Tutti gli articoli relativi a: attualità

"2011, il pendolare resta a terra. Meno treni e pochi fondi, è allarme", di Giovanni Valentini

Il rapporto Legambiente: per il prossimo anno mancherà la metà delle risorse. In Italia ogni giorno 2 milioni 700 mila viaggiatori si spostano in treno. L’annuncio delle Ferrovie: 154 convogli a lunga percorrenza sono in perdita e verranno eliminati. Mentre le nostre Ferrovie dello Stato sbarcano in Germania, acquisendo il 5% della società che gestisce le linee dei pendolari tedeschi, il 2011 rischia di diventare l’anno nero per i pendolari italiani e per il trasporto ferroviario nel nostro Paese. Sono 2 milioni e 700 mila in Italia i viaggiatori che ogni giorno prendono il treno per motivi di lavoro o di studio e negli ultimi due anni sono aumentati dell’11,5%, circa 300 mila persone in più. Ma, in base al Rapporto Pendolari 2010 compilato da Legambiente che la Repubblica è in grado di anticipare, la riduzione delle risorse disponibili e quindi il taglio dei collegamenti minacciano di provocare nel prossimo anno un salto nel buio nel trasporto nazionale su rotaia. I vertici delle Ferrovie hanno annunciato nei giorni scorsi che verranno eliminati 154 treni a …

"Mafia e pizzo ecco le prime conversioni", di Francesco La Licata

Quindici palermitani taglieggiati che mandano in galera una banda di mafiosi agguerriti – addirittura i resti della «famiglia» Lo Piccolo – è senz’altro una buona notizia. Specialmente in pieno periodo natalizio, quando Cosa nostra scatena i suoi esattori. Li manda a «mungere» commercianti e imprenditori, spacciando le estorsioni per «donazioni volontarie» da destinare ad «auguri per i picciotti in galera». Una farsa che si ripete a Pasqua, con le stesse caratteristiche. Ma questa volta niente auguri ai «picciotti», semmai una retata natalizia. Ed è un risultato importante – come fanno notare i magistrati della Procura di Palermo – soprattutto perché, per la prima volta, i riscontri alle risultanze investigative vengono proprio dalle vittime. Non capita tutti i giorni, nella latitudine siciliana, di poter fornire ai giudici elementi di prova prodotte dal racconto delle parti lese. Senza queste collaborazioni clamorose, le indagini avrebbero sofferto della solita preponderanza di indizi, rispetto alle prove certe: la malattia cronica di cui soffrono i processi di mafia. Ma non è soltanto l’aspetto giudiziario – che pure ha la sua importanza …

"Crisi in nome della gente padrona", di Michele Ainis

I parlamenti sono luoghi in cui si parla, come attesta perfino il nome di quest’antica istituzione. Ma nel fiume di parole che ieri ha inondato gli emicicli di Montecitorio e di palazzo Madama un’espressione si staglia su ogni altra. L’ha pronunziata il presidente del Consiglio, aprendo il suo discorso. Questa: «I liberi parlamenti sono chiamati a rappresentare e interpretare la volontà popolare, non a sostituirla». Poi ha aggiunto varie altre osservazioni, ha difeso l’operato del governo, ha strizzato l’occhio alle pecorelle smarrite per convincerle a tornare nel suo gregge. Ma infine ha ribadito come un mantra il suo aforisma, suonandolo all’orecchio di quanti nel 2008 vennero eletti nelle liste Pdl: chi vota la sfiducia è un traditore, non tanto verso il premier, quanto verso il popolo sovrano. Non è la prima volta che Berlusconi sfodera questa convinzione, non sarà neppure l’ultima. D’altronde sono numerosi gli italiani che si riflettono nelle parole del presidente del Consiglio, che giudicherebbero la sua uscita di scena alla stregua d’una congiura di palazzo. Però quelle parole, scandite davanti a un’assemblea …

«Portiamo in piazza l’indignazione di una generazione» di Roberto Iovino

«Grideremo “noi non siamo sfiduciati” mentre in Parlamento si deciderà il futuro di questo governo: per cambiare l’Italia pochi voti non bastano. Serve ricostruire un senso comune». Nel buio della democrazia italiana uno spiraglio di luce c’è. Oggi da nord a sud, a prescindere dall’esito del voto di fiducia, le piazze del nostro paese saranno piene di studenti e studentesse, e questo rappresenta un fatto politico nuovo. Come nuova è l’idea di partecipazione popolare che abbiamo praticato lungo tutto l’arco di questo autunno, non solo manifestazioni “contro” ma una riappropriazione reale della politica, parola troppo spesso associata alla compravendita di parlamentari e a scandali sessuali. In Italia c’è un fatto nuovo, gli studenti e le studentesse hanno suonato la sveglia ad un paese da anni atrofizzato dal berlusconismo come dottrina del controllo e del consenso. Abbiamo posto sul piatto l’indignazione di un’intera generazione, decisa a costruire un’alternativa alla fuga, a denunciare lo sfruttamento esistenziale a cui ci condanna la precarietà, a urlare a squarciagola il vuoto di senso in cui versano scuola e università. Non …

"La verità sugli immigrati", di Ignazio Marino

Per lavorare da immigrato avevo fatto anche io il mio test di lingua inglese. Nonostante questo la centralinista dell’ospedale mi riconosceva sempre prima che finissi di dire “good morning” per il mio forte accento straniero. Sono arrivato in America a metà degli anni Ottanta e, come tanti, sono rimasto con un visto a studiare, ma anche a lavorare come chirurgo. La mia situazione non era stabile e annualmente dovevo rinnovare i documenti e farmi riprendere le impronte digitali. La cittadinanza americana è arrivata dopo diversi anni. Ma questo non mi impedì di divenire il direttore del Centro Trapianti del Veterans Affairs Medical Center, l’unico dipartimento per trapianti di fegato appartenente al governo degli Stati Uniti. In Italia potrebbe accadere? Permetteremmo, per esempio, a un marocchino di 37 anni di dirigere l’Agenzia Spaziale Italiana oppure il Consiglio Nazionale delle Ricerche? L’invasione straniera MI SEMBRA che la politica di questi tempi, anche a livello locale, sia molto impegnata nel rassicurare chi è preoccupato per una “invasione straniera” incapace di integrarsi: è una cultura che si nutre di …

La crisi nelle parole del Pd

La nostra manifestazione di sabato è stato il cartellino giallo, domani ci sarà quello rosso. Si chiude un ciclo, comunque vada. Si chiude il ciclo di Silvio Berlusconi, protagonista vero di questi 15 anni, politico e culturale. Pensate davvero che domani con un voto in più riuscirete a fare quello che non siete riusciti a fare con la più grande maggioranza della storia repubblicana? Sapete benissimo che questo non accadrà. Chi voterà per il presidente Berlusconi domani voterà per le elezioni anticipate. Rosy Bindi Il Ciampi del 2011 dovrà aiutare il paese a uscire dal clima di permanente guerra civile politica che ci accompagna. Noi gli daremo sostegno pieno e incondizionato, senza chiedere altro che non lavorare per rimettere in moto l’Italia. Per dare ai giovani la voglia di starci in questo paese e non di andare via come oggi invece fanno in una percentuale tripla rispetto agli altri paesi europei. Enrico Letta Si chiude anche un’esperienza più lunga, un ciclo almeno decennale, che termina con un esito profondamente deludente per il nostro paese. (…) …

"Il silenzio della democrazia" di Stefano Rodotà

Abbiamo vissuto il silenzio della democrazia, e questo peserà in futuro, quale che sia l’esito del voto di oggi. La chiusura del Parlamento, evento davvero senza precedenti nella storia della Repubblica, ne ha rappresentato il terribile simbolo e, insieme, la condizione necessaria perché altre procedure, altri riti, altri luoghi potessero prenderne il posto.Doveva tacere il Parlamento non perché potessero tacere le passioni, e si potesse così giungere con giusto distacco e adeguata meditazione a una giornata nella quale si concentrano le molte ragioni che ci hanno progressivamente portato ad una vera crisi del sistema politico. No. Quel silenzio era necessario perché l´unica forma di persuasione legittima in democrazia, quella che nasce dall´aperta e pubblica discussione parlamentare, venisse sostituita da un´altra forma di “persuasione”, quella affidata a reclutatori, a cacciatori di voti che si muovono senza inibizioni o pudori sulla scena pubblica, menando anzi vanto d´ogni nuovo scalpo conquistato. Riflettano i cittadini della Repubblica. La vicenda di questi giorni riproduce lo schema che avevamo imparato a conoscere nel tempo triste delle escort. I procacciatori continuano ad …