Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Under 30 assunti nei musei e addio bancarelle al Colosseo", di Maria Corbi

Cercansi storici dell’arte under 30. Il decreto cultura varato dal Consiglio dei ministri la scorsa settimana e firmato ieri dal presidente Giorgio Napolitano fa un passo verso i giovani laureati in discipline relative a beni e ad attività culturali. Hai 29 anni? Puoi essere assunto nei musei, nelle biblioteche, negli archivi che da anni soffrono di carenza di organico causa spending review. E questo in deroga ai limiti imposti alle amministrazioni diverse dai beni culturali. Contratti a tempo determinato, certo, ma sicuramente una chance per tanti ragazzi che con la laurea in tasca e la passione per l’arte sono costretti troppo spesso a ripagare su lavori che diano un minimo di sicurezza. E adesso questo minimo di sicurezza arriva dal decreto Cultura e Turismo trasmesso alla Camera. Oltre alla spinta all’occupazione giovanile, introduce un credito d’imposta (“Art bonus”), del 65 per cento per le donazioni a favore di interventi di manutenzione e restauro di beni culturali pubblici; musei, siti archeologici e biblioteche pubblici; teatri pubblici e fondazioni lirico sinfoniche. Tra gli impegni voluti dal ministro …

"Supplenti brevi, in tanti non prendono lo stipendio da febbraio", di Alessandro Giuliani

Molti supplenti temporanei della scuola non prendono lo stipendio dal mese febbraio. Ora, a pochi giorni dal termine delle lezioni, che per la gran parte di essi coinciderà con la fine del servizio a tempo determinato, hanno deciso di denunciarlo. Secondo il gruppo ‘Supplenti della scuola per la qualità e dignità del lavoro’, occorre infatti sensibilizzare istituzioni ed opinione pubblica “sulla situazione di disagio di centinaia di supplenti temporanei della scuola: per questo chiediamo che l’Ufficio VII del Ministero dell’Istruzione e il corrispondente Ufficio del Ministero dell’Economia – si legge nella nota del raggruppamento di precari della scuola – si adoperino congiuntamente per sanare, con emissioni speciali e con gli opportuni provvedimenti agli uffici preposti, la situazione degli stipendi arretrati”. L’organizzazione denuncia, quindi, “la mancata liquidazione per molti supplenti brevi delle retribuzioni di febbraio, marzo e aprile; la mancata trasmissione dei flussi UniEMens all’Inps, competenza che, dal gennaio 2013, è a carico del Tesoro e che lo scorso anno ha causato lentezze, ritardi e forti disagi nell’istruttoria delle pratiche Aspi e MiniAspi da parte dell’Istituto …

"Il ritorno della politica in Europa", di Guido Rossi

Le appena svolte elezioni europee hanno rivelato una singolare dissociazione tra le élite politico-intellettuali e gli elettori. Il deficit di democrazia che sta dilagando in tutti i Paesi occidentali, Stati Uniti compresi, rappresentato dalla sottomissione del potere legislativo rispetto a quello esecutivo, sembra con queste elezioni aver subìto un’inversione di tendenza. Gli elettori europei, il maggior numero mondiale dopo quelli indiani, si sono dimostrati più di ogni volta precedente consapevoli dell’importante funzione del tanto disprezzato Parlamento europeo, nel quale per la prima volta hanno potuto indicare il candidato presidente della Commissione, che rappresenta il potere esecutivo. L’Europa tecnocratica, nominata e gestita dall’alto, ha aperto la porta a un’Europa politica orientata dal basso, verso una democrazia rappresentativa nel senso classico. Le campagne elettorali, frammiste al richiamo continuo di problemi interni, hanno alzato i toni e i livelli delle discussioni sui problemi europei. È dunque un bene per la democrazia che nel Parlamento, insieme a centrodestra e centrosinistra, siedano anche, come stimolo, gli euroscettici e i populisti. E così la valutazione delle pur rilevanti astensioni dal voto …

"Ma per il premier il voto non consente rinvii sulla Commissione", da L'Unità

La Germania non come “nemico” ma come “modello”. Buona parte delle risposte che gli italiani hanno sollecitato con il voto dipendono dall’Europa e Renzi approfitta dell’intervista ad alcune importanti testate europee per confermare i suoi «ottimi rapporti» con Angela Merkel, ma per ribadire anche che «l’impostazione di fondo» dell’Ue «non deve essere centrata sull’austerità» ma puntare alla crescita, all’occupazione e alle riforme. I riconoscimenti al modello tedesco – il presidente del Consiglio cita «il mercato del lavoro o la struttura pubblica» – non possono annebbiare le diversità «su tante questioni», a partire – appunto – dal rigore come imperativo assoluto. Se Romano Prodi sollecita «un blocco forte» di paesi europei – «Italia, Francia, Spagna, Austria» – che «sblocchi» l’Unione, e se il professore dopo aver gettato il sasso cerca di nascondere la mano sottolineando che non pensa a un patto «antitedesco», Renzi per il momento si mantiene cauto. Mettendo a punto le mosse per la partita che si gioca a Bruxelles, tuttavia, nel governo si fanno i conti sui possibili alleati, perché i tempi stringono …

"La lezione che viene dal degrado", di Mariapia Veladiano

Per arrivare a questo risultato è stato indispensabile un impegno collettivo davvero ragguardevole. Sindaci e amministrazioni dalle cinquanta e più sfumature di ideologie che hanno sistematicamente ritenuto più importante asfaltare campagne per la comodità dei loro elettori e lastricare piazze per la sagra dello gnocco fritto, governanti di corso lungo-lunghissimo oppure più o meno novelli che nel loro (per quanto breve) permanere in Parlamento han trovato modo di dissimulare “riforme” scolastiche nello spazio bianco fra due articoli di legge finanziaria, elettori, e molti erano ben genitori, che hanno ostinatamente votato chi questo faceva e questo prometteva di fare. Se il 58% delle nostre scuole non è a norma, e molte di queste sono un vero pericolo, è perché un mare di persone per un mare di anni non ha ritenuto importante investire lì e un mare di altre gliel’ha permesso. Adesso un pezzo di verità è che a voler prendere in mano la scuola non si sa da che parte cominciare. Arrivano i dati Ocse e ci dicono che siamo in fondo per gli apprendimenti. …

"La scuola dimessa", di Paolo Di Paolo

Di scuola si parla quasi sempre da fuori. Parlano gli ex insegnanti, gli ex alunni, parlano i sociologi, parlano i ministri, gli ex ministri, parlano gli scrittori. Difficile che se ne parli da dentro; raro che chi ha ancora davvero a che fare con i banchi e le aule insegnanti, studenti, collaboratori scolastici, genitori sia interpellato e chiamato in causa. Ciascuno ha un’idea di scuola, di come dovrebbe essere: meno frequente che sappia com’è realmente, con quali problemi concreti deve confrontarsi ogni mattina. Allora può bastare una lettera, la lettera di un rappresentante dei genitori di un liceo romano, per sentire che vento soffia dentro la scuola. Gianfranco, un padre, si rivolge ai ragazzi, ai figli. Prende le mosse da un episodio specifico: l’installazione di telecamere all’interno della scuola per individuare studenti spacciatori o detentori di droga. Le polemiche sono state feroci; è seguito un incontro tra docenti, genitori e dirigenza. Nella lettera, di cui riportiamo alcuni brani in questa pagina, si legge fra l’altro: «Vi scrivo per chiedervi scusa. Fino al giorno della mia …

"Dall’Imu al caos l’eredità del Pdl", di Ruggero Paladini

La Tasi potrebbe aumentare il prelievo sulle prime case di oltre il 60% rispetto al 2013. La stima della Banca d’Italia si basa sui livelli di tassazione dei Comuni capoluogo di Regione. «Considerando un’abitazione principale non di lusso, nella media … il prelievo si è ridotto complessivamente di circa il 40% fra il 2012 e il 2013. Come i lettori ricorderanno, nelle trattative per il varo del governo Letta-Berlusconi impose la condizione di eliminazione dell’Imu sulla prima casa, da intendersi come la casa in cui il proprietario abita (se ha una sola casa ma non vi risiede, non è “prima casa”). Ma non poteva essere una soluzione duratura, soprattutto in periodi in cui i governi italiani sono alle prese con il fiscal compact. Tra l’altro le indicazioni della Commissione europea (e degli altri istituti internazionali dal Fmi all’Oecd) suggeriscono di alleggerire il carico fiscale sul lavoro, ma non quello sugli immobili o sui consumi. Su questi ultimi si potrebbe anche dissentire, ma per quanto riguarda gli immobili la totalità degli economisti ritiene l’imposizione immobiliare meno …