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“Manovra correttiva” del governo: l’ennesimo slogan

Finanziaria, Fassina: “Arriva la manovra correttiva, l’ennesima pezza”. Passa all’unanimità l’ emendamento del Pd per la promozione del turismo. Della Seta: “Vergogna Tremonti, quasi dimezzati i fondi al museo nazionale della Shoah”. Per ovviare alle proteste contro i tagli, inferti indistintamente dalla Finanziaria in tutti i settori dell’economia italiana, il ministro Tremonti ha lanciato un nuovo slogan che ora a buon dire si può definire elettorale. Si tratta del ‘Decreto Sviluppo’, un buon titolo, ma che di fatto nasconde dei contenuti pressappoco inesistenti. Secondo questa “Manovra Correttiva”, che dovrebbe ribaltare le sorti del nostro Paese, verranno erogati dei nuovi finanziamenti per rilanciare l’economia italiana. Di fatto si tratta di una ‘legge mancia’, così è stata definita dal Pd e dalle altre opposizioni, perché riguarda dei vecchi fondi già stanziati che sono stati sbloccati, con l’aggravante che questa ‘manovra correttiva’non dispone di un piano organico nazionale, ma finanzierà piccoli progetti scollegati tra loro con il risultato di spercare delle risorse utili. Mentre in Commissione Bilancio si cominciava a discutere della Finanziaria, le agenzie hanno annunciato l’arrivo …

PDL, piccole cricche crescono

a nord a sud la corruzione dilaga tra gli amministratori locali PDL: succede a Milano, Parma, Larino, nel Lazio e in Campania. Il PD campano annuncia interpellanze urgenti a Maroni. Cosa hanno in comune Milano, Parma, Larino, la regione Lazio e la Campania? Ieri gli amministratori locali del PDL hanno invaso le pagine dei quotidiani con le notizie di casi di vera e propria corruzione che si riflettono subito nella gestione anomala di fondi destinati al bene comune. Insomma politici che scendono in campo e fanno prevalere gli interessi personali sulla cosa pubblica. Dimenticandosi dei voti dei cittadini onesti, che hanno dato loro fiducia ed appoggio. Sembra quasi che l’imprinting valga in natura quanto in politica. La ‘grande cricca’, smascherata, ma non punita, nel Parlamento nazionale, ha figliato e si iniziano a veder crescere i piccoli della ‘cricca’, anche nei parlamentini regionali e provinciali: da Milano, come a Larino (Campobasso), dalla Regione Lazio, alla Regione Campania, a Parma. Ogni caso è a se ovviamente, ma con un unico denominatore comune che li caratterizza: l’uso privato …

"Tagli ai partigiani", di Alessandra Longo

Che i partigiani non siano nel cuore di questo esecutivo è fatto noto. Una conferma arriva anche dal taglio dei fondi destinati all´Anpi per il 2010. In una nota ufficiale le cifre: i 165 mila euro del 2009, attribuiti per legge alle 16 Associazioni combattentistiche e partigiane, sono diventati per quest´anno 73.500. «Drastica riduzione» dovuta alla crisi? Nient´affatto, dice l´Anpi, che accusa «il governo delle destre e della Lega Nord» di «odiosa discriminazione»: «Hanno manomesso il numero dei nostri iscritti 2009 attribuendocene 44 mila contro i 105 mila reali. Pur avendo quasi la metà di tutti gli iscritti alle 16 Associazioni, ci siamo visti assegnare solo il 10 per cento del totale dei finanziamenti». La reazione è battagliera: «Ci vogliono ridurre al silenzio ma non ci faranno morire». La Repubblica 28.10.10

"Conto alla rovescia per Masi", di Giovanni Cocconi

Prima di azzardare paralleli tra un governo che non governa e una Rai che non è più un’azienda proviamo a riflettere sul destino di Mauro Masi. Il direttore generale ha di fronte a sé due strade molto strette. O improvvisamente si scopre manager e si impegna a rimettere in piedi un’azienda con i conti in profondo rosso, la pubblicità in calo, gli investimenti a zero (ammesso che ne sia capace), oppure insiste nella sua pervicace opera di eliminazione delle voci critiche, i vari Santoro, Saviano, Travaglio, Gabanelli, Mineo, eccetera. Nel primo caso avrebbe di fronte un impegno di mesi, faticoso e con pochi riconoscimenti da parte dell’editore di riferimento. Masi sembra aver scelto la seconda strada, una scommessa appesa alle decisioni dei prossimi giorni ma che potrebbe costargli la testa molto presto. La scadenza sarebbe già fissata e forse è troppo tardi per tornare indietro. Il consiglio di amministrazione fissato per oggi è stato rinviato di fronte alla minaccia di dimissioni di un presidente, Paolo Garimberti, che si è sempre mostrato molto diplomatico rispetto alle …

"La metamorfosi dei Presidenti nell´Italia senza regole", di Carlo Galli

Le discussioni sul Lodo Alfano rimettono in primo piano il ruolo del Colle: un´autorità disegnata come potere neutro che diventa più presente in certe fasi storiche.mSimboleggia e rappresenta l´unità del popolo e un´istituzione di garanzia del funzionamento dello Stato. La garanzia che è fornita non è formalismo: è anzi la custodia della Democrazia per la salvaguardia della Costituzione. Tra gli effetti del lodo Alfano c´è quello di innalzare il rango costituzionale del presidente del Consiglio, e contemporaneamente – anche se verrà corretta la previsione che il blocco dei processi sia subordinato a un voto del parlamento – di abbassare quello del presidente della Repubblica, che viene parificato al premier per la temporanea immunità davanti ai reati comuni. In realtà, si tratta di due figure assai diverse, per significato, per legittimità, e per finalità. Il presidente del Consiglio è l´espressione di una parte che resta tale – la maggioranza (quella reale o quella resa tale dalla legge elettorale) – , poiché governa legittimamente l´Italia secondo una linea che non deve essere condivisa da tutti (esiste, altrettanto …

Lodo Alfano: Finocchiaro, "E' salvacondotto per Berlusconi. No mai e in nessun caso"

Questo Lodo Alfano, anche se costituzionale, reiterabile o non reiterabile che sia, è non solo l’ennesimo salvacondotto che il presidente Berlusconi chiede per se stesso ma davvero, come peraltro la stessa lettera del Presidente della Repubblica in un certo senso dimostra, ma è anche uno sconquasso ulteriore al nostro sistema costituzionale. Il nostro è un ‘no mai e in nessun caso’ perché è sbagliata l’idea in sé. Noi non crediamo che ci sia una persecuzione nei confronti del Presidente del Consiglio e gran parte dei processi che lo riguardano sono relativi a fatti e a indagini che lo riguardano prima che diventasse Premier. Crediamo poi che non bisogna introdurre un principio di disparita’ nell’ ordinamento, e vogliamo difendere l’articolo 96 della Costituzione come venne modificato. Noi poi non crediamo che questo provvedimento sia compatibile con il principio di uguaglianza , e non vogliamo che ci sia una sorta di immunita’ solo per il Presidente del Consiglio. E quando la maggioranza dice che in altri Paesi esiste questo scudo per le alte cariche dello Stato dice …

Meno irregolari e più imprenditori gli immigrati d'Italia. E l'lnps è in attivo grazie a loro

In Italia, negli ultimi 20 anni, la popolazione immigrata è cresciuta di quasi 20 volte. Secondo la stima del Dossier Statistico Immigrazione 2010 Caritas/Migrantes presentato oggi, «includendo tutte le persone regolarmente soggiornanti, le presenze sono 4 milioni e 919 mila (1 immigrato ogni 12 residenti), contro il dato dell’Istat che all’inizio del 2010 ha registrato 4 milioni e 235 mila stranieri residenti in Italia. «Questa realtà nel panorama europeo si caratterizza – afferma il rapporto promosso dai due organismi della Cei – anche per il notevole dinamismo: l’aumento è stato di circa tre milioni di unità nel decennio e di quasi 1 milione nell’ultimo biennio». In crescita, secondo il dossier, anche i matrimoni misti contratti tra il 1996 e il 2008, che sono stati circa 250 mila, mentre più di mezzo milione di persone hanno acquisito la cittadinanza, al ritmo di oltre 50 mila l’anno; oltre 570.000 stranieri sono nati direttamente in Italia; quasi 100 mila arrivano a essere i figli di madre straniera ogni anno; più di 100 mila gli ingressi per ricongiungimento familiare. …