti creature di un altro pianeta, italiani o stranieri, giovani o vecchi, di destra o di sinistra. Perciò la mia risposta è che il nostro extraterrestre chiederebbe come mai in Italia c’è così tanta politica e così poco governo. Infatti, se l’Italia fosse l’unico Paese sulla Terra visitato dall’alieno, la creatura dovrebbe concludere che in questo gioco chiamato democrazia la politica e il governo devono essere variabili indipendenti, attività non connesse, e potrebbe dedurne che in Italia il vero governo deve essere altrove, probabilmente in qualche luogo segreto, perché nessuno dei politici sembra avere nulla a che fare con esso. …

"In piazza e su internet, monta la protesta contro il Cavaliere", di Carmine Saviano

File ai banchetti del Pd che raccoglie firme per le dimissioni. Oggi a Milano il primo appuntamento. Poi, il 5 febbraio, la grande iniziativa di Libertà e Giustizia con Eco, Saviano, Zagrebelsky, Ginsborg. Poi il 13 in contemporanea Santoro, le donne in molte città. E i sit-in ad Arcore. In piazza e sul web. Decine di iniziative, una protesta multiforme con al centro un solo messaggio: “Berlusconi, dimettiti”. Tanti settori della società civile sono in movimento. Associazioni, gruppi, comitati. Che da oggi, e per le prossime settimane, non lasceranno niente di intentato. Un fronte comune. Il cui spettro emotivo va dal disgusto all’indignazione. Che nasce dal vedere istituzioni e discorso pubblico degradati come mai nella storia della Repubblica. L’altra Italia. Quella che con Berlusconi e il Bunga Bunga, con gli abusi di potere e le menzogne, non ha, e non vuole avere, niente a che fare. I banchetti del Pd. “File ai banchetti del pd Pn tutta Italia dove è entrata nel vivo la raccolta di dieci milioni di firme per le dimissioni del premier …

Sabato a Milano l’Italia della dignità. Io ci sarò perché", di Emilia De Biasi*

La moralità di un uomo politico non si misura dalla sua esuberanza sessuale, siamo d’accordo. Ma qui non si parla di affari privati, né di camere da letto violate. Ciò che leggiamo tutti i giorni, e per fortuna possiamo ancora farlo, lascia sgomenti per lo squallore di giri di giovani e giovanissime squillo, di esponenti delle istituzioni dedite all’organizzazione di festini, giri di droga. E tutto questo si addensa attorno al presidente del consiglio, affetto da bulimia telefonica come ossessione mediatica, la stessa che lo fa apparire in tv con proclami degni di un dittatorello sudamericano da film anni sessanta. Parliamo dell’uomo che di fatto ahimè rappresenta il nostro paese nel mondo, l’uomo dei cucù alla Merkel e delle corna al vicino nelle foto ufficiali, oggi patetico e tardivo amatore a pagamento, dileggiato e fregato dai suoi stessi amici, umiliato dalle stesse donne che ha pagato profumatamente. Parliamo di Silvio Berlusconi che ha offeso e colpito la dignità di un popolo. Si deve dimettere. Parliamo del capo del governo, di un uomo pubblico, che ha …