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"Show e ultimatum, Silvio rialza il Muro di Berlino", di Ninni Andriolo

Rieccoli «i comunisti». Alfonso Signorini gli fa da spalla e Berlusconi rispolvera il vecchio repertorio per spedire avvertimenti anche alla Lega. Il Carroccio pronto a flirtare in solitudine con il Pd per portare a casa il federalismo? Anche se il democratico Chiti mette le mani avanti («Bossi e Calderoli diano una risposta sulle nostre proposte alternative, anziché darci i numeri sui giorni, le ore e i minuti nei quali un provvedimento debba concludersi »), Silvio sospetta dialoghi sotto banco. Così rimette in piedi il Muro di Berlino e, con la scusa dei comunisti, bacchetta il Carroccio. Perché – spiegano i suoi – «non è che uno si alza la mattina e tratta autonomamente con l’opposizione». Questa scelta si può anche fare, concedono, “ma dev’essere la maggioranza a deciderlo e non la Lega per conto proprio». Lo show Berlusconi-Signorini, andato in onda ieri sera su Canale 5 è stato un «parlare a nuora perché suocera intenda». E un modo, anche, per «riposizionare comunicativamente il centrodestra» nel tentativo di mettere in ombra le divisioni che lacerano la …

"Rosarno un anno dopo Ancora crisi, ancora paura. E sempre più lavoro nero", di Gianluca Ursini

Il 7 gennaio 2010 si scatenò la rivolta e la caccia all’uomo lungo le strade Oggi i migranti sono 800 circa e come allora nessuno raccoglie le arance…Per le strade intorno Rosarno, i campi dal verde fosco sono punteggiati dal sole: mèlange di arance abbandonate. «A 5 centesimi al chilo, andateveli a raccogliere voi», sbeffeggiano il forestiero amareggiati i caporali a tarda sera, sulla statale 118 che attraversa la Piana e unisce una realtà metropolitana di paesini divisi da ettari di agrumeti e uliveti centenari: Rizzìconi, Rosarno, Laureana, Drosi, San Ferdinando, Taurianova e giù verso il mare le luci del porto di Gioja. Rumeni, Bulgari, magherebini, persino un improbabile argentino biondo come un Gesù che di giorno fa il cassiere all’Iper, guidano i furgoncini da dove smontano gli africani, la minoranza. Per la gran parte, un migliaio di bulgari, macedoni, rumeni e ucraini che dopo la rivolta del 2010 non se ne sono mai andati, mai stati espulsi. Chi perché comunitario,chi perché bianco. E qui di troppo erano solo i nivuri. Gli africani, che nel …

"Altro che ultimatum la Lega è implosa", di Francesco Lo Sardo

La leadership calante di Bossi, la gestione della crisi, il federalismo monco: il Carroccio non è più una macchina da guerra. Fare la voce grossa e fumo sul federalismo conviene. Non soltanto per andare all’incasso del decreto sulla fiscalità comunale entro fine mese, ma anche per tener meglio occultate dietro un’impenetrabile cortina di ferro le tensioni che squassano in una sorta di clima da dopo-Bossi, nelle roccaforti della Lombardia e del Veneto, l’ultimo partito stalinista d’Occidente: la Lega. Tre giorni fa Bossi aveva tirato un siluro micidiale contro il suo ministro Maroni denunciando implicitamente, insieme alle “cimici” ritrovate in casa, un grave difetto (o un eccesso?) di “attenzioni” nei suoi confronti. Ieri è stato di nuovo lui, Bossi, con una frase apparentemente buttata lì a caso, a segnalare la punta di un altro iceberg: il caos che regna nella Lega nella regione più leghista d’Italia, il Veneto del Carroccio al 35,2 per cento. «Si va al congresso e chi vince sarà designato, basta che non sia un rompipalle, uno che non si faccia intrappolare dai …

"Perché le nuove generazioni sono rimaste senza futuro", di Benedetta Tobagi

Il presidente Napolitano li ha messi al centro del suo discorso di fine anno. Evidenziando le contraddizioni di un´epoca che sembra togliere speranze e possibilità. Gli anni Cinquanta partorirono la generazione dei ribelli alla James Dean poi venne l´ondata del Sessantotto. Oggi scendono in piazza per gridare che non vogliono pagare la crisi E sono il simbolo non di una rivoluzione ma della nostra angoscia Il presidente della Repubblica, 85 anni, ha pronunciato ben 19 volte la parola “giovane” e derivati nel suo messaggio alla nazione di fine anno: i dati sul malessere giovanile devono diventare un “assillo comune”, altrimenti “la partita del futuro è persa, non solo per loro, ma per tutti”. I disordini dicembrini, certo, la dimensione internazionale della protesta universitaria e del dramma del precariato, ma le parole di Napolitano attingono a una radice più profonda. L´immagine dei giovani è sovraccarica di significati simbolici, catalizza le angosce di una società e le sue aspettative per il futuro. Incarna le possibilità di grandezza e di riscatto di un paese: per questo i regimi …

"Il giuramento di Silvio: mai donne di sinistra", di Filippo Ceccarelli

In genere certe storie si capiscono dopo. Quando tutto è finito. E la fine, o almeno qualcosa che assomigli a una “finis regni”, è da tempo nell´aria, nonostante tre o quattro voti di maggioranza. Spiace qui dover utilizzare un tono oracolare. E non solo perché il vaticinio sull´esaurimento del ciclo berlusconiano è sempre andato a buca. Ma ancor più dispiace ricorrere a questo timbro vagamente apocalittico perché la materia è quella che è. Materia bassa. Pettegolezzo. Gossip. Più precisamente: un´eventuale “tresca”, cioè un intrico amoroso e/o carnale. E presidenziale, tanto per cambiare. Ma da lanciare in una direzione esattamente opposta a quella che finora ha visto il Cavaliere alle prese con minorenni marocchine, o napoletane, escort baresi o reggiane. E quindi: a quale figura accoppiare, sia pure ipoteticamente, Berlusconi per ripulirlo da quel genere di frequentazioni? Facile: a una quarantenne di sinistra. La potenza del gossip sta nell´ambigua concisione e nell´intensità allusiva, oltre che evocativa. Ecco quel che si è potuto leggere lunedì 3 gennaio su Dagospia: “Tra i botti di Capodanno, questa chicca da …

«L'eclisse di sole e l'eclisse della ragione», di Franco La Cecla

Le eclissi sono imprevisti che vanno corretti. Questa è l’interpretazione che ricorre nelle tradizioni antiche e nelle culture indigene. Per i tartari dell’Altai è un vampiro che ha occupato la luna. Per gli armeni di tradizione persiana si tratta di una vacca primordiale che si è frapposta tra sole e luna. Per gli eschimesi si tratta di un incesto tra pianeti. Nella Mesoamerica di tradizione Maya l’eclisse era un momento estremamente critico. Se la luce della luna o del sole va via, è la vita che se ne va. La risposta di molti popoli amazzonici è ancora una gran confusione, ci si mette a urlare e a lanciare frecce contro la luna, si fanno cose che manifestano un disordine del mondo: dall’orgia rituale all’inversione dei ruoli, a una angoscia generalizzata. E si mettono in atto rituali per ristabilire l’ordine interrotto, come se si dovesse rimettere in moto il procedere del mondo, rituali di circoambulazione per accompagnare di nuovo la luna nel suo giro. È importante però proteggere dagli effetti nocivi dell’eclisse alcuni animali, le donne …

«Padova, il calendario della discordia cancellati 25 aprile e Primo maggio», di Filippo Tosatto

Iniziativa della Provincia per le scuole. Insorge il Pd: ritiratelo. Nessun accenno a Liberazione e Festa dei lavoratori: in compenso c´è il Capodanno veneto PADOVA – Nel Veneto ai tempi della Lega, il Primo maggio non coincide più con la festa del lavoro e il 25 aprile celebra la Pasquetta e San Marco, non certo la liberazione del Paese dai nazifascisti. Resiste ancora la festa della Repubblica del 2 giugno mentre spuntano nuovi appuntamenti, dal 28 febbraio con il “Bati marso” (una sorta di Capodanno veneto) al 25 marzo dedicato al “ricordo del Popolo veneto”; e ancora, le ricorrenze familiste della mamma o dei nonni elevate a pietre miliari dell´anno. È il calendario 2011 stampato in 50 mila copie dalla Provincia di Padova, e ha il suo artefice nell´assessore all´identità veneta Leandro Comacchio, esponente del Carroccio. Corredato da disegni e filastrocche, in occasione della Befana è stato inviato a tutte le scuole elementari perché sia distribuito ai bambini. Ma c´è chi non ha gradito. È il caso dell´amministrazione di Solesino, un piccolo centro retto dal …