Tutti gli articoli relativi a: attualità

"L'Italia resta in coda su innovazione e accesso al credito", di Francesca Barbieri

Meglio della Germania sul terreno dell’imprenditorialità, più forti della Spagna per efficienza dell’amministrazione pubblica, a pari merito con la Gran Bretagna per livello di integrazione sul mercato unico europeo. Le buone notizie si fermano qui. L’Italia esce dal confronto europeo con poche luci e molte ombre: il nostro paese non è un terreno fertile per lo sviluppo delle piccole e medie imprese, almeno in base agli indicatori fissati dallo Small business act. Una partita che si gioca su dieci campi diversi: imprenditorialità, seconda possibilità, pensare in piccolo, amministrazione recettiva, aiuti di stato, finanza, mercato unico, innovazione, ambiente e internazionalizzazione. Ciascuno corrispondente a un mix di princìpi, giudicati essenziali dalla Ue per creare condizioni paritarie di concorrenza tra le Pmi e per migliorare il contesto giuridico e amministrativo europeo. L’Italia è sempre ben al di sotto della media Ue, con l’unica eccezione dell’imprenditorialità, per cui si registra un risultato di poco inferiore. Su questo fronte emerge che negli ultimi anni il tasso di natalità delle imprese è stato più basso rispetto alla media Ue, ma abbiamo …

"E se il Cavaliere uscisse di scena", di Ilvo Diamanti

E se domani Berlusconi uscisse di scena, travolto dagli scandali e dalle inchieste giudiziarie, più che dall´opposizione politica. Lasciato solo dagli alleati. Dalla Lega, che ha già annunciato l´intenzione di andare subito al voto, se il federalismo si arenasse in Parlamento. Da Umberto Bossi, sempre più infastidito dallo stile di vita del Premier (a cui consiglia di «darsi una calmata»). Criticato dagli industriali, che considerano l´azione economica del governo insufficiente contro la crisi. (Lo ha ribadito anche ieri Emma Marcegaglia.) Dalla stessa Chiesa vaticana, fino a ieri indulgente seppure imbarazzata. Danneggiato dall´immagine internazionale, a dir poco logora. Infine, elemento definitivo e determinante, sfiduciato dagli italiani, dai suoi stessi elettori. (Nonostante i sondaggi degli ultimi giorni non suggeriscano grandi spostamenti elettorali. Segno di un´assuefazione etica molto elevata). Anche in queste condizioni, Berlusconi, probabilmente, resisterebbe fino in fondo. («Non mi piego, non mi dimetto, reagirò», ha ripetuto due giorni fa.) D´altronde, ha sempre dato il meglio (o forse il peggio) di sé di fronte alle emergenze. Sull´orlo dell´abisso. Come il barone di Münchausen, che riesce a sollevare …

"Sul caso FIAT precari contro operai", di Bruno Ugolini

Nel grande dibattito aperto su giornali e Tv attorno al caso Fiat, c’è stato qualche precario che ha lamentato il troppo scalpore suscitato. Per denunciare la propria attesa di contratti ballerini, la mancanza di ferie, nessun diritto a stare malato ricevendo comunque un sostegno economico, nessun diritto a scioperare in caso di soprusi, nessuna possibilità di essere rappresentati da un sindacato. Noi, si aggiungeva, non possiamo nemmeno essere protagonisti di un referendum e votare per unSi o per un No. I nostri “contratti” sono indiscutibili e i nostri partner imprenditoriali sono tanti Marchionne che hanno già vinto senza troppi clamori. Un atteggiamento ben comprensibile. Qualche operaio delle Carrozzerie di Mirafiori potrebbe ribattere che nemmeno il suo futuro è assicurato e che comunque molto difficilmente i precari dei nostri giorni, presenti sì nel lavoro manifatturiero, ma soprattutto nei servizi pubblici e privati, o nel commercio e nei giornali, si adatterebbero a sostare anche dieci ore al giorno sulle future catene di montaggio di Mirafiori. Qualche intellettuale ha alimentato questa contrapposizione tra precari e operai di Mirafiori, …

Confindustria stringe i tempi. "Nuove regole entro aprile", di Roberto Mania

Confindustria, ora, è costretta ad accelerare i tempi. Il contratto aziendale alla Fiat-Chrysler di Pomigliano e Mirafiori, non più associata a Viale dell´Astronomia, ha trasformato lo scenario e, con uno strappo senza precedenti, anche le regole del gioco. «Bisogna saper cavalcare il cambiamento», ha detto ieri la presidente degli industriali, Emma Marcegaglia. E il cammino sembra in parte già segnato: nuove regole entro aprile. Per riportare la Fiat all´interno di Confindustria, per aggiornare il sistema di contrattazione, per fissare i nuovi criteri della rappresentanza, per modernizzare la stessa struttura confederale. Un percorso che non richiede l´azione del governo mentre impone un difficile dialogo con Cgil, Cisl e Uil, divise come non mai sulle strategie e sulle proposte. Il confronto già avviato sulle politiche per la crescita, che coinvolge anche le altre organizzazioni imprenditoriali, è in stand by. Senza un chiarimento tra la Cgil e gli altri sindacati e tra la Cgil e la Confindustria rischia di finire in un binario morto a meno che non si voglia trascinare in un accordo separato tutti gli altri, …

" Niente funerali: B. è al party", di Tommaso Cerno e Emiliano Fittipaldi

Il 20 settembre, alle esequie del parà Alessandro Romani morto in Afghanistan, c’erano tutti tranne lui. Rimasto ad Arcore. Dove si era festeggiato con 24 ragazze fino alle 4 del mattino. E alla fine il Cav. «era distrutto». Silvio Berlusconi era atteso oggi ai funerali di Luca Sanna, 33 anni, il caporalmaggiore ucciso qualche giorno fa in Afghanistan. Non si è fatto vedere. Probabilmente ha preferito, dopo lo scandalo Ruby, evitare di presenziare a una cerimonia funebre mandando il sottosegretario Gianni Letta. Non è la prima volta che Berlusconi salta appuntamenti istituzionali così delicati: sembra incredibile, ma lo scorso 19 settembre, mentre la salma del paracadutista della Folgore Alessandro Romani, trentaseienne originario di Roma, veniva accolta con cordoglio a Ciampino, il presidente del Consiglio era al telefono con Nicole Minetti. Di scendere a Roma per salutare la famiglia del giovane militare ucciso da un cecchino non gli è passato, probabilmente, nemmeno per la testa: la sera, ad Arcore, erano infatti attese 24 ragazze, insieme ai suoi amici Emilio Fede e Carlo Rossella. Così l’unico intervento …

Al Lingotto il Pd ritrova l’unità «Così torneremo a vincere», di Maria Zegarelli

In un momento «drammatico per il Paese», dal Lingotto riparte un Pd «più unito», con proposte dei Modem che la maggioranza condivide. Con la voglia di parlare ad un vasto elettorato e diventare forza di governo. È il giorno del ritorno di Walter Veltroni, di nuovo qui al Lingotto di Torino dove tutto iniziò quel giugno del 2007, ma nulla è più come allora. Allora delineò il profilo del partito democratico e lanciò la sua candidatura alle primarie, oggi ri- lancia il progetto del Pd da leader della minoranza interna e l’appuntamento, che rischiava di essere un punto di rottura, diventa l’occasione di una ritrovata unità del partito nell’obiettivo di mandare a casa Silvio Berlusconi. Anche a costo di nuove elezioni che nel Pd nessuno vuole davvero. Concorde l’analisi di Veltroni e del segretario Pier Luigi Bersani sul punto: l’Italia è sull’orlo del precipizio, un momento «drammatico», lo definisce il leader Pd, per i colpi di coda di un premier che vede il suo tramonto e lo combatte con tutto il suo potere mediatico, economico …

"Il vero "orrore" è isolare i magistrati", di Roberto Saviano

Ho ricevuto la laurea honoris causa in Giurisprudenza, mi è stata conferita dall´Università di Genova; è stata una giornata per me indimenticabile. Credevo fosse fondamentale impostare la lezione, che viene chiesta ad ogni laureato, partendo proprio dall´importanza che il racconto della realtà ha nell´affermazione del diritto. Soprattutto quando il racconto descrive i poteri criminali. Senza racconto non esiste diritto. Proprio per questo ho voluto dedicare la laurea honoris causa ai magistrati Boccassini, Forno e Sangermano del pool di Milano. Marina Berlusconi dichiara che le fa orrore che parlando di diritto si difenda un magistrato. Così facendo avrei rinnegato ciò per cui ho sempre proclamato di battermi. Così dice, ma forse Marina Berlusconi non conosce la storia della lotta alle mafie, perché difendere magistrati che da anni espongono loro stessi nel contrasto all´imprenditoria criminale del narcotraffico non vuol dire affatto rinnegare. Non c´è contraddizione nel dedicare una laurea in Giurisprudenza a chi attraverso il diritto cerca di trovare spiegazioni a ciò che sta accadendo nel nostro Paese. Mi avrebbe fatto piacere ascoltare nelle parole di un …