Tutti gli articoli relativi a: attualità

Napolitano: Italia paese di migranti, immigrati indispensabili per famiglie e imprese

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha salutato la «Giornata Internazionale del Migrante» con il seguente messaggio: «In occasione della “Giornata Internazionale del Migrante” e in prossimità dell’inizio del nuovo anno, che segna anche il 150esimo anniversario dell’unità d’Italia, rivolgo un saluto augurale ai molti emigrati italiani all’estero e ai loro discendenti, e ai tanti stranieri immigrati nel nostro paese. L’Italia si caratterizza per il fatto di essere una terra di migranti, e la storia di questo fenomeno avrà il posto che le spetta anche nelle celebrazioni del 150° della nostra Unità. Con il tempo l’emigrazione italiana si è notevolmente ridotta, ma non è mai cessata e, anzi di recente ha registrato una ripresa. Tuttavia il carattere della nostra emigrazione è profondamente mutato. I nuovi emigrati sono solo marginalmente lavoratori poco qualificati. A lasciare il nostro paese non solo per determinati periodi, ma definitivamente, sono spesso brillanti laureati e ricercatori, tecnici, imprenditori, personale altamente qualificato. Questa emorragia di talenti rappresenta allo stesso tempo una perdita per il nostro paese e un segnale di debolezza del …

""Le piazze non sono come gli stadi" i costituzionalisti bocciano il governo", di Vladimiro Polchi

“La limitazione della libertà personale spetta alla magistratura e non ai questori”. «In nome della sicurezza non si possono espropriare i diritti fondamentali». I costituzionalisti lanciano l´allarme e bocciano l´estensione del Daspo alle manifestazioni di piazza: «Il rischio è di violare le libertà costituzionali». Il divieto di assistere a spettacoli sportivi è una misura restrittiva della libertà personale, disposta dall´autorità di pubblica sicurezza (il questore) nei confronti di una persona ritenuta pericolosa. È una misura di prevenzione – che prescinde cioè dalla commissione di un reato – giudicata legittima dalla Consulta con la sentenza 512 del 2002. Qual è allora il problema? «Una cosa è comprimere il diritto di tifare Lazio, un´altra limitare il diritto di manifestare contro una riforma universitaria – risponde Michele Ainis, costituzionalista a Roma Tre – in questo secondo caso, infatti, c´è una tutela costituzionale rafforzata, perché esistono diritti funzionali ad altri». Tradotto: «La democrazia non si limita al voto e se prima delle elezioni non potessi manifestare la mia opinione, verrebbe aggredito un bene costituzionale di valore ben superiore al …

"Avere vent´anni oggi", di Benedetta Tobagi

Si sentono dire che devono impegnarsi di più. Lo fanno già Che la loro è la “generazione meno”, quella che sta peggio della precedente. Lo sanno già. Come pure sanno che non avranno né opportunità di lavoro né pensione Ecco chi sono da Palermo a Milano, da Genova a Napoli i ragazzi scesi nelle strade per riprendersi il futuro BENEDETTA TOBAGI G uardateli bene negli occhi e ascoltateli, per una volta, non attraverso i dati Istat, il rapporto Censis o nell´altrui mediazione letteraria e cinematografica. Qualcuno dirà: non siate romantici, non sono tutti così. Però moltissimi sono proprio come loro, giovani adulti, più che ragazzi, ben diversi dai vecchi “adultescenti”: meritano rispettosa attenzione. Non sono mica i cuccioli del Maggio che lottavano così come si gioca cantati da De André. Luca ha già sperimentato che non può permettersi di dire no al datore di lavoro; i viaggi necessari per completare la formazione sono un sogno proibito nel cassetto, ma gestisce la frustrazione senza gettare la spugna. Oggi, non basta più dir loro: impegnatevi, bisogna sacrificarsi …

"Addio all'ex ministro Padoa-Schioppa uomo dei conti con la testa in Europa", di Stefano Lepri

A settant’anni e qualche mese, nel pieno delle sue energie intellettuali, un arresto cardiaco ieri sera ha portato via Tommaso Padoa Schioppa, uno dei più europei tra gli italiani. Erano davvero in tanti a cercare il contributo delle sue idee: al momento era consigliere del governo greco, presidente del centro studi parigino “Notre Europe”, membro del “Gruppo dei 30” che è un autorevolissimo pensatoio mondiale, consulente del Fondo monetario internazionale, e da appena tre giorni anche consigliere di amministrazione di Fiat Industrial. Non avrebbe certo voluto lasciare ora l’Italia che vedeva in preda a una «crisi della democrazia e dello Stato di diritto», l’Europa dove è in difficoltà l’Unione monetaria di cui era stato uno dei costruttori. Economista di formazione, ma di vasta cultura letteraria, era un personaggio di un formato difficile da ritrovare nelle generazioni seguenti. Ha saputo svolgere incarichi molto diversi senza portare nell’uno le ambizioni dell’altro. Liberista ma lontano dagli «adoratori del mercato» di scuola americana che avevano prevalso negli anni prima della crisi, attento al rigore della moneta e dei bilanci …

"E l´Ara Pacis diventa un palco per le auto", di Francesco Merlo

Non c´è nemmeno un Andy Warhol alla vaccinara, una versione provinciale dell´arte-provocazione, dello scandalo creativo. C´è soltanto l´insipienza estetica del sindaco di Roma coniugata con la furbizia imprenditoriale di un allegro neocostruttore d´auto. Il risultato è l´esibizione – gratis – dentro l´Ara Pacis, di due modelli di una stessa utilitaria. Il lancio commerciale della Dany, una piccola automobile che, per quello che si vede, somiglia a tutte le altre utilitarie del mondo. Ma se è vero che questa automobile stona dentro il museo, non stona certo come accadde ai baffi sul viso della Gioconda, senso forte dei tempi moderni, né ha la forza dei monumenti impacchettati dal bulgaro Christo, non è l´ossimoro visivo, non è la contaminazione dei generi, ma è solo una delle mille volgarità – piccola questa volta, anche se significativa – commesse di questi tempi contro la cultura italiana. Gli avessero almeno chiesto dei soldi a Stefano Maccagnani, che adesso non sa spiegare perché hanno concesso a lui quello che hanno negato a tanti altri, Maserati compresa: «È vero, mi hanno fatto …

«Ha ragione Saviano: i violenti fanno comodo a questo governo», di Maurizio Cencioni

Lo scrittore si rivolge ai ragazzi: «Non cadete nella trappola della violenza, come negli anni 70». L’Unione degli Universitari e la Rete degli Studenti: «Noi andiamo avanti a viso scoperto, con le nostre idee e le nostre lotte». «Non dategliela vinta, non cadete nella trappola, come negli anni 70. La violenza è un discorso perdente, non credo riguardi gran parte di voi. Ascoltateli e ridete di questi vecchi signori, eterni giovani che hanno fallito con le loro strategie violente. Non so quale è la strada ma so quale è quella da non prendere. Non lasciamo al governo Berlusconi la possibilità di reprimere tutto questo come un movimento di violenti». Roberto Saviano in un’intervista a Repubblica.tv chiede al movimento studentesco di evitare quella che definisce la «trappola ». E le risposte non si fanno attendere: «Andiamo avanti a viso scoperto, con le nostre idee e le nostre lotte». Così l’Unione degli Universitari e la Rete degli Studenti, che in questi mesi hanno organizzato manifestazioni e proteste nelle scuole, negli atenei e nelle piazze di tutta Italia, …

"La speranza e i manganelli", di Giuseppe D'Avanzo

Ascoltato Maroni che si lamenta della magistratura e osservate le mosse di Alfano che ordina un’ispezione ministeriale, si deve concludere che il governo non ha capito o non vuole capire che cosa è accaduto a Roma il 14 dicembre. Peggio, sembra non comprendere che cosa può accadere mercoledì prossimo quando al Senato sarà approvata definitivamente la “riforma Gelmini”. Questo provvedimento ormai non parla più soltanto dell’università o agli studenti e ai ricercatori . È diventato il simbolo della crisi di una generazione e del suo futuro. Si è trasformato nella rappresentazione dell´indifferenza dei governanti per i governati, dell´incapacità del potere di ascoltare chi è in difficoltà e impaurito. È ormai l´allegoria del disinteresse della politica per la sofferenza del mondo del lavoro, per lo smarrimento di chi, colpito da una catastrofe (un terremoto, la crisi dei rifiuti), è stato abbandonato a se stesso. Il 14 dicembre a Roma non è accaduto soltanto che un gruppo di violenti si sia impadronito della protesta e – poi – la violenza di ogni ragione. È accaduto che per …