"Una donna volta pagina alla Cgil: il timone nelle mani della Camusso", di Roberto Mania
“Da noi non c´è il leaderismo, c´è un´idea di responsabilità collettiva”. Mercoledì il direttivo la eleggerà segretario generale al posto di Guglielmo Epifani. «No, non avrei mai pensato di poter diventare il segretario generale della Cgil. E´ una roba che può anche mettere il panico. Ma la Cgil è un collettivo, una grande rete. Da noi non c´è il leaderismo. Il segretario non viene nemmeno scelto al congresso. Non facciamo le primarie, noi. In Cgil c´è un´idea di responsabilità collettiva». Eccola Susanna Camusso, cinquantacinque anni, milanese, professione sindacalista. Donna. La prima a guidare il più grande sindacato italiano, nella stagione della crisi industriale più radicale. Il sindacato più rosso. L´unica organizzazione di massa social-comunista che ha attraversato il Novecento ed è entrata nel nuovo secolo senza cambiare nome e neanche missione. La Cgil è rimasta la Cgil, nel bene e nel male. Si è solo aggiornata, lentamente. Tanto che ora sceglie di essere guidata da una donna. E Susanna Camusso è profondamente intrisa di questa cultura. Da trentacinque anni la Cgil è molto più del …
