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«L'inflazione ritorna a preoccupare», di Franco Bruni

Le statistiche italiane e dell’area dell’euro mostrano che nel 2010 l’inflazione ha accelerato. In parte ciò dipende da una qualche ripresa dell’attività economica, che era precipitata l’anno precedente. Ma la disoccupazione è stata tanta e crescente. Non è certo il mercato del lavoro a spingere la dinamica dei prezzi. È invece colpa dei margini dei settori meno competitivi, dove i produttori e i commercianti hanno più potere di mercato, come quello dell’energia, e delle quotazioni di materie prime e prodotti agro-alimentari, che crescono insieme alla domanda impetuosa dei Paesi emergenti e sono spesso gonfiate dalla speculazione. Per ora l’aumento dei prezzi al consumo rimane prossimo al tetto del 2% fissato dalle autorità monetarie. Ma non mancano ragioni per preoccuparsi, visto che il tetto è raggiunto in presenza di andamenti tutt’altro che brillanti della domanda di beni e servizi, della produzione e dell’occupazione. Il pericolo è che un più alto tasso di inflazione entri nelle aspettative di medio termine dei consumatori e dei risparmiatori, delle imprese e dei lavoratori. Se crescono le attese di inflazione essa …

Blocco dei tribunali, parte il duello Alfano-Tremonti

L’Anm (associazione nazionale magistrati) annuncia il “rischio di paralisi totale della Giustizia” a causa del blocco informatico causato dai tagli imposti dal ministero dell’Economia a quello della Giustizia. La colpa, secondo il sindacato delle toghe, questa volta non sarebbe però del Guardasigilli Angelino Alfano, ma del collega Giulio Tremonti. Alfano risponde al presidente e al segretario dell’Associazione Nazionale Magistrati, Luca Palamara e Giuseppe Cascini, spiegando di “aver chiesto aiuto a Tremonti, senza averlo finora ricevuto”. Si consuma così l’ennesimo strappo tra colui che è considerato da molti il delfino, il successore naturale di Berlusconi, stiamo parlando di Alfano, e colui che al momento ne è considerato l’antagonista, Tremonti, pronto a farsi strada al posto del premier. Il Guardasigilli sulla questione blocco informatico però non cede al pessimismo e annuncia sibillino: “Non dispero – spiega riferendosi a un intervento del ministro dell’Economia – perché conosco la sua sensibilità per l’informatizzazione. Intanto faccio da solo. Farò l’impossibile e confido proprio di riuscirci, anche se i margini di manovra sono strettissimi”. “Salveremo il servizio. Siamo al lavoro e …

La lezione di stile di un innocente *

In un’Italia perennemente in ostaggio dei “15 minuti di celebrità” predetti a chiunque da Andy Warhol, era pressoché scontato che passasse sotto silenzio il gesto di ribellione di Marco Previati. Che si è rivelato un modello di anti-retorica. Arrestato il 31 dicembre perché «fortissimamente sospettato» dagli inquirenti per l’attentato alla sede della Lega di Gemonio e scarcerato il 3 gennaio perché le accuse a suo carico erano, secondo il gip, dettate da «delazioni nate per piaggeria», il 21enne operaio ha preferito dribblare la selva di taccuini e telecamere che lo aspettavano all’uscita del carcere dei Miogni. «Sono contento di essere uscito, ma sono stanco e adesso voglio solo riposare», queste le uniche parole pronunciate dal giovane mentre lasciava il penitenziario varesino. Con in mano una busta di plastica gialla contenente i suoi pochi effetti personali e tanta rabbia per le tre notti passate in cella. Il suo silenzio è parso ancora più assordante se paragonato alla continua ricerca dei riflettori a cui altre vicende recenti ci avevano abituato. E qui il pensiero va ad Avetrana …

«Tremonti-Berlusconi, restano le distanze», di Marco Galluzzo

Doppio no alla riduzioni delle tasse e quoziente familiare MILANO – Berlusconi sogna di intercettare la ripresa, di irrobustirla, ripete che la Confindustria ha le sue ragioni, che bisogna dare ossigeno alle imprese, e anche alle famiglie, a tutti insomma, perché oggi finalmente si può fare, il peggio della crisi è alle nostre spalle e si scorgono i primi segnali di una stabilizzazione verso l’altro delle curve dei prodotti interni. Berlusconi compulsa i dati economici e sofferma l’attenzione su quelli positivi. Tremonti no. O non solo. Riconosce i segnali ma sottolinea anche quelli negativi: l’occhio puntato dei mercati internazionali, la nostra condizione di eterno osservato speciale, l’impossibilità di dare alibi a chi può giocare brutti scherzi al nostro Paese. Il Cavaliere definisce «chiacchiere» dei media le indiscrezioni sulle frizioni con il suo ministro. E magari anche di questo avranno parlato ieri pomeriggio, in una telefonata che è parsa agli staff conciliante, eppure nessuno dei due fa mistero di pensarla in modo opposto sulle capacità della nostra finanza pubblica, su quello che Palazzo Chigi può fare …

«Battisti e la Francia. L’ignoranza militante», di Barbara Spinelli

La lettera più difficile, più scabrosa, Bernard-Henri Lévy avrebbe dovuta scriverla non al Presidente Lula ma, informandosi sulla storia italiana, al Presidente Napolitano. Non mi consta l´abbia fatto. Il gesto più difficile e scabroso sarebbe stato quello di visitare, oltre a Cesare Battisti, le sue vittime. Non mi consta abbia fatto neanche questo. Né che abbiano fatto cose simili Philippe Sollers, Daniel Pennac, Fred Vargas, e i tanti francesi che guardano all´Italia come a un paese di scimmie, privo di magistrati dignitosi: bellissimo e incivilissimo, diceva Stendhal. I francesi in questione sono esteti e assai selettivi: contro la mafia o la cultura dell´illegalità dilatata da Berlusconi, mai alzano la voce. Usiamo la parola scabroso perché letteralmente deriva da scavare, cercare sotto la superficie. Con le sue dichiarazioni giubilanti e la lettera a Lula, Lévy pensa d´aver pensato, chiude il ragionamento in un boccale come una pietanza che si riscalda di tanto in tanto. Non ha preso neppure una pala, per smuovere la terra alla maniera in cui Rilke, meditando il buio, «ascolta come la notte …

«Svolta in procura: "Stop alle espulsioni degli incensurati"», di Alberto Gaino

Anche ieri, primi processi 2011 per direttissima, nei confronti di arrestati per violazione della «Bossi-Fini» e nuove assoluzioni perché «il fatto non sussiste», alla luce della direttiva europea che ha cambiato la risposta penale italiana al fenomeno degli stranieri irregolari. Per il semplicissimo motivo che la violazione dell’ordine del questore di allontanarsi dal nostro territorio è diventata un invito non rispettato e non può essere più considerata reato. In procura l’aggiunto Paolo Borgna sta occupandosi da tempo dell’impatto della direttiva Ue sulla nostra legislazione e riflette ad alta voce sui problemi apertisi: «Abbiamo troppi casi di cittadini stranieri non comunitari condannati per reati anche gravi, i quali, una volta usciti dal carcere, non vengono espulsi. Bisognerebbe concentrare l’attenzione su questi casi, con una politica di allontanamento dal nostro Paese mirata che distingua fra delinquenti e onesti». «Pretendere invece – prosegue il procuratore aggiunto responsabile del pool sicurezza urbana – di espellere tutti ha in concreto l’unico risultato di non riuscire ad espellere quasi nessuno. La direttiva europea, ora, rende ancora più urgente questa riflessione». La …

«La "cena degli ossi" per andare alle urne», di Massimo Giannini

Il pressing del Senatur e Tremonti “Silvio, il voto ormai è inevitabile”. Forse anche il premier al summit con i leghisti e il ministro. Il capo del governo resiste, sperando che il legittimo impedimento non venga bocciato. Il leader lumbard e il responsabile del Tesoro contestano la linea cadornista del Cavaliere. L´asse tra Umberto e Giulio cercherà di convincere l´inquilino di Palazzo Chigi che per governare servono almeno altri 40 deputati Nell´esecutivo molti temono che con l´attuale maggioranza non sia possibile “portare avanti nemmeno l´ordinaria amministrazione” L´appuntamento è per stasera: la «cena degli ossi». Una tradizione alpina, che quest´anno potrebbe vedere seduti allo stesso tavolo non solo Tremonti e Bossi, come al solito, ma anche Berlusconi. Il menù gastronomico sarà l´opposto del menù politico. Durante la rituale abbuffata di ossi di maiale, lenticchie, fagioli con la cipolla, soppressa, salame di camoscio, vino e grappa, Giulio e Umberto spiegheranno all´amico Silvio che la festa, per il governo, è davvero finita. E che le elezioni anticipate sono ormai inevitabili. Non per volontà politica della Lega, ma per …