Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Accampati sul tetto per salvare il nostro futuro", di Maurizio Crosetti

“In un paese civile quando si pensa a una riforma si ascoltano anche i diretti interessati”. Tazebao e tende da campeggio. E il computer sempre collegato al sito della Camera. Quassù ci sono nuvole rosa e biscottini, pasta fredda e neve sulle montagne vicinissime. Tira vento, quassù. E tra una chitarra e un computer collegato al sito della Camera, tra un precipizio di cemento senza parapetto (paura!) e una tenda da campeggio, con la Mole proprio in faccia e il futuro di lato, gli universitari senza Università lottano e aspettano, parlano e bivaccano, mangiano e dormono. I ricercatori. I precari. Gli studenti. Gli associati. Gli occupanti e i disoccupati. Quelli che ancora non sono scappati. «Abbiamo un sogno normale, da paese civile: essere ascoltati quando si pensa una riforma. Noi che lavoriamo qui e siamo i primi a volerla, ‘sta riforma». Alessandro Ferretti, ricercatore al dipartimento di fisica sperimentale, ci accompagna sul tetto di Palazzo Nuovo che nuovo non è più da un pezzo, l´orrendo palazzo color topo dove hanno sede le facoltà umanistiche di …

"Il re dello show", di Lietta Tornabuoni

Che spettacolo, l’altra sera, la telefonata nervosissima di Berlusconi a «Ballarò». Non era la prima volta: è già successo al presidente del Consiglio di mettere bocca in modo imprevisto durante trasmissioni televisive, e in particolare a «Ballarò» deve aver identificato un punto di debolezza, di passività, oppure una smania di visibilità. Più in generale, magari non s’è ancora abituato all’idea che la televisione (qualsiasi tipo di televisione) non sia di sua proprietà, che qualcuno possa parlare di lui (non bene) senza che lui lo rimbecchi o lo metta a tacere: eppure sono diversi anni ormai che frequenta la politica. L’altra sera insolenze, accuse, rinfacci, paroloni («mistificatori»), telefono chiuso in faccia: in ogni caso lo spettacolo non è mancato, e ha permesso di sperare in altre esibizioni. Ci è già stato raccontato che Berlusconi sta adesso nuotando in un mare di nuova grafica: nuovi loghi, nuovi nomi, nuovi slogan per un nuovo partito in vista di prossime elezioni. Pare ce ne siano alcuni che non prevedono altri nomi o bandiere, soltanto «Berlusconi presidente», come nei referendum: …

Strage dei Georgofili, via al processo ma lo Stato non si costituisce parte civile

Nuovo procedimento sulla stagione stragista del 1993 e sulla trattativa fra Stato e mafia Imputato il boss siciliano Francesco Tagliavia, decisive le rivelazioni di Spatuzza. “Non so se l’avvocatura dello Stato è in ritardo”. Giuseppe Quattrocchi lo dice con amarezza. Lo Stato non si è costituito parte civile nel processo che si è aperto stamani a Firenze sulle stragi mafiose del ’93 che, per la prima volta nella storia di Cosa Nostra, colpirono i tesori dell’arte e chiese in continente, fuori dalla Sicilia. Per il tritolo di via dei Georgofili, nel capoluogo toscano morirono 5 persone: Caterina Nencioni, una bambina di appena 50 giorni, la sorella Nadia di 9 anni, i genitori Fabrizio Nencioni e Angela Fiume con lo studente Dario Capolicchio. Mentre Regione e comune di Firenze si sono costituite parti civili, l’assenza dello Stato per il procuratore capo di Firenze potrebbe essere dovuta a una dimenticanza dell’avvocatura. “Non ci siamo costituiti parte civile perchè non ne siamo venuti a conoscenza – spiegano dalla sede fiorentina dell’avvocatura – Non c’è stato notificato nulla per …

"Donne violenza e silenzi di governo", di Roberta Agostini e Federica Mariotti

Sono passati più di 30 anni da quando per la prima volta una telecamera entrò in un’aula giudiziaria nella quale si svolgeva un processo per stupro. Era il 1978, il documentario venne poi trasmesso in televisione e ci mostra che sul banco degli imputati siede soprattutto la donna che, spiegano gli avvocati, con il suo comportamento avrebbe istigato i violentatori. Da allora molte cose sono cambiate. Ci sono volute le battaglie delle donne, nelle istituzioni e fuori, a cambiare ciò che un tempo era dato per scontato, nominare la violenza e la prevaricazione, fino ad approvare, nel 1996, la legge che trasforma la violenza da delitto contro la morale a delitto contro la persone. Oggi però non possiamo ancora dire che le donne abbiano vinto. L’Istat ci consegna una radiografia impressionante del problema: 14 milioni di donne vittime di violenza, 7 milioni di stupri e abusi, di queste un milione e 400 ragazze, nel solo 2006 un milione e 150.000. Chi sono gli autori di queste violenze? Nella maggior parte dei casi mariti, parenti, amici, …

"La simil-maggioranza del Pdl con tre linee", di Francesco Lo Sardo

Si avvicina il voto di fiducia per Berlusconi ma i suoi non si ricompattano, anzi Apparentemente, a parte la caccia al voto senza risultati esaltanti per il Cavaliere, la fase è di stallo. La maggioranza non c’è – ieri è andata sotto due volte grazie a un asse Fli-Pd-Idv e Udc che ha assegnato al partito di Casini e non al Pdl un seggio supplementare all’europarlamento – però non tutto, da quelle parti, è immobile. La Lega ripete: «Con una maggioranza risicata meglio andare al voto». Ma nel Pdl dilaniato anche dalla questione morale, dalla denuncia della Carfagna contro «l’affarismo », man mano che s’avvicina la fiducia del 14 dicembre, è palpabile l’emergere di tre linee contrastanti che cercano di condizionare le scelte del Cavaliere: quelle già fatte d’intesa con Bossi, quelle da farsi fino al 14 e quelle da fare dopo, a seconda del risultato. C’è una linea dei “neutralisti” – ancora tendenzialmente maggioritaria nel Pdl – che spera in un voto di fiducia per tirare avanti tout court col solito assetto Pdl-Lega: se …

"L´osceno normalizzato", di Barbara Spinelli

Ci fu un tempo, non lontano, in cui era vero scandalo, per un politico, dare a un uomo di mafia il bacio della complicità. Il solo sospetto frenò l´ascesa al Quirinale di Andreotti, riabilitato poi dal ceto politico ma non necessariamente dagli italiani né dalla magistratura, che estinse per prescrizione il reato di concorso in associazione mafiosa ma ne certificò la sussistenza fino al 1980. Quel sospetto brucia, dopo anni, e anche se non è provato ha aperto uno spiraglio sulla verità di un lungo sodalizio con la Cupola. Chi legga oggi le motivazioni della condanna in secondo grado di Dell´Utri avrà una strana impressione: lo scandalo è divenuto normalità, il tremendo s´è fatto banale e scuote poco gli animi. Nella villa di Arcore e negli uffici di Edilnord che Berlusconi – futuro Premier – aveva a Milano, entravano e uscivano con massima disinvoltura Stefano Bontate, Gaetano Cinà, Mimmo Teresi, Vittorio Mangano, mafiosi di primo piano: per quasi vent´anni, almeno fino al ´92. Dell´Utri, suo braccio destro, era non solo il garante di tutti costoro …

Bersani: «Paese nel pantano Se si va al voto, vinciamo»

E’ scontato che il governo sara’ sfiduciato? “Non c’e’ niente di scontato”, risponde il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, che stamattina è ospite di Radio Anch’io. “Con la nostra mozione di sfiducia – aggiunge – di certo almeno si capira’ chi e’ a favore e chi e’ contro. Credo che la nostra iniziativa fara’ riconoscere i dati reali della situazione politica. Sara’ l’occasione per chiarire che c’e’ una crisi formale di questo governo e io voglio sperare che sara’ l’occasione per aprire una diversa fase”. E’ possibile un governo di transizione dopo il 14 dicembre? “Rispondo di si’ purche’ il tema sia ben posto”, dice Pier Luigi Bersani a Radio Anch’io. “Il 14 dicembre- aggiunge- il massimo a cui puo’ aspirare Berlusconi e’ avere un voto in piu’ anche alla Camera. Non credo che ci arrivera’, ma questo non significa governabilita’ ma un’ulteriore debolezza di questo governo”. “Non ho paura delle elezioni. Faccio questo pronostico: se andiamo a votare vinciamo”. “Ma riflettiamo un attimo sull’Italia: con una legge elettorale che consente di eleggere il …